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Leccapiedi e lustrascarpe

 

Oggi è il giorno delle geremiadi piddine, repubblichine. huffintoniane, murdocchiane e compagnia cantante, è il giorno in cui gli ipocriti compulsivi scoprono l’umanità di Renzi in quel suo discorso finale,
così falso che bisogna essersi strappati l’occhio sociale per non cogliere il livore e la menzogna evidenti nel linguaggio non verbale dell’ometto, è il giorno in cui nullità infingarde e repellenti come la Puppato offendono gli elettori del No dall’alto della loro vacuità etica e intellettuale, è il giorno in cui il sistema di potere renziano, gli uomini d’oro alla guida di banche, imprese, centri finanziari e multinazionali ancora sotto il controllo governativo cominciano a tremare e si raccolgono in orda per la sopravvivenza.  Stranamente è anche il giorno in cui il Corriere della Sera scopre i dati Istat sulla povertà in Italia, resi noti il 14 luglio scorso e tenuti nei cassetti perché sapete c’era da appoggiare il guappo e il suo referendum: il giornalone  scopre che più di un italiano su quattro vive ormai in stato di rischio povertà ed esclusione sociale, mentre aumenta il reddito del venti per cento di popolazione più benestante.

Mi ci  vorrebbe un enorme talento letterario per esprimere vividamente lo schifo che mi provoca tutto questo e il desiderio di mandare a casa ora, adesso tutto questo ceto dirigente corrotto, privo di idee e mediocre oltre ogni immaginazione. Ma alla fine non credo che sarebbe una vera  punizione perché il meraviglioso mondo contemporaneo di cui sono fautori ed esecutori per conto terzi, offre imperdibili occasioni per esprimere il proprio talento e per farsi di nuovo strada. Ci sono vere montagne di occasioni d’oro che soltanto i buoni a nulla e gli scioperati possono lasciarsi sfuggire, attività , job pieni di soddisfazione morali ed economiche e qui mi limito a citarne solo una, straordinaria, trovata sul web: “Unitevi a noi in un’avventura dove ogni talento viene valorizzato, dove non ci sono limiti all’esperienza, dove la realizzazione personale passa in primo piano, un lavoro a misura delle vostre ambizioni e della vostra immaginazione”.  Parole che sentiamo spesso, che fanno parte del messale aziendalista, liberista, mercatista, il felice salmo del presente che accompagna ogni inganno. Ebbene sappiatelo se vi unite a loro potrete gustare fino in fondo le gioie di fare il lustrascarpe, perché è di ciò che si tratta ( vedi qui), è questo il settore nel quale potrete esprimere a pieno la vostra creatività e il vostro sputo. Con il vantaggio di  essere un imprenditore in proprio, ma con alle spalle una catena che ha come segno distintivo un panchetto in puro legno e un grembiule di cuoio che dovrete comprare a carissimo prezzo per poi passare una corposa royalty ad  ogni lucidatura.

Questo è ciò che offre il convento del capitalismo contemporaneo: in pratica solo parole e retorica attraverso le quali si intende raggiungere lo scopo di cancellare la realtà e di rendere appetibili lavoretti miseri, privi di ogni specializzazione e al limite della sopravvivenza quando è grasso che cola: non a caso negli ultimi 15 anni in occidente si sono persi milioni di posti di lavoro buoni e ad alto tasso di conoscenza per compensarli in parte con questi “job” tutti assolutamente precari che vanno dal lustrascarpe, agli accompagnatori di cani, dalle badanti ai camerieri, dai fattorini per pizze alle domestiche, dai tassisti temporanei per Uber ai distributori di volantini. Su un livello un tantino più alto si sono  affermate attività marginali e superflue come organizzazione di eventi o matrimoni, arredatori, consulenti di non si sa che, partecipanti ai Focus Group ( da cui poi sono tratti i campioni per i sondaggi), personal trainer,  docenti di Yoga e insomma tutta la panoplia di attività dell’auto imprenditoria spicciola che serve solo a cullare la pigrizia e le fisime del dieci per cento più ricco.

Il lavoro vero si fa altrove ormai e quello che rimane è spesso malpagato aggirando tutte le regole, in seminero,  visto che lo Stato non ha poi così voglia di controllare. Ma del resto se si dà via libera a qualunque profitto minimizzando i salari è questo ciò che si ottiene:; una logica del lavoro misero e servile quale correlato inevitabile dell’economia di carta e del capitalismo finanziario.  Proprio per questo è quanto mai essenziale montare la panna della retorica su talento, creatività, sogni e quant’altro in modo da nascondere il processo di servilizzazione e precarizzazione, di renderlo accettabile,  ma è anche necessario in un modo o nell’altro demolire l’insieme di tutte istituzionali e sociali che ancora fanno da barriera al nuovo medioevo: ecco perché le grandi banche e tutti  i poteri  che passano per questa cruna dell’ago suggeriscono ai loro burattini di stravolgere le costituzioni. Ed è per questo che da oggi bisogna dire sempre No al massacro. E fare esprimere il talento e la creatività di questa gentina e  gentaglia nei nuovi imperdibili lavori: su, un bel grembiule di cuoio e potrete avere delle belle soddisfazioni. La vostra saliva vale.

Sorgente: Leccapiedi e lustrascarpe | Il simplicissimus

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