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Governo Gentiloni, ok alla fiducia: 368 sì. Non votano M5s, Lega e Ala. Il Pd: “Sostegno, ma orizzonte non di legislatura” – Il Fatto Quotidiano

LA CRONACA ORA PER ORA – Aula semi-vuota e maggioranza tiepida per il discorso d’insediamento del presidente del Consiglio che dice: “Qui finché ci sono i voti”. Il capogruppo democratico Rosato: “La legge elettorale non sia pretesto per il pantano”. Il premier ai Cinquestelle: “Basta violenza verbale, il Parlamento non è facebook”. I grillini entrano solo per ascoltare la propria capogruppo: “Vi lasciamo questo teatrino patetico”

La fotocopia è anche nel voto di fiducia. I sì al governo Gentiloni alla Camera sono 368, solo 10 in meno rispetto al primo via libera ottenuto nel febbraio 2014 dall’esecutivo guidato da Matteo Renzi. Dieci voti non sono niente, anche perché nel frattempo qualcuno se n’è andato, come alcuni ex montiani e alcuni ex Ncd. I contrari al governo sono molti meno, 105 anziché 220, ma è solo perché molti dell’opposizione se ne vanno: non partecipano al voto i deputati Cinquestelle, così come quelli della Lega Nord e di Ala, i verdiniani. Un Aventino che ha consentito al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, così diverso nei toni e nello stile dal suo predecessore, di sottolineare come “i super-paladini della centralità del Parlamento nel momento più importante della vita parlamentare non ci sono. Vi sembra logico? Vogliamo talmente bene al Parlamento che non ci andiamo”. Il riferimento è tutto al M5s tanto è vero che poco dopo Gentiloni – deviando da due interventi a lungo misurati, senza slogan e senza polemica – chiederà alle forze politiche di “farla finita con l’apparentemente inarrestabile escalation di violenza verbale nel nostro dibattito politico: il Parlamento non è un social network”. Ma parla ai Cinquestelle che non ci sono perché durante tutta la giornata non ci saranno mai. I deputati grillini restano fuori dall’Aula, entrano solo per ascoltare la propria capogruppo Giulia Grillo e infine escono subito dopo. E proprio la Grillo spiegherà perché: “La sfiducia è già stata votata da milioni di italiani – dice spiegando il perché dell’Aventino – e noi rispettiamo loro e vi lasciamo a questo vostro patetico teatrino”.

La fiducia dimezzata del Pd: “Orizzonte non di legislatura”
Ma proprio nel giorno in cui il governo Gentiloni nasce, in attesa del secondo voto di fiducia al Senato (mercoledì discussione dalle 9,30 e voto dalle 15), il Pd gli dà una fiducia dimezzata, a tempo, col freno a mano tirato. Non tanto perché non sostenga un esecutivo che d’altra parte – anche nei fatti e nella squadra – è praticamente identico a quello precedente (esce solo Stefania Giannini e entra solo Valeria Fedeli), ma perché Renzi deve ribadire che la sua assicurazione di elezioni prima possibile – rilanciata dai vari dirigenti del partito – non deve rimanere lettera morta. Così il paradosso è che il capogruppo democratico Ettore Rosato – franceschiniano e quindi per ora renziano – mentre da una parte annuncia un “appoggio ampio e motivato”, dall’altra utilizza proprio la circostanza del governo-fotocopia come assicurazione che la vita del governo non sarà fino al 2018: “Questo governo – dice Rosato – non per caso parla per molti aspetti di continuità nelle persone che sono nei dicasteri. C’è un motivo politico: per poter essere subito operativo e perché non è un governo che ha un orizzonte di legislatura ma deve affrontare le cose con prontezza”. E d’altra parte era stato lo stesso Gentiloni, poco prima, nel discorso di insediamento a tirarsela un po’ addosso ribadendo che questo, il suo, è un governo “di responsabilità”, quasi rivendicando la continuità con il governo Renzi, che starà in piedi finché avrà la fiducia del Parlamento. Sembra di sentire La Palice e invece Gentiloni vuol dire quello: che, almeno a parole e almeno nelle intenzioni, c’è davvero la tentazione di fare un “governo yogurt” con la scadenza. Resta che tutto dipende da quanto tempo impiegheranno i partiti a trovare un accordo per una nuova legge elettorale. Il ritorno del Mattarellum potrebbe essere un’ipotesi che potrebbe trovare d’accordo perfino la Lega Nord, per esempio.

Parla Gentiloni: Aula semi-vuota, maggioranza tiepida
Il capo del governo Gentiloni aveva sbrigato la faccenda in diciassette minuti, interrotto da due soli applausi. Il primo discorso alla Camera del presidente del Consiglio è stato accolto da un’Aula semivuota e da una maggioranza tiepida. I toni del nuovo capo del governo sono diversi dal predecessore e questo viene riconosciuto anche da Renato Brunetta, di solito severissimo con qualunque premier che non è Silvio Berlusconi. Nel primo intervento Gentiloni elenca una serie di questioni prioritarie sulle quali l’esecutivo dovrà lavorare, non usa slogan, non entra in polemica. Lo fa solo nelle repliche alla discussione generale.

Il discorso: “Discontinuità, sì, soprattutto nel confronto”
La differenza del clima si nota già durante il primo intervento di Gentiloni a Montecitorio: si sente solo un applauso, a parte quello finale, ed è stato quando Gentiloni ha parlato della necessità di rasserenare il clima politico, intossicato dai toni accesi della campagna referendaria. “C’è bisogno di una discontinuità”, ha detto, “almeno nel confronto pubblico. Credo che ne avremo molto bisogno e questo sarà uno dei miei impegni personali. Il governo non si rivolgerà a quelli del Sì contro quelli del No, si rivolgerà a tutti i cittadini. si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le istituzioni”. Per il resto è un lungo silenzio mentre dietro di lui siede il governo fotocopia: 13 ministri sono stati ereditati dalla squadra di Renzi, tre hanno cambiato solo l’incarico e solo due sono le novità.

Le contestazioni
Due brusii di disapprovazione hanno intervallato altrettanti passaggi del discorso. Il primo quando Gentiloni ha rivendicato la ripresa economica dell’Italia grazie anche all’intervento di Matteo Renzi: “L’Italia ha un’economia forte”, ha detto, “che non è aperta a scorribande e un sistema bancario sostanzialmente solido”. Malumori in Aula infine quando il premier ha esposto una delle sue novità, ovvero l’istituzione del ministero al Mezzogiorno e alla coesione territoriale: “C’è la necessità di dover fare molto di più per il Mezzogiorno”. A quel punto è iniziato il pellegrinaggio di rito dei deputati di maggioranza verso i banchi del governo per salutare e fare gli auguri di buon lavoro ai ministri. Intanto Maria Elena Boschi distribuisce ringraziamenti e saluti.

CRONACA ORA PER ORA

19.22 – Alla Camera ok alla fiducia al governo Gentiloni
Il governo Gentiloni ottiene la fiducia alla Camera. I voti a favore sono stati 368, 105 i contrari.

18.10 – Finite le dichiarazioni di voto, via alla prima chiama per la fiducia
Terminate le dichiarazioni di voto, è cominciata in aula alla Camera la prima chiama dei deputati per il voto di fiducia al governo Gentiloni.

18.09 – Rosato: “Dal Pd appoggio ampio e motivato”
L’appoggio “ampio e motivato” del Pd è stato assicurato dal capogruppo alla Camera Ettore Rosato al premier Paolo Gentiloni, rivendicando la linea di continuità nella sua composizione, una continuità “non a caso, ma perché bisogna essere operativi da subito” nell’ambito di un esecutivo “non di legislatura”. Rosato ha sollecitato le opposizioni a “avanzare le proposte” in tema di legge elettorale, che “o si fa rapidamente o non si fa proprio” e ha avvertito: “Non ci dobbiamo impantanare in questa discussione” né si deve usare la legge elettorale “per far durare la legislatura”.

18.08 – Rosato (Pd): “Orizzonte non di legislatura”
“Presidente Gentiloni lei avrà da parte del nostro gruppo una solida, motivata e ampia fiducia. Lavoriamo giorno dopo giorno: questo governo non per caso parla per molti aspetti di continuità nelle persone che sono nei dicasteri. C’è un motivo politico: per poter essere subito operativo e perché non è un governo che ha un orizzonte di legislatura ma deve affrontare le cose con prontezza”. Lo dice il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo.

18.07 – Rosato (Pd): “Su legge elettorale fare presto, no a pantani”
“Chiediamo a tutti quelli interessati a non gridare ma a lavorare di avanzare una proposta. Una legge elettorale si fa rapidamente o non si può fare mai. Abbiamo il senso della difficoltà: ci vuole equilibrio, disponibilità e lealtà da parte di tutti i gruppi. Non ci vogliamo impantanare e nessuno pensi di usare la legge elettorale per far durare qualche giorno di più la Legislatura”. Lo dice il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia. “Votiamo con convinzione la fiducia – ha poi detto Rosato – a questo governo. C’è un mestiere da fare tutti insieme, Parlamento e Governo. Dico ‘Parlamento’ e non ‘maggioranza’ perché siamo una Repubblica parlamentare, che richiede un lavoro fatto non di tiri mancini, ma di collaborazione. Così possiamo ricostruire un nuovo rapporto tra politica e cittadini”.

18.03 – M5s esce dall’Aula: “Sistema morente, vi lasciamo questo teatrino”
“Voi non esistete, siete nessuno, siete una classe politica nata già vecchia e destinata a sparire. Consideriamo questo l’ultimo colpo di coda di un sistema duro a morire”. Lo dice Giulia Grillo, capogruppo del M5s alla Camera, in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Gentiloni. “Domani arriverà il momento del governo dei cittadini – aggiunge Grillo – basato sulle esigenze vere degli italiani. Noi rispettiamo loro, non voi. E vi lasciamo a questo ultimo patetico teatrino”. Il Movimento Cinque Stelle ha lasciato così l’aula di Montecitorio.

18.01 – Grillo (M5s): “Sfiducia già votata da milioni di italiani”
“La sfiducia è già stata votata da milioni di italiani”. Lo ha detto nelle dichiarazioni di voto alla fiducia al governo di Paolo Gentiloni, Giulia Grillo, annunciando la non partecipazione di M5s al voto. Dopo aver ricordato l’esito del referendum che “ha visto un’onda popolare spazzare via la narrazione” della società italiana fatta da Renzi, Giulia Grillo ha parlato di “arroganza” da parte della maggioranza, per aver confermato la magigor parte dei ministri, da lei criticati. “Dopo questo No voi vi comportate come se non fosse accaduto nulla e vi presentate con un Renzi bis. avete dimostrato di non aver alcun rispetto per i cittadini”. Di qui la decisione di non partecipare al voto.

18.01 – Partita dei sottosegretari si chiude la prossima settimana
Fonti di governo sottolineano che la partita dei sottosegretari si chiuderà la prossima settimana.

18.00 – Grillo finisce di parlare, il M5s esce dall’Aula di Montecitorio
Non appena Giulia Grillo ha terminato il suo intervento in dichiarazione di voto sulla fiducia, tutti i deputati del Movimento Cinque Stelle si sono alzati e hanno lasciato immediatamente l’Aula, senza ascoltare l’intervento del capogruppo del Pd Ettore Rosato.

17.54 – Brunetta (Fi): “Grazie Gentiloni per tono e fair play, ma avete diviso il Paese”
“La ringrazio per il tono e il fair play, al quale non eravamo più abituati. Rispetto merita rispetto. Nondimeno sento un grande malessere in quest’Aula e nel Paese, per lo stato della nostra democrazia”. Lo dice il presidente dei deputati di Fi Renato Brunetta intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. Brunetta si dice convinto che quelle del governo Renzi siano state “riforme eversive” pensate “solo per il potere”. Ma “nonostante i media asserviti, l’occupazione militare della Rai il 60% degli italiani ha bocciato il renzismo e questo è un bene. Avete diviso diabolicamente il Paese non ve lo perdoneremo e non ve lo perdoneranno gli italiani”.

17.51 – Brunetta (Forza Italia): “Sento malessere nel Paese per la nostra democrazia”
“Sento un grande malessere in questa aula e nel paese per lo stato della nostra democrazia”, dice il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, in sede di dichiarazione di voto alla Camera sulla fiducia al governo Gentiloni. Brunetta torna sul referendum costituzionale . E a Gentiloni: “Avevamo chiesto discontinuità, lei ci dà un governo fotocopia, fotocopia delle macerie dei mille giorni di Renzi”. Il no quindi è “non solo al suo governo ma al renzismo, da cui deriva purtroppo il suo governo”.

17.49 – Scotto (Sinistra Italiana): “Il nostro no ha la forza di 19 milioni di italiani”
“Il nostro no ha la forza di 19 milioni di italiani che hanno bocciato la vostra riforma, siamo contro la vostra palude ed immobilismo, noi siamo per il cambiamento”. Lo ha detto il deputato Arturo Scotto (Si) nella sua replica in Aula alla Camera al premier Paolo Gentiloni. “Noi – ha spiegato Scotto – siamo per una Repubblica parlamentare, deve finire l’illusione di un Governo maggioritario del capo, occorre che i cittadini tornino ad avere il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Si deve quindi cambiare la legge elettorale ed accompagnare il Paese al voto. Il Governo liberi il campo, apra una stagione diversa dove sia il Parlamento custode della decisione popolare e della possibilità di scrivere regole comuni”.

17.46 – Entrano i deputati M5s per ascoltare (solo) la Grillo
Mentre nell’Aula della Camera Renato Brunetta tiene la sua dichiarazione sulla fiducia al governo, nell’Emiciclo entrano tutti insieme i deputati M5S, per ascoltare il prossimo intervento, quello della capogruppo Giulia Grillo. Per tutta la durata dei lavori i deputati penta stellati sono stati assenti.

17.46 – Fedriga e Centinaio: “Lega Nord favorevole al Mattarellum”
“La Lega è favorevole al Mattarellum”. Lo ha detto in piazza a Montecitorio Massimiliano Fedriga (Lega) dopo aver abbandonato l’aula della Camera dove si voterà la fiducia al governo Gentiloni. “Stiamo preparando una proposta di legge per omogeneizzare la modalità di voto sia alla Camera sia al Senato, basata sul Mattarellum”, lo ha annunciato il capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio, anche lui al presidio di protesta davanti a Montecitorio.

17.42 – Lupi: “Ci assumiamo la responsabilità anche per i correntisti”
La seconda ragione riguarda il dopo-referendum: “Se non prendessimo atto del risultato del referendum, sarebbe avere lo sguardo solo al passato”. Ebbene, a fronte del rifiuto delle opposizioni di formare un governo di responsabilità nazionale, ha domandato Lupi, “chi si assume la responsabilità per dare risposte ai 2 milioni di correntisti”. “Quello che non accettiamo – ha concluso – è la demagogia”.

17.41 – Lupi (Area Popolare): “Da noi sì convinto, portiamo l’Italia fuori dalla crisi”
Voteremo convintamente sì alla fiducia da lei chiesta”. Lo ha annunciato a nome di Ap Maurizio Lupi nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo di Paolo Gentiloni. Lupi ha indicato “due ragioni” del Sì di Ap. La prima è la “continuità” con la “responsabilità” che Ncd e Ap si è assunta “sin dal novembre 2013, con il sostegno ai governi di Letta e di Renzi: “Una assunzione di responsabilità per portare fuori l’Italia dalla crisi”, grazie anche a leggi come il Jobs Act o l’abbassamento delle imposte per le imprese.

17.38 – Dell’Orco (M5s): “Non partecipiamo a buffonata”
“Tra poco usciremo dall’aula, non parteciperemo a questa buffonata del Kamikaze Gentiloni, che ha come unico scopo ripulire la faccia di Renzi fino al 2018. La Boschi è ancora li, Alfano è ancora li, al massimo è cambiato solo il colore delle scarpe di Delrio… #VotoSubito”. Lo scrive su facebook Michele Dell’Orco, deputato M5s.

17.34 – M5s, oggi niente piazza. Domani assemblea congiunta
Non ci sarà alcuna manifestazione di protesta davanti Montecitorio oggi da parte del M5s che conferma invece la volontà di essere presente in Aula solo per la dichiarazione di voto della capogruppo Giulia Grillo. Domani alle 19 è invece programmata un’assemblea congiunta di senatori e deputati del Movimento alla quale, essendo sempre più probabile la presenza a Roma di Beppe Grillo, e forse anche di Davide Casaleggio, potrebbe presenziare anche il leader M5s.

17.25 – Tavolo del centrodestra sulla legge elettorale
E’ in corso a Montecitorio la prima riunione del tavolo del centrodestra per discutere le modifiche alla legge elettorale con l’obiettivo di trovare un accordo tra i vari partiti. Alla riunione partecipano i capigruppo di Forza Italia, Renato Brunetta e Paolo Romani, Fabio Rampelli e Ignazio La Russa per Fratelli d’Italia. Massimiliano Fedriga della Lega Nord, Mario Mauro per i Popolari per l’Italia, il senatore di Idea Gaetano Quagliariello, Rocco Palese dei Conservatori e Riformisti.

17.20 – Striscione della Lega in Aula: “La sovranità appartiene al popolo”
“La sovranità appartiene al popolo”: è la scritta contenuta nello striscione che i deputati della Lega hanno innalzato nell’aula della Camera durante l’intervento del capogruppo Massimiliano Fedriga in dichiarazione di voto sulla fiducia. La presidente Boldrini ha chiesto di rimuovere il cartello, determinando l’intervento dei commessi. “C’è scritto quello che leggiamo nel primo articolo della Costituzione”, ha detto Fedriga.

17.20 – Fedriga (Lega): “Sotto la maschera di Gentiloni, la piovra renziana”
“Sotto la maschera del presidente Gentiloni si nasconde la piovra renziana”. A dirlo nell’aula di Montecitorio, il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Fedriga. “La nascita del suo esecutivo- argomenta Fedriga rivolto al premier Paolo Gentiloni- non è una sfida per il paese ma anzi sfida il Paese e gli italiani, facendo passare il messaggio che il potere di Renzi valga di più degli italiani”. La Lega non parteciperà al voto di fiducia. Lo stesso faranno M5s e Ala.

17.15 – Monchiero (Civici e innovatori): “Votiamo sì, ma ora legge elettorale degna”
“Non si può andare ad elezioni in un momento come questo con una legge elettorale qualsiasi. Serve tempo per costruire consenso su un testo ed anche la volontà di non ripetere gli errori del passato”. Lo ha detto il deputato Giovanni Monchiero (Civici e Innovatori) nella sua replica in Aula al premier Paolo Gentiloni, annunciando la fiducia al Governo, pur lamentando la sua composizione “troppo simile a quella del precedente esecutivo”. Civici e innovatori sono gli eletti di Scelta Civica dopo l’uscita di Zanetti.

17.09 – Zanetti: “Voteremo provvedimenti singoli utili”
“Non ci saremmo voltati davanti alla scelta di un esecutivo più snello ma dinanzi all’accrescimento numerico la volontà di non offrire la massima base parlamentare al governo, ci rende impossibile votare la fiducia. Non parteciperemo al voto, perché significherebbe scegliere tra una sfiducia che non intendiamo dare, e una fiducia che implicherebbe comprendere ragioni politiche che ci sfuggono”. Lo ha detto in aula il deputato di Sc-Ala Enrico Zanetti.

17.07 – Zanetti: “Scelta Civica-Ala non parteciperà al voto di fiducia”
Scelta Civica-Ala non parteciperà al voto di fiducia al governo di Paolo Gentiloni. Lo ha annunciato in aula alla Camera Enrico Zanetti, nelle dichiarazioni di voto.  “Una sfiducia che al momento non la vogliamo dare. Vedremo nelle prossime ore”.

17.04 – Cdm su sottosegretari dopo il Consiglio Ue: quasi tutte riconferme
Il consiglio dei ministri per la nomina dei sottosegretari, per chiudere la squadra di governo, dovrebbe svolgersi dopo il Consiglio Ue, venerdì pomeriggio o all’inizio della prossima settimana. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari di maggioranza, si andrebbe verso una sostanziale riconferma di sottosegretari e viceministri con qualche cambiamento come nel caso di Enrico Zanetti dopo il no di Ala alla fiducia al governo.

17.02 – Dellai: “Per noi nessun ministro, ma voteremo fiducia”
“Nessun ministro è espressione della nostra area politica: rispettiamo questa decisione e comunque sosteniamo questo sforzo, l’unico possibile, per andare al voto che avverrà quando il presidente della Repubblica lo riterrà opportuno”. Lo dice Lorenzo Dellai (Democrazia Solidale-Centro Democratico) intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo confermando il proprio sostegno all’Esecutivo. Il gruppo parlamentare riunisce la forza politica di Bruno Tabacci e alcuni fuoriusciti di Scelta Civica.

17.00 – I parlamentari di Idea voteranno no
“Siamo e restiamo all’opposizione. A maggior ragione di fronte a un governo ‘Renzi senza Renzì, fotocopia dell’esecutivo uscente, uno schiaffo al 60 per cento di italiani che si sono espressi per il No al referendum. Votiamo convintamente No alla fiducia”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati di Idea, Eugenia Roccella, Vincenzo Piso e Guglielmo Vaccaro. Idea è il movimento di Quagliariello e Giovanardi, ma – come Vaccaro – ci sono anche eletti con il Pd.

16.56 – Bersani cita Pascoli: “C’è qualcosa di nuovo, anzi antico”
“Stamattina entrando qui mi è venuto in mente Giovanni Pascoli: ‘C’è qualcosa di nuovo, anzi di antico’”. Risponde con una citazione, Pier Luigi Bersani, a chi gli domanda cosa pensi dell’esordio del governo Gentiloni in Aula alla Camera.

16.56 – Cartelli in aula di Fratelli d’Italia: “Al voto ora”
“Al voto ora!”: è la scritta che i deputati di Fdi hanno composto a caratteri cubitali con cartelli nell’Aula della Camera al termine dell’intervento di Giorgia Meloni. Immediato l’intervento della presidente Laura Boldrini che ha chiesto la rimozione dei cartelli, determinando l’arrivo dei commessi.

16.54 – Meloni: “Fratelli d’Italia in piazza il 22 gennaio”
“Saremo in piazza ogni giorno fino ad una grande manifestazione il 22 gennaio, per dire che questa è ancora una nazione sovrana: vogliamo votare ora”. Lo ha detto Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), nella sua replica in Aula al premier Paolo Gentiloni.

16.53 – Meloni: “Renzi si è dimesso solo per rifarsi la verginità”
“Chiedo a Gentiloni come si sente a venire qui a presentare un Governo in piena continuità con quello Renzi, una figura poco dignitosa. Renzi si è dimesso perché gli serve ricostruirsi una verginità, far dimenticare che ha speso 200 milioni di euro per il suo aereo e rimettersi il giubbotto di Fonzie, pensando che gli italiani non si accorgeranno che governano suoi prestanome”.

16.52 – Rabino (Ala-Scelta Civica): “Avevamo chiesto due ministri”
“Pensavamo di esser riconosciuti pienamente e politicamente con una presenza nel Consiglio dei Ministri. Avevamo parlato di una presenza multipla”. Quanti ministeri avreste voluto? “Diciamo che se ce ne avessero dati due non credo che nessuno si sarebbe potuto scandalizzare”. Lo ha detto Mariano Rabino (del gruppo Ala-Scelta Civica) a Un giorno da pecora, su Radio2. “Ma Gentiloni ci ha offerto solo ruoli di viceministro o di sottosegretario, senza entrare nel merito. Noi però abbiamo rifiutato subito”.

16.42 – Capezzone (Conservatori e riformisti): “Premiate chi è stato punito”
“Premiate chi è stato punito dagli elettori: il 60% degli italiani ha bocciato la tua riforma e diventi Sottosegretario alla presidenza; la Consulta ha bocciato la tua riforma della pubblica amministrazione e ti rifanno ministra della P.a. Sarà interessante sentirvi parlare di meritocrazia in futuro. E’ il potere che ha preso voi”. Lo dice Daniele Capezzone (Conservatori e riformisti, cioè il movimento di Fitto) intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo annunciando il proprio no.

16.42 – Pastorino (Al-Possibile): “Sempre più poveri, serviva discontinuità”
“La povertà si sta allargando a macchia d’olio ma stamani nel suo discorso abbiamo sentito solo elogi al governo precedente. La responsabilità e l’aderenza alla realtà avrebbe richiesto discontinuità sulle politiche”. lo ha detto in aula alla Camera Luca Pastorino, annunciando il No del gruppo Alternativa libera-Possibile, che riunisce ex Cinquestelle, Pippo Civati e appunto Pastorino. “Da parte sua – ha aggiunto – non c’è stata una parola verso una doverosa analisi del voto, una analisi autocritica” dell’esito del referendum, in cui “i No vanno al di là della pessima riforma”; “è stata la voce dei cittadini che ha urlato tutto il suo malessere”.

16.35 – La Lega manifesterà davanti a Palazzo Chigi
Oggi alle 17.15 la Lega Nord manifesterà contro il governo Gentiloni in piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi.

16.35 – La brasiliana Bueno dirà sì: “Un tale D’Alema parla male degli italiani all’estero”
“L’Italia è un Paese costituito anche da 60 milioni di cittadini sparsi nel mondo, di cui 4 milioni votano, ma non siamo solo voti, siamo cittadini di serie A e noi vogliamo appoggiare questo Governo”. Lo ha detto la deputata Renata Bueno (Misto-Usei-Idea), intervenendo alla Camera. “C’è stata – ha ricordato Bueno – una grande polemica sul voto di cittadini all’estero. E’ stato brutto sentire un tale D’Alema dire che gli italiani all’estero non pagano le tasse e non devono votare sulla Costituzione. Siamo italiani come tutti gli altri, non costiamo un euro allo Stato e da Renzi c’è stata una grandissima attenzione per gli italiani all’estero”.

16.35 – Marguerretaz (Autonomia Val d’Aosta): “Sostegno al governo”
“Sostegno al governo, che ha un mandato pieno a operare. Sarà per noi un interlocutore affidabile e con il quale avremo un rapporto leale in continuità con il governo precedente”. Lo dice Franco Marguerettaz (minoranze linguistiche) intervenendo nell’Aula della Camera durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo e annunciando appunto il proprio voto favorevole. “Il Parlamento – aggiunge però – ha responsabilità che nessuna forza politica potrà eludere e tra queste la legge elettorale. Serve – dice – un sistema chiaro e compatibile con il sistema bicamerale”.

16.34 – Buttiglione: “No a rivincite con il referendum, faciliteremo il nuovo governo”
“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è riuscito ad evitare una crisi politica senza via d’uscita. E’ stato sconfitto chi ha voluto cercare una rivincita sul risultato del referendum. Per questo faciliteremo con il nostro voto la nascita del nuovo Esecutivo”. Così Rocco Buttiglione, capogruppo Udc alla Camera dei deputati nel corso del dibattito sulla fiducia al Governo Gentiloni.

16.32 – Locatelli (Psi): “Poche donne, delusione”
“Un po’ di delusione” per il nuovo governo Gentiloni che ha una “presenza femminile sotto la soglia di un terzo”, la esprime nell’aula della Camera, Pia Locatelli del Psi, in occasione della fiducia all’esecutivo. “Siamo dispiaciuti- conclude assicurando il voto di fiducia- e speriamo che rimedi a questo squilibrio nel completamento della squadra”.

16.26 – Di Lello (Psi): “Sì a fiducia”
“Voteremo la fiducia a questo Governo, che ha espresso la volontà di riprendere il cammino delle riforme interrotto dal referendum”. Lo ha detto il deputato Lello DI Gioia (Misto-Movimento Ppa-Moderati) intervenendo alla Camera dopo la replica del premier Paolo Gentiloni. “Apprezziamo in particolare – ha aggiunto – il ministero del Mezzogiorno, che è una grande risorsa per rimettere in moto lo sviluppo, SIamo convinti che lei sarà un premier autorevole”.

16.21 – Gentiloni: “Basta con il linguaggio violento da social”
“Bisogna farla finita con l’apparentemente inarrestabile escalation di violenza verbale nel nostro dibattito politico. Il Parlamento non è un social network. Contribuiamo a rasserenare il clima nelle famiglie del nostro Paese”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni nella replica alla Camera.

16.19 – Gentiloni: “Lavoro resta la priorità delle priorità”
“La priorità delle priorità sarà lavoro, lavoro e lavoro. Nel momento in cui l’economia mostra alcuni segni di ripresa, certo tutti sappiamo che sono segni iniziali ma vanno incoraggiati. I segnali di ripresa del mercato dei consumi mettono il lavoro al centro”. E’ l’impegno di Paolo Gentiloni sulle priorità del nuovo governo, in replica alla Camera per il voto di fiducia.

16.13 – Gentiloni: “Il governo sarà a pieno titolo con fiducia, lo dice la Costituzione”
“Se il governo avrà la piena fiducia delle Camere sarà a pieno titolo. La nostra responsabilità si esercita sui contenuti, in relazione alle richieste dei cittadini”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, nella replica al dibattito sulla fiducia alla Camera. “La Costituzione c’è e regola i nostri rapporti regolamentari”, sottolinea il presidente del Consiglio

16.11 – Gentiloni: “M5s vuole così bene al Parlamento che non ci viene”
“Se c’è stata una cosa davvero bella di questi mesi di campagna referendaria, che a me non sono piaciuti moltissimo, è stata una discussione pubblica sulla Costituzione. Ora non si può fare che la discussione svanisca nel nulla e la Costituzione venga dimenticata. Abbiamo i super paladini della centralità del Parlamento che nel momento più importante della vita parlamentare non ci sono. Vi sembra logico: vogliamo talmente bene al Parlamento che non ci andiamo”. Il riferimento è ai Cinquestelle che non partecipano né alla discussione né parteciperanno al voto sulla fiducia.

16.10 – Gentiloni: “La maggioranza si è assunta una responsabilità e un rischio”
“Tutti sappiamo che occorre intervenire sulle regole per portare il Paese al voto, quindi abbiamo chiesto un concorso generale a questo compito ma non c’è stata questa disponibilità delle altre forze e le forze della maggioranza si sono assunte la responsabilità. Si sono assunte un rischio? Certamente si sono prese un rischio politico ma nel rispetto dei doveri costituzionali previsti dal nostro ordinamento” e con “coerenza”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni nella replica alla Camera.

16.08 – Neanche ora sono presenti M5s e Ala
Neanche in questa fase sono presenti in Aula i deputati di M5S e di Ala. È comunque previsto che i rappresentanti dei due gruppi intervengano in dichiarazione di voto.

16.06 – Gentiloni: “Referendum? Se sono qui è perché abbiamo riconosciuto risultato”
“Se stasera sono qui, come diceva la canzone, è proprio perché abbiamo riconosciuto il risultato del referendum”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la sua replica alla Camera sul voto di fiducia. La citazione espressa è quella di “Se stasera sono qui…”, canzone scritta da Mogol, su musica di Luigi Tenco, lanciata da Wilma Goich nel 1967 e re-interpretata anche da molti altri.

16.04 – La Lega non parteciperà al voto di fiducia
La Lega non parteciperà al voto di fiducia sul governo Gentiloni previsto per domani in Senato. E’ quanto afferma il capogruppo Gian Marco Centinaio. I senatori del Carroccio interverranno alle dichiarazioni di voto.

15.59 – Senato, domani alle 15 prima chiama sulla fiducia
Domani mattina la seduta al Senato comincerà alle 9,30 e prenderà il via la discussione generale fino alle 13. Dalle 13 in poi ci saranno le repliche e poi le dichiarazioni di voto. Alle 15 la prima chiama dei senatori per esprimere il voto di fiducia o meno al governo Gentiloni. E’ questo il calendario dei lavori dell’Aula per domani deciso dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, come riferisce la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris.

15.33 – Seduta sospesa, alle 16 replica di Gentiloni. Poi dichiarazioni di voto
Si è concluso nell’Aula della Camera il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del governo Gentiloni. In base a quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo, la seduta è sospesa fino alle 16 quando avranno inizio la replica del presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto: questa fase sarà trasmessa in diretta televisiva.

15.29 – Presentata la mozione di fiducia della maggioranza
E’ stata presentata la mozione di maggioranza che approva le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: lo ha comunicato all’Assemblea di Montecitorio la presidente Laura Boldrini.

15.18 – Cirielli (Fdi): “Legge elettorale e subito voto”
“La invitiamo a rispettare almeno uno dei segnali dati dal popolo il 4 dicembre, fare urgentemente una nuova legge elettorale, qualunque essa sia, che dia nuovamente la parola ai cittadini, che dia risposte concrete e oneste agli italiani, per non farli allontanare da quella politica buona di cui abbiamo bisogno per rilanciare l’Italia e per dare un futuro diverso alle generazioni che oggi ci guardano con attenzione e vi hanno bocciato, e a quelle che verranno”. È quanto ha dichiarato in Aula Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia, rivolgendosi in Aula al premier Paolo Gentiloni.

14.54 – In corso riunione Ncd-Centristi
E’ in corso, presso la commissione Esteri della Camera, la riunione dei gruppi congiunti di Ncd-Centristi per l’Italia. Alla riunione, oltre al neo ministri degli Esteri Angelino Alfano, partecipano diversi ‘big’ del partito, dai ministri Enrico Costa e Gian Luca Galletti, ai capogruppo a Senato e Camera Laura Bianconi e Maurizio Lupi. All’incontro Alfano farà il punto della situazione politica e parlamentare del gruppo alla luce della formazione del nuovo esecutivo.

14.53 – M5s uscirà dall’Aula, ma non manifesterà in piazza
A differenza di quanto riportato in un primo momento, i deputati del M5S non usciranno fuori da Montecitorio, ma abbandoneranno soltanto l’aula della Camera dopo le dichiarazioni di voto della capigruppo Giulia Grillo sul voto di fiducia al governo Gentiloni.

14.52 – Putin a Gentiloni: “Pronto a lavorare insieme”
Vladimir Putin ha fatto gli auguri a Paolo Gentiloni per la sua nomina a presidente del Consiglio. Lo fa sapere il Cremlino citato da Interfax. “Putin ha rilevato che in Russia Gentiloni è conosciuto come sostenitore dello sviluppo di rapporti costruttivi a reciproco vantaggio fra Russia e Italia ed ha confermato la disponibilità ad un attivo lavoro congiunto per accrescere l’intero complesso dei legami bilaterali nonché al coordinamento degli sforzi nella soluzione delle questioni di attualità dell’agenda europea e globale”, scrive ancora Interfax.

14.45 – Zampa: “Governo fotocopia e tutte le fotocopie sono un po’ sbiadite”
“Avrei preferito vedere un governo rinnovato. Si ha la sensazione di una fotocopia e tutte le fotocopie sono un po’ sbiadite”. Lo ha detto la deputata e vicepresidente del Pd, Sandra Zampa, in un’intervista a inBlu Radio, network delle radio cattoliche. “Avrei preferito una discontinuità assoluta. Sarebbe stata più utile anche al partito dare la certezza di un governo di scopo. Così è un governo politico e non so quanto sia utile”. Sulla legge elettorale ieri Zampa è stata tra i firmatari della riproposizione del Mattarellum.

14.40 – Esposito: “Mattarellum? Firmino il mio ddl”
“Sento che molti parlano di reintrodurre il Mattarellum, firmino mio ddl depositato al Senato il 14 aprile del 2013”. Lo scrive su Twitter il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito.

14.30 – M5s dopo le dichiarazioni di voto abbandonerà l’Aula
A quanto si apprende, i deputati M5S dopo le dichiarazioni di voto della capogruppo Giulia Grillo sulla fiducia al governo Gentiloni – fra le 18 e le 19 -abbandoneranno l’aula della Camera e usciranno fuori dal palazzo di Montecitorio, probabilmente in piazza, per non prendere parte alla fiducia sull’esecutivo. Anche questa mattina, durante il discorso del nuovo premier i parlamentari pentastellati hanno lasciato vuoti i banchi della Camera.

14.11 – Pisicchio: “Sì a fiducia per pacificare il Paese”
“Il dibattito di oggi non ha nulla di rituale: siamo di fronte ad un governo su cui incombono responsabilità e urgenze peculiari, legate al contesto politico e sociale del Paese dopo l’esito del voto referendario. La prima responsabilità è quella di concorrere a creare un clima, nel Paese e nel Parlamento, di normalizzazione della dialettica politica. Non sarà possibile aiutare il Paese a mettersi in marcia se non saremo capaci di recuperare il senso di una civile dialettica tra le forze politiche”. Lo dice nell’Aula della Camera Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto.

14 – Rosato: “Convinto sostegno a Gentiloni dai deputati Pd”
I deputati Pd hanno cercato di mostrare subito una sorta di compattezza nei confronti del nuovo esecutivo, proprio mentre il Pd vive alti e bassi e crisi interne. “Fiducia a governo per chiudere provvedimenti importanti e legge elettorale. Convinto sostegno a @PaoloGentiloni da @Deputatipd”, ha scritto su Twitter il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato, al termine della riunione del gruppo alla Camera.

13.48 – Occhiuto (Fi): “Disponibili a collaborazione su legge elettorale”
“Noi siamo disponibili a offrire collaborazione sulla legge elettorale che garantisca una rappresentanza popolare. Ma non daremo alcuna disponibilità a sostener le scelte del suo governo: proprio perché saranno in continuità con il governo precedente la cui agonia intende continuare”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Roberto Occhiuto di Fi.

13.43 – Fitto: “Gentiloni vago, opposizione sarà netta”
Critico del nuovo esecutivo anche il leader dei Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto: “La squadra che è stata data a Paolo Gentiloni appare francamente indifendibile. Il suo discorso alla Camera è stato vago, pronto a ogni scenario imposto dall’esterno: durare o non durare. Ma questo conta fino a un certo punto. Quello che conta di più è che il Pd mostra di non comprendere affatto il Paese: questi minuetti nel palazzo sono la cosa più lontana da un ceto medio e medio-basso che è preoccupato e arrabbiato. Da noi verrà un’opposizione netta”.

13.43 – Rizzetto (Fdi): “Ennesima manovra di palazzo”
“Avete emendato il titolo di un celebre film trasformandolo in ‘Tutti gli uomini del presidente Renzì”. Lo ha detto Walter Rizzetto, ex M5s e ora in Fratelli d’Italia, denunciando “l’ennesima manovra di palazzo”.

13.34 – Mazziotti (Civici): “Fiducia, ma no a controriforme”
“Sosterremo il governo, vigilando che non si vada verso la controriforma o politiche industriali anni ’70”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Andrea Mazziotti di Celso di Civici ed innovatori, cioè gli ex di Scelta Civica.

13.26 – Fratoianni: “Spettacolo grottesco”
“Oggi viene offerto lo spettacolo grottesco di un governo Renzi senza Renzi che dopo il voto referendario che ha seppellito la pessima riforma costituzionale promuove il ministro che la aveva ideata e sostenuta”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Nicola Fratoianni di Si. “Avete fatto una operazione di propaganda. Ci auguriamo che il governo non sarò protagonista della legge elettorale, dopo che il governo precedente ha fatto passare l’Italicum a colpi si fiducia”, ha concluso.

13.13 – Mauri (Pd): “Mentre qualcuno urla, noi cerchiamo di risolvere i problemi”
“Mentre qualcuno urla e basta noi i problemi cerchiamo di risolverli”. Lo ha detto nell’aula della Camera Matteo Mauri del Pd.

12.58 – Brunetta: “Gentiloni è nato già morto”
“Quello di Paolo Gentiloni è stato un discorso imbarazzante, è un governo che nasce già morto”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Un governo incapace, dalle parole di Gentiloni, di fare la benché minima autocritica. Sono stati sommersi dai No rispetto alla riforma costituzionale, di fatto rispetto alla legge elettorale, e non c’è stata una parola di autocritica.

12.02 – Scotto (Si): “Debolezza estrema del discorso di Gentiloni”
Critica anche Sinistra italiana: “Debolezza estrema nel discorso di insediamento Governo Gentiloni. Come se nulla fosse accaduto. Nessun cenno vero alla questione sociale”, ha scritto su Twitter il capogruppo di Si alla Camera Arturo Scotto.

Sorgente: Governo Gentiloni, ok alla fiducia: 368 sì. Non votano M5s, Lega e Ala. Il Pd: “Sostegno, ma orizzonte non di legislatura” – Il Fatto Quotidiano

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