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Gadget fascisti: la Regione Toscana vuol dire basta | l’Unità TV

Magliette, gadgets, poster, libri e materiale vario in cui si inneggia al fascismo. E’ apologia o non è apologia di fascismo? Finora no ma le cose però potrebbero cambiare. Almeno in Toscana.

In vendita come se fossero dei souvenir qualsiasi, mischiati fra le tazzine e gli accendini, colorati e accattivanti, non mancano i foulard e le felpe, i gagliardetti, le penne, le agende e i calendari.Ma il pezzo forte è il mezzo busto di Benito Mussolini con tutta la sua mascella volitiva.

Il gran bazar fascista lo si trova spesso nelle aree di servizio, nei negozi frequentati dai turisti, nei mercatini, ma anche nei bar tabaccherie, qui i gadget e le memorabile del ventennio fanno bella mostra di sé fregandosene del reato di apologia del fascismo, sicuri che nessuno li fa togliere perché nessuno controlla. Ma le cose potrebbero cambiare.

Infatti nei giorni scorsi in Regione è stata approvata una mozione, presentata dal gruppo del Pd, con cui si chiede alla Giunta della Toscana di far pressione sul Parlamento per far inserire nel codice penale il reato di apologia del fascismo affinché “il reato di apologia del fascismo venga integrato con la fattispecie relativa alla vendita di oggetti riproducenti immagini e slogan riconducibili a tali regimi”.

Una mozione analoga è stata approvata anche in Emilia Romagna. Nella vicina Toscana questo tema è da sempre molto sentito. Tanto da spingere tempo fa l’Anpi di Firenze a depositare addirittura un esposto alla Procura per chiedere la fine di questo commercio. Ma non si è mai mosso niente. Tutto è rimasto lettera morta.

Ora il Pd ritorna alla carica dopo una denuncia fatta dai Comitati provinciali dell’Anpi di Pisa e Livorno. “Non si tratta di episodi di folklore” ribadiscono i consigliere regionali Gianni Anselmi e Alessandra Nardini. A pensarla diversamente però in Consiglio Regionali sono gli esponenti della Lega Nord (con l’eccezione di Elisa Montemagni) e Fratelli d’Italia hanno votato contro.

Il Movimento 5 Stelle si è sfilato dal voto, memore forse delle parole di Vittorio Di Battista, papà del leader pentastellato Alessandro Di Battista, “io di destra? Sono fascista, è un’altra cosa”. La mozione è stata poi approvata a maggioranza con il voto favorevole del Pd e di Sì-Toscana

Sorgente: Cultura – Gadget fascisti: la Regione Toscana vuol dire basta | l’Unità TV

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