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La nuova legge elettorale penalizzerà i Cinque Stelle (ma anche Renzi) – Senzasoste

senzasoste.it – La nuova legge elettorale penalizzerà i Cinque Stelle (ma anche Renzi)

Quella della legge elettorale è l’eterna partita della politica italiana. Dopo i decenni del proporzionale, del pentapartito e del Pci, nel 1993 arrivò il Mattarellum, un sistema fortemente maggioritario con collegi uninominali e solo un piccolo correttivo proporzionale regolato da un complesso calcolo di scorpori e resti.

Poi fu la volta del Porcellum, che dava un premio di maggioranza su base nazionale alla Camera, ma tanti piccoli premi di maggioranza su base regionale al Senato.

E infine l’Italicum, attualmente congelato, con il ballottaggio e la sua validità solo per la Camera perché tanto il Senato doveva essere abolito. Doveva.

E adesso? La partita si fa molto interessante perché dal sistema elettorale passano praticamente tutte le mosse delle forze politiche sulla scacchiera. Scorriamo rapidamente le principali ipotesi emerse fino ad oggi.
PROPORZIONALE SENZA PREMI DI MAGGIORANZA
Con questo sistema, stante l’attuale tripartizione dell’elettorato (Pd, Cinque Stelle, centrodestra), non c’è una maggioranza. Un governo potrebbe quindi scaturire solo da un’alleanza tra Pd e la parte del centrodestra non salviniano (ma Renzi ha rotto con Forza Italia e quindi la cosa pare difficile), oppure tra Pd e Cinque Stelle (poco probabile), oppure tra Cinque Stelle e Lega (molto poco probabile). Potrebbero essere decisive forze minori come i centristi oppure una nuova formazione che dovrà nascere a sinistra del Pd.
ITALICUM + CONSULTELLUM
È lo scenario più incerto perché consiste in un abbinamento di sistemi non omogenei tra loro. L’Italicum è l’unico sistema col quale i Cinque Stelle potrebbero vincere (grazie al ballottaggio in cui tutti i sondaggi li danno vincenti), ma avrebbero la maggioranza solo alla Camera, infatti spingono per introdurre l’Italicum anche al Senato.
Una richiesta che non ha speranze, primo perché l’adattamento dovrebbe essere su base regionale come dice la Costituzione, secondo perché sono soli a volere questa soluzione quindi non hanno i numeri per farla passare. Paradossalmente ai grillini conveniva che passasse la riforma costituzionale renziana e poi il cosiddetto “combinato disposto”, anche se Renzi si era già accorto di aver fatto un’idiozia e infatti voleva cambiare l’Italicum anche in caso di vittoria nel referendum.
In ogni caso, sull’Italicum si dovrà esprimere la Corte, a meno che il Parlamento non faccia in un mese e mezzo quello che Renzi non è riuscito a fare in tre anni, ossia una nuova legge elettorale che piaccia più o meno a tutti e non sia incostituzionale.
MATTARELLUM
Questa legge rapida (così si vocifera) potrebbe essere il clamoroso ritorno al Mattarellum. Ricordiamo come funziona. Tre quarti dei seggi vengono attribuiti con collegi uninominali.
Cosa significa? Che L’Italia viene divisa in 475 collegi per la Camera e 232 per il Senato. Da ogni collegio viene fuori un parlamentare (quello che ha preso più voti).
È un sistema con il quale un partito come il M5S, che ha un brand forte a livello nazionale ma non ha ancora un alto radicamento su tutti i territori, potrebbe prendere ad esempio anche un 30% a livello nazionale ma solo il 15% di parlamentari.
Un sistema simile a quello britannico che presenta un fortissimo difetto di rappresentatività e che spingerebbe il Pd su alleanze da vecchio Ulivo (infatti Renzi in Direzione Pd ha subito nominato Pisapia, per tracciare la nuova strada).
Un sistema che depotenzierebbe non poco i Cinque Stelle ma che comunque potrebbe non bastare ugualmente a Renzi per governare, data l’impopolarità di cui attualmente gode e dati i prossimi mesi di governo (avatar) Gentiloni che ci aspettano.
Insomma il quadro è difficile, ma tutto passa dalle regole del gioco. Vedremo come andrà a finire.
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