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Il duro attacco di Obama all’idillio Trump-Putin – Repubblica.it

repubblica.it/ – Il duro attacco di Obama all’idillio Trump-Putin.

L’analisi / Il presidente nella conferenza stampa di fine anno: “La Casa Bianca avrà un effetto moderatore su Trump” dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

NEW YORK – Barack Obama finisce l’anno con una raffica di attacchi contro l’idillio fra Donald Trump e Vladimir Putin. “Mancano ormai 34 giorni di conto alla rovescia, poi non sarò più un politico”: forse anche per quello, poco prima di partire per le vacanze natalizie alle Hawaii, il presidente uscente sfodera un linguaggio molto duro, con una serie di avvertimenti diretti al suo successore e a Putin.

Rivela anche un retroscena: nel G20 che si tenne in Cina a settembre lui affrontò direttamente Putin mettendolo in guardia contro le interferenze nella campagna elettorale americana: “Smettila o ci saranno serie conseguenze”. In seguito i cyber-attacchi dalla Russia diminuirono; però il grosso del danno era già fatto, “a quel punto WikiLeaks aveva le informazioni necessarie” per continuare il lavoro anti-Hillary.

Il tormentone sulle ingerenze di Putin a favore di Trump e contro la Clinton non accenna a placarsi. Per ovvie ragioni. È stata una campagna elettorale senza precedenti anche per quello: mai una potenza straniera e rivale era riuscita a interferire così pesantemente, con le fughe di notizie contro una candidata; e con la tacita approvazione del partito repubblicano. Anche se nulla di queste rivelazioni può cambiare il risultato elettorale – che lunedì sarà definitivamente sancito con il pronunciamento dei grandi elettori – tuttavia resteranno a futura memoria come un peccato originale che macchia l’ascesa alla Casa Bianca di Trump.

Infine è lo stesso Trump a rilanciare continuamente le polemiche con una serie di false accuse allo stesso Obama. In mattinata, prima che parlasse Obama, Trump aveva twittato: “Perché denunciano queste presunte ingerenze russe solo ora che Hillary ha perso?”

If Russia, or some other entity, was hacking, why did the White House wait so long to act? Why did they only complain after Hillary lost?

Ovviamente è falso visto che da mesi – come riportato anche su questo sito – Obama e le agenzie di intelligence hanno messo in guardia contro gli hacker russi. Ma Trump è diventato un maestro delle fake news e come si è visto il prezzo pagato finora è stato nullo. Lo stesso Trump, con un gesto anomalo per chi sta per assumere la guida dell’esecutivo, ha dileggiato pubblicamente la Cia: “Sono quelli che attribuivano le armi di distruzione di massa a Saddam Hussein”.

Sulle prove accumulate dall’intelligence americana Obama dice: “Sono state messe a disposizione in modo bipartisan, ai presidenti delle commissioni parlamentari competenti, repubblicani e democratici, e anche loro le hanno giudicate attendibili. Voglio che siano rese pubbliche”. Aggiunge che la mano di Putin è certamente dietro l’operazione anti-Hillary: “La Russia è altamente gerarchica, queste sono operazioni decise ai massimi vertici”.

Lascia un avvertimento al suo successore: “Questo è un tema che riguarda tutti gli americani, non solo una parte. Bisogna garantire che non si ripetano in futuro le interferenze straniere nella nostra democrazia e nelle nostre elezioni”.

La ragione per cui l’America è più vulnerabile lui la vede nell’asimmetria del confronto: “Siamo la nazione più ricca e tecnologicamente avanzata, abbiamo una società più digitale; e siamo una società aperta, senza la censura e il controllo governativo di altri”. Fa della Russia una descrizione impietosa: “È una nazione debole, producono solo petrolio e armi, zero innovazioni. Possono influenzarci, come fanno con l’Europa, solo se siamo noi ad abbandonare i nostri valori, se perdiamo di vista quello che siamo”.

Quindi il pesante attacco a quei repubblicani “che odiano a tal punto i democratici, da diventare filo-russi, il 37% dei loro elettori approva Putin, rinnegando la loro stessa tradizione. Ronald Reagan si rivolterebbe nella tomba se vedesse i repubblicani di oggi schierati con Vladimir Putin, l’ex capo del Kgb”.

Le contro-misure che lui annuncia, le lascia volutamente nel vago: “I russi sono efficaci perché gli attacchi li fanno e non li rivendicano”. Secondo alcune interpretazioni Obama non si riferisce solo ad eventuali cyber-attacchi, ma anche a nuove sanzioni ad personam, di quelle che il presidente ha facoltà di aggiungere con un semplice atto esecutivo.

Sarebbe un modo per lasciare a Trump un’eredità ingombrante, rendendogli politicamente costoso disfare delle sanzioni e confermare i sospetti che circondano il suo idillio con Putin. Sempre che Trump abbia davvero di queste cautele. In conferenza stampa Obama si dice certo che la Casa Bianca avrà un effetto “moderatore”: è wishful thinking, pensare positivo, ma finora nessun segnale lo lascia prevedere.

Dopo la guerra ora la Silicon Valley ammicca a Trump

Sorgente: Il duro attacco di Obama all’idillio Trump-Putin – Repubblica.it

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