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#BlockedbyTrump in rivolta su Twitter, “un presidente non può farlo”

Cresce il numero degli utenti ‘bannati’ da Trump. E ora i media si interrogano: è giusto che il futuro inquilino della Casa Bianca impedisca di seguirlo?

Per alcuni è stata una spiacevole sorpresa, per altri è addirittura una “medaglia al valore”. Fatto sta che sono sempre più numerosi, su Twitter, gli utenti americani che denunciano di essere stati bloccati da Donald Trump. E ora sui media d’oltreoceano comincia a serpreggiare una domanda: è giusto che il presidente eletto impedisca ad alcuni cittadini di poter leggere le sue parole?

E’ successo, ad esempio, alla californiana Heather Spohr, 37enne madre di due figli che, durante un dibattito per le primarie repubblicane, scrisse che Trump era “ripugnante”. Un commento come tanti, gettato d’impulso nel mare magnum dei social. Ma destinato a non passare inosservato. Al punto che la donna, poco dopo, scoprì di essere stata bloccata dall’account del candidato.

 

 

“Sarà il mio presidente, assurdo non vedere i suoi tweet”

Oggi, come riferisce il Los Angeles Times, Spohr si sente emarginata: pur non condividendo le idee di Trump, vorrebbe poter seguire gli annunci e le dichiarazioni del 45esimo presidente degli Stati Uniti. Tanto più che il repubblicano – complice la sua idiosicrasia per la stampa e i media in generale – ha finora utilizzato quasi sempre l’amata piattaforma di microblogging per comunicare con il mondo. “Sarà il mio presidente, è assurdo non poter vedere i suoi tweet”, lamenta la donna.

 

L’esercito dei #BlockedByTrump

Il caso di Spohr non è affatto isolato. Al contrario, una rapida ricerca su Twitter con l’hashtag #BlockedByTrump mostra come siano in crescita gli utenti che denunciano di essere stati bloccati dall’account @realDonaldTrump. “Mi dispiace doverlo rendere noto ma non posso leggere i tweet di Trump a cui vi riferite poiché sono stato bloccato dal….Presidente degli Stati Uniti”, confessa, ad esempio, David Roth, scrittore sportivo, in un messaggio del 15 novembre che è stato ritwittato più di 7.500 volte. “Donald Trump ha vinto. Sono onestamente sorpreso. Tuttavia, sono ancora bloccato da lui. POTUS (il presidente degli Stati Uniti, ndr) mi ha bloccato su Twitter. Fico”, scrive un altro utente, Danny Hopkins della Louisiana. Per alcuni il blocco è motivo di vanto. Molti rilanciano, proponendo a loro volta di bloccare Trump (innanzitutto) su Twitter.

 

 

La funzione blocco, come spiega la stessa società fondata e diretta da Jack Dorsey, “ti aiuta a controllare le tue interazioni con altri account ed è utile a impedire a determinati account di contattarti, vedere i tuoi tweet e seguirti”. Tuttavia, il discorso si fa più complesso se a utilizzarla è il prossimo inquilino della Casa Bianca che, tra l’altro, conta sulla piattaforma ben 16,3 milioni di followers.

“Tutti devono poter avere accesso alle parole di un presidente”

“Il presidente dovrebbe parlare direttamente a tutti gli americani e non mettere un filtro alle persone”, commenta Timothy Naftali, esperto di storia presidenziale dell’università di New York. “E’ possibile impedire alle gente di guardare la televisione o ascoltare la radio quando un presidente fa un discorso? Il presidente eletto deve abituarsi all’idea che le sue parole sono importanti. Tutti devono poter avere accesso alle sue parole“.

Se la gestione del suo account personale ricorda un po’ il metodo “You’re fired/You’re hired” dello show The Apprenticeche ha regalato a Trump enorme popolarità, la vera domanda è come il futuro presidente gestirà il suo account Twitter ufficiale: il @POTUS ereditato da Barack Obama. L’anno scorso il portavoce della Casa Bianca, Patrick Rodenbush, aveva chiarito che “nessuno è o è stato mai bloccato dall’account Twitter @POTUS”. Ma ancora non si sa come Trump vorrà gestire l’eredità digitale del suo predecessore, compresi gli account sui social media.

Da Kennedy a Nixon, i presidente e le critiche

In ogni caso, ogni presidente americano ha avuto un suo personalissimo modo di affrontare critici e critiche, come ricorda Barbara Perry, esperta di Casa Bianca e biografa dei Kennedy. JFK, ad esempio, una volta cancellò tutti gli abbonamenti della Casa Bianca al New York Herald Tribune. Richard Nixon, invece, stilò una “lista di nemici” che comprendeva anche diversi giornalisti. E Lyndon Johnson dovette sopportare i continui sit-in dei manifestanti anti-Vietnam che, giornalmente, lo accoglievano col coro “quanti bambini hai ucciso oggi?”.

Per approfondire

Los Angeles Times – Trump talks to the public through Twitter. Here’s what happens when your next president blocks you

Mashable – The future president is blocking people on Twitter like there’s no tomorrow

Sorgente: #BlockedbyTrump in rivolta su Twitter, “un presidente non può farlo”

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