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Dichiarazione congiunta delle famiglie della co-fondatrice del PKK Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Saylemez, assassinate a Parigi il 9 gennaio 2013 a Parigi – UIKI ONLUS

Dichiarazione congiunta delle famiglie della co-fondatrice del PKK Sakine Cansiz, della componente del KNK Fidan Dogan e della componente del Movimento Giovanile Curdo Leyla Saylemez, assassinate a Parigi il 9 gennaio 2013 a Parigi

La notte di venerdì 16 dicembre 2016 siamo stati informati dai nostri avvocati che “secondo l’ultimo rapporto medico sul sospettato Omer Guney, lui era gravemente malato e per questa ragione i suoi avvocati avevano richiesto il suo rilascio e che questa richiesta sarebbe stata esaminata dal tribunale lunedì 19 dicembre 2016.” Come famiglie delle assassinate ci siamo incontrati sabato e abbiamo discusso della situazione. Mentre stavano valutando la situazione, abbiamo ricevuto la notizia che il sospettato era morto.

L’indagine seguita al massacro è durata oltre due anni ed è finita nel maggio 2015 con il rinvio a giudizio presentato in tribunale il9 luglio 2015. Nonostante il completamento dell’indagine a metà del 2015, non è mai stati rivelato quando il caso sarebbe andato in tribunale. Dopo un lungo periodo è stato deciso che la prima udienza del caso si sarebbe svolta presso l’Alta Corte di Parigi il 5 dicembre 2016. Dopodiché nel giugno 2016 la data è stata modificata nel periodo tra il 23 gennaio e il 23 febbraio 2017,senza alcuna ragione per il cambiamento. Fino a questo punto, le cose possono essere considerate come il procedimento lento e di routine della giustizia francese.

Tuttavia, alla luce di quanto sopra e di quello che abbiamo vissuto,come famiglie delle tre donne assassinate vorremmo chiedere quanto segue:

Nonostante il fatto che i suoi problemi di salute fossero noti dal giorno in cui è stato sottoposto a fermo e esperti avessero costantemente detto che “lui ha problemi di salute,” perché il suocaso non è stato portato in tribunale?

Perché coloro che sapevano dei suoi problemi di salute hanno prolungato l’inchiesta, quando oltre a qualche documento ufficiale, nessun altro documento è stato aggiunto al fascicolo dopo i primi due anni?

Perché quando l’indagine è finita a metà del 2015 l’udienza è stata rinviata al gennaio 2017? La data del 5 dicembre è stata posticipata di proposito?

Il fatto, come il fascicolo e il rinvio a giudizio affermano chiaramente, è stato un crimine organizzato dal servizio di intelligence turco (MIT), non con il solo esecutore. Nonostante tutte le informazioni collazionate, perché non sono stati trovati altri sospettati e creato un fascicolo con un solo esecutore?

Come famiglie delle vittime vogliamo risposte a queste domande.

Abbiamo costantemente insistito e chiesto che i poteri dietro questo massacro fossero rivelati. Il popolo curdo e le famiglie delle vittime hanno alzato le loro voci per “verità e giustizia” e richiesto alla giustizia francese di assumersi le sue responsabilità.Abbiamo fatto i necessari ammonimenti alle istituzioni politiche ufficiali rilevanti, per prevenire l’insabbiamento di questo massacro per interessi politici ed economici.

Abbiamo avvisato innumerevoli volte che il sospettato di omicidio poteva essere eliminato. Abbiamo ripetuto questi ammonimenti in numerose occasioni. Sfortunatamente alla fine abbiamo avuto ragione.

Sembra che questo scenario sia stato scritto molto tempo fa e messo in pratica. Se le udienze si fossero svolte, non solo Omer Guney, ma anche lo Stato turco, il MIT turco e il governo turco sarebbero stati condannati. Le autorità francesi sono responsabili dell’attuale situazione.

Come famiglie delle vittime vogliamo seguire questo fascicolo e questo caso. L’esecutore materiale non era solo. Gli altri esecutori devono essere individuati e perseguiti. Solo perché un sospettato è stato eliminato o è morto, lo Stato turco non può sfuggire a un processo.

Desideriamo rendere nota all’opinione pubblica questa situazionee chiediamo il sostegno di tutte e tutti coloro che vogliono giustizia.

Rispettosamente,

Metin Cansiz, Fratello di Sakine Cansiz
Hasan Dogan, Padre di Fidan Dogan
Cumali Saylemez, Padre di Leyla Saylemez

Sorgente: Dichiarazione congiunta delle famiglie della co-fondatrice del PKK Sakine Cansiz, Fidan Dogan e Leyla Saylemez, assassinate a Parigi il 9 gennaio 2013 a Parigi – UIKI ONLUS

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