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Carlo Calenda contro Vivendi: “Bollorè può paralizzare Mediaset, operazione opaca”. Mps? “Non potevamo esporci ai rischi”

Vivendi? Una “operazione opaca” che rischia di “paralizzare Mediaset”. Mps? L’intervento è normale, “non potevamo esporre clienti e risparmiatori al rischio di una risoluzione”.Alitalia? “Il piano non ha funzionato”, il Governo opera come “facilitatore”. Tre dossier bollenti sulla scrivania di Carlo Calenda, confermato ministro dello Sviluppo Economico nella transizione da Matteo Renzi a Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. In un’intervista alla Stampa, Calenda prova a rasserenare gli animi sulle difficoltà industriali nazionali, guardando al 2017 come a un anno in cui “dobbiamo salvare i nostri Paesi dai populismi”, perché in pericolo c’è l’Europa e il destino di chi ambisce a riformare per crescere. Una sfida globale, convinto com’è che i governi debbano superare “la paura della modernità” e battere chi predica “la fuga dalla realtà come Beppe Grillo”.

VIVENDI-MEDIASET.
“C’è il rischio che si faccia questa operazione per paralizzare la governance di una azienda importante in un settore delicato” […] “Dobbiamo rispettare le regole del mercato, accettare il caso spesso positivo e normale che uno straniero acquisti una azienda italiana. Ciò che non è normale, però, è come si sono verificati i fatti sinora. E’ stato tutto molto opaco e le intenzioni poco chiare” […] “Il governo ha sui metodi di questa operazione un parere negativo, anche se questo non vuol dire che intendiamo stravolgere le regole del mercato. O che ci sarà un intervento pubblico”.

MPS “L’Italia interviene in una banca mentre altri Paesi, in epoche precedenti, sono intervenuti sull’intero sistema. Lo abbiamo fatto dopo esserci rivolti al mercato e perché si trattava del terzo istituto del Paese: non potevamo esporre clienti e risparmiatori al rischio di una risoluzione. Alla fine siamo stati quelli che più hanno aderito alla sostanza delle regole europee”. […] “Si può discutere se sia bene o male. Ma non sul fatto che non si tratta di una anomalia” […] “La procedura che ha portato all’intervento pubblico è stata seguita passo-passo dalla Commissione. L’intervento principale è considerato fuori dal Patto di Stabilità. Ci saranno maggiori interessi, ma è una cifra contenuta. Oltretutto, è una “una tantum” che non pesa sulla dinamica del deficit strutturale”.

ALITALIA “Il piano industriale non ha funzionato, gli azionisti hanno lavorato con le banche finanziatrici, e il governo ha dato una mano, ben consapevole che non era una azienda statale ma certamente fondamentale per un paese che vive di turismo e “made in Italy”. Abbiamo agito da facilitatori e continueremo a farlo”.

Secondo Calenda “Mps, Alitalia e Mediaset sono fattispecie differenti e straordinarie che, però, ritroviamo dappertutto”, parliamo “della normalità di un momento anormale. Anormale, perché vengono al pettine nodi che la crisi ha esacerbato”. Il ministro non vede tuttavia un ritorno delle banche al timone dell’economia.

“L’unico intervento di sistema delle banche è avvenuto con Atlante. Detto questo, non vedo banchieri italiani che abbiano velleità di playmaker, se non nel senso più positivo, assumendosi responsabilità in situazioni difficili. Non è una anomalia neanche questa. Penso a Banca Intesa che, in questo momento, ha un ruolo importante, essendo una delle banche più forti d’Europa, guidata da un management capace”.

Calenda vede una “continuità sostanziale” fra il Governo di Paolo Gentiloni e quello di Matteo Renzi. “Rappresentano la stessa cultura riformista” spiega alla Stampa, ma “molto è cambiato dopo il referendum che avrebbe finalmente aperto la Terza Repubblica. Non è andata così. Il mondo nuovo è difficile da capire e certamente abbiamo commesso molti sbagli. Il punto è che non mi sembra una soluzione tornare alla Prima Repubblica”. E Gentiloni durerà?

“Non so se dura o no. Quello che conta è che sinché dura deve mantenere un’agenda ambiziosa. Dobbiamo vincere la paura della modernità governando il cambiamento e investendo. In tutto l’Occidente la politica è divisa in due campi: chi vuole affrontare il futuro e chi pensa di poterlo chiudere fuori della porta. Il riformismo accomuna Angela Merkel con Renzi e Gentiloni. L’alternativa è il populismo. O, nel caso italiano, la fuga dalla responsabilità e dalla realtà rappresentata da Beppe Grillo”.

Calenda non chiude al salario minimo.

“Se ne può discutere, ma è piuttosto ora che in Italia ci sia più salario legato alla produttività”

Sorgente: Carlo Calenda contro Vivendi: “Bollorè può paralizzare Mediaset, operazione opaca”. Mps? “Non potevamo esporci ai rischi”

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