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Il caos in Libia una trappola per i migranti subsahariani

Questa settimana Insiders vi porta in Libia, un paese nel caos dopo la caduta del suo leader Muammar Gheddafi cinque anni fa… un paese in cui le diverse fazioni sono in lotta per il potere, anche se un barlume di speranza si è fatto strada all’inizio di questo mese, quando le forze libiche hanno riconquistato territori in mano all’Isil. Ma la pace è lontana, anche nella capitale Tripoli. A pagarne le conseguenze sono i libici, naturalmente, ma non solo. La Libia è da molto tempo una porta d’ingresso per i migranti subsahariani che sognano di approdare in Europa. Ma ora che il paese è in pezzi, diviso fra tre governi in conflitto fra loro, le sei frontiere che la Libia condivide con altri paesi africani non sono più presidiate. La situazione è fuori controllo, con centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini in fuga da guerra e povertà.Vittime dell’instabilità e dell’illegalità imperanti nel paese, i migranti subsahariani si ritrovano preda di abusi, violenze e della tratta di esseri umani. Non sempre sono raggiunti dagli aiuti internazionali, e finiscono in centri di detenzione spesso in condizioni subumane.Arrivano dall’Eritrea, dal Camerun, dalla Costa d’Avorio, dal Sudan, dal Congo, e da altri luoghi ancora. Sono clandestini, perché la Libia non concede loro l’asilo. Alcuni sognano ancora di raggiungere l’Europa, ma il viaggio è tanto costoso quanto pericoloso. Secondo l’Onu, quasi 5 mila migranti finora hanno perso la vita in mare nel 2016.La nostra inviata Valérie Gauriat è stata a Tripoli dove ha incontrato alcuni migranti. Nel suo reportage ha parlato delle loro storie, delle violenze che hanno subito e riportato il loro grido d’aiuto.Ne abbiamo poi parlato con Pedro Serrano, un responsabile di primo piano della difesa e della sicurezza europee.

Sorgente: Il caos in Libia una trappola per i migranti subsahariani

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