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Landini, Brunetta, Beppe Grillo: tutti i volti dell’esercito che sfida il Jobs act con il referendum – Repubblica.it

repubblica.it/ – Landini, Brunetta, Beppe Grillo: tutti i volti dell’esercito che sfida il Jobs act con il referendum.

Dopo il No alla riforma Boschi, si salda di nuovo l’opposizione a Renzi: ci sono Camusso e Speranza, de Magistris e Meloni, Di Battista e Meloni di TOMMASO CIRIACO

ROMA – L’esercito del Sì indossa la felpa Fiom di Maurizio Landini e il doppiopetto berlusconiano di Renato Brunetta, sventola il vessillo padano di Matteo Salvini e la bandiera della sinistra Pd, domina il palco con la presenza di Luigi de Magistris e Beppe Grillo.

Miracoli del referendum, anzi dei referendum, perché l’eterogena pattuglia che il 4 dicembre scorso ha scelto il No si ritroverà a braccetto anche per combattere il Jobs act. Voteranno Sì, perché la scelta è se abolire la legislazione sul lavoro approvata dall’esecutivo di Matteo Renzi. Se a gennaio la Consulta ammetterà i quesiti referendari – e non dovessero essere convocate nel frattempo elezioni anticipate – sarà di nuovo battaglia. Ecco i protagonisti dell’ultima sfida al leader del Pd.

Il referendum l’ha promosso la Cgil, quindi Susanna Camusso è il volto di copertina di questa campagna. La Confederazione ha raccolto le firme – è la prima volta che accade in un secolo – e adesso tenta l’assalto alla riforma più amata dall’ex premier. Con lei, gioca in squadra anche Maurizio Landini, sostenuto dalla Fiom: i due leader sindacali combattono dallo stesso lato della barricata, ma non manca la competizione interna per la futura leadership del primo sindacato d’Italia.

Non c’è nulla di più lontano che Renato Brunetta, eppure giocheranno la stessa partita: “Certo che voto Sì – spiega il capogruppo berlusconiano – sono sempre dalla parte opposta di Renzi. E stavolta vinceremo 70 a 30”. Se anche Silvio Berlusconi prenderà posizione contro il Jobs act – che d’altra parte in Parlamento Forza Italia ha già osteggiato – la saldatura sarà completa.

E che dire di Salvini? Dopo aver contribuito al trionfo del No nel referendum costituzionale, il numero uno della Lega è pronto al bis. Come lui, anche Giorgia Meloni, che guida da destra Fratelli d’Italia. Si butterà a capofitto in questo nuovo duello contro il governo e rafforzerà la succursale lepenista d’Italia.

Da lidi assai distanti, si schiererà con il Sì anche una fetta rilevante della sinistra del Partito democratico. Roberto Speranza ha già chiesto un intervento per limitare l’utilizzo dei voucher, mentre l’ex numero uno della Cgil ed ex segretario dem Guglielmo Epifani ha promesso di votare a favore dei tre quesiti abrogativi. Difficile che Pier Luigi Bersan prenda una posizione diversa, in particolar modo sul tema dei voucher.

Da sempre ostile alla riforma del lavoro, quindi già arruolati al fianco della Cgil, è Possibile di Pippo Civati, che ha lasciato il Pd anche in polemica con il Jobs act. Discorso analogo per Nichi Vendola e Stefano Fassina, che sul tema del lavoro sono pronti a lottare assieme a tutti i protagonisti di questo nuovo esercito.

Anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris è tra i firmatari dei quesiti e non farà mancare il proprio sostegno. Non è l’unico primo cittadino di un grande comune a prendere posizione.

Anche il dem bolognese Virginio Merola ha fatto lo stesso, facendo infuriare il Partito democratico. A completare il quadro ci sono naturalmente i cinquestelle. Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, ma soprattutto Beppe Grillo. Il comico genovese si è più volte mostrato ostilile alla riforma del lavoro, bollandola come “un bluff”.

Il nuovo esercito è già pronto. Tocca a Renzi decidere se affidarsi alle elezioni anticipate per rimandare la battaglia.

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 Sorgente: Landini, Brunetta, Beppe Grillo: tutti i volti dell’esercito che sfida il Jobs act con il referendum – Repubblica.it

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