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Leonardo: A chi arrestano oggi, e a chi festeggerà

Ciao, mi chiamo Leonardo e quando a Milano ci fu l’inchiesta Mani Pulite, e i magistrati arrestavano un politico al giorno, io avevo vent’anni. Mi divertivo. Quei politici che cadevano in disgrazia li conoscevo da tanto tempo – mi sembrava tanto tempo – erano stati i cattivoni della mia adolescenza, i Craxi, i Forlani, i Gava. Corrotti, collusi, mafiosi, lo dicevamo da anni, e quando i magistrati cominciarono a confermarcelo non trovammo nulla da eccepire. Sembrava che tutto stesse procedendo verso un lieto fine: come col Muro di Berlino, per 40 anni incrollabile, e poi una notte, puff, finito. Era bello, era giusto, era divertente.

Se ci ripenso in realtà non mi ricordo molto, perché a vent’anni la priorità è il sesso e tutto passa in terzo. in quarto piano. Comunque: noi odiavamo i politici, i magistrati li arrestavano, noi eravamo felici. C’era una specie di arena in cui li vedevamo prender mazzate – i più deboli non reggevano, ma non trovavamo nulla da eccepire nello spettacolo in sé.

Adesso ne ho molti di più e non voglio nemmeno tentare un parallelo. Ogni tanto un magistrato arresta un politico: ho imparato che bisogna aspettare, perché a volte le cose non sono come sembrano. La cosa curiosa che ho notato è che adesso, quando un politico viene indagato, la gente non è più felice come una volta.

Alcuni sì, sembrano felici, ma c’è troppo nervosismo nelle loro manifestazioni di giubilo. È come se, come se, come se stessero tifando per la loro squadra. Ecco. La squadra ha fatto goal e loro festeggiano, ma in realtà sono tesi, sono arrabbiati, si vede che non basta, forse stanno ancora un goal sotto. Altre volte poi non festeggiano, anzi, alcuni fanno finta di niente – dal che deduco che deve aver fatto goal la squadra avversaria. Altri ci restano male o se la prendono con l’arbitro – che per carità, non è infallibile, è più che giusto domandarsi se sia imparziale o no, se ci abbia visto giusto, se non gli sia sfuggito qualcosa. Ma sai come fanno i tifosi: a volte se la prendono con l’arbitro per partito preso. Come se non sapessero, appunto, che non è infallibile, non può vedere tutto, non può evitare che qualcosa gli sfugga.

Ciao,  mi chiamo Leonardo e vedo i magistrati arrestare i politici da vent’anni. La principale differenza è che vent’anni fa era uno spettacolo semplice: noi sugli spalti, loro in campo. Oggi è diventato uno sport a squadre, e il match sul campo prosegue negli spalti. Indagano il sindaco di Milano: un boato in curva sud, la curva nord contesta e fa notare che però il sindaco sta reagendo bene. Pochi minuti dopo viene arrestato un assessore a Roma: la curva nord esplode, la curva sud impietrisce e così via. I politici continuano a rubare, i magistrati continuano a guardarsi intorno e a fischiare per quel che possono. Noi continuiamo a guardare, ad applaudire, a urlare, ma c’è molta meno allegria. E ormai ce ne siamo dette così tante, tra di noi, che c’è di sicuro qualcuno che ci aspetta fuori.

Sorgente: Leonardo: A chi arrestano oggi, e a chi festeggerà

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