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Giuseppe Sala indagato nell’inchiesta per la realizzazione della Piastra di Expo 2015 – Il Fatto Quotidiano

La notizia emerge dalla richiesta di proroga inviata dal sostituto pg che ha chiesto altri sei mesi di tempo per approfondire la vicenda, dopo aver avocato a sé l’indagine. La Procura, al contrario, puntava sull’archiviazione ma il gip si è opposto

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura generale del capoluogo lombardo nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta riguardo all’appalto per la Piastra di Expo, l’infrastruttura più costosa realizzata nel sito di Rho Pero dalla ditta Mantovani. L’ipotesi di reato a carico del primo cittadino è quella di falso materiale. Tra gli indagati anche il legale rappresentante del gruppo Pizzarotti di Parma: per lui l’accusa è di tentata turbativa d’asta. La notizia emerge dalla richiesta di proroga delle indagini inviata dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi, che ha chiesto altri sei mesi di tempo per approfondire la vicenda, dopo aver avocato a sé l’inchiesta. La Procura, al contrario, puntava sull’archiviazione ma il gip Andrea Ghinetti si è opposto. Nell’atto firmato dal sostituto pg Isnardi, da quanto confermato a LaPresse dall’avvocato Federico Cecconi, legale di Antonio Acerbo (indagato insieme al presidente della Mantovani Spa), si parla di possibili “nuove iscrizioni” e della “necessità di sentire altre persone informate sui fatti” e in generale di approfondire ancora le indagini. Da quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, invece, tra gli indagati c’è anche un nome più illustre degli altri: quello del primo cittadino Pd di Milano.

Gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria, del resto, dopo che la Procura aveva iscritto nel registro degli indagati i primi nomi, avevano scritto tra le altre cose che anche l’allora amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala, il responsabile unico all’epoca del procedimento Carlo Chiesa e l’allora general manager Paris non avrebbero tenuto un comportamento “irreprensibile e lineare”. Pur “con gradi di responsabilità diversi – chiariva la Gdf – attraverso le loro condotte fattive ed omissive hanno comunque contribuito a concretizzare la strategia volta a danneggiare indebitamente la Mantovani (impresa che vinse l’appalto con un ribasso di oltre il 40%, ndr) per tutelare e garantire, si ritiene, più che la società Expo 2015 Spa il loro personale ruolo all’interno della stessa”. Sala, poi, come ha messo a verbale l’ex dg di Infrastrutture Lombarde spa Antonio Rognoni, avrebbe detto al manager che “non avevano tempo per potere” verificare la congruità dei “prezzi che erano stati stabiliti da Mantovani” nel corso dell’esecuzione del contratto con l’inserimento di costi aggiuntivi, e “per verificare se l’offerta era anomala o meno”.

L’inchiesta condotta dai pm Paolo Filippini, Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi, poi avocata dalla procura generale di Milano, del resto riguarda l’assegnazione alla società Mantovani di un appalto per la realizzazione della Piastra dell’area di Rho Pero, dove si è svolta l’esposizione universale. La base d’asta era di 272 milioni di euro e la Mantovani si era aggiudicata la gara con un ribasso del 42% per 149 milioni di euro. Gli indagati per corruzione e turbativa d’asta noti fino a ora sono cinque: Piergiorgio Baita (presidente della società Mantovani, già arrestato a Venezia per il Mose), due ex manager Expo già arrestati per altre vicende, Angelo Paris e Antonio Acerbo, e gli imprenditori della società Socostramo, Erasmo e Ottaviano Cinque.

Data la mole del materiale raccolto e gli approfondimenti che devono essere ancora effettuati, il sostituto pg Felice Isnardi ha deciso di chiedere che gli vengano concessi altri sei mesi per indagare. Il gip Andrea Ghinetti, a fine ottobre, non avendo accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, aveva convocato le parti per la discussione della vicenda per poi decidere se archiviare o chiedere un supplemento di indagine o ordinare l’imputazione coatta. Nel frattempo, però, la Procura generale ha avocato il fascicolo e ha ottenuto un mese di tempo per nuove indagini, termine poi scaduto. Da qui la richiesta di proroga. Il fascicolo era stato al centro dello scontro tra l’ormai ex procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati e l’ex aggiunto Alfredo Robledo, il quale, su decisione del primo, nel 2014 era stato di fatto estromesso dagli interrogatori ‘centrali’ dell’inchiesta. L’indagine sull’appalto più rilevante di Expo, vinto dalla Mantovani grazie ad un ribasso del 42% su una base d’asta di 272 milioni di euro, era partita nel 2012.

Sorgente: Giuseppe Sala indagato nell’inchiesta per la realizzazione della Piastra di Expo 2015 – Il Fatto Quotidiano

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