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A gennaio arriva nelle farmacie la cannabis terapeutica di Stato – Corriere.it

Prima in Italia, la farmacia Campedello di Vicenza riceverà nei prossimi giorni
10 grammi di marijuana dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze

di Ruggiero Corcella

Arriva nelle farmacie, la cannabis terapeutica prodotta dallo Stato. Nei prossimi giorni, dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze saranno spediti due flaconcini (per un totale di 10 grammi di sostanza) alla farmacia Campedello di Vicenza, la prima in Italia. Il Progetto pilota sulla marijuana coltivata a scopo medico, sancito dall’accordo di collaborazione siglato il 18 settembre 2014 tra i ministeri della Salute e della Difesa e poi allargato al ministero delle Politiche agricole, stabiliva una fase sperimentale di due anni, al termine della quale appunto arrivare alla distribuzione del prodotto su tutto il territorio nazionale dietro presentazione di prescrizione medica. «L’autorizzazione a iniziare la distribuzione è arrivata lunedì 19 dicembre – spiega il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento che fa parte dell’Agenzia Industrie Difesa -. Le modalità sono state definite in tutti i dettagli nel mese di novembre, nell’ambito di una convenzione tra la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute e l’Agenzia Industria Difesa».

Minori costi per i pazienti

Già, ma come è stata accolta dai titolari della farmacia Campedello la notizia che saranno i primi in Italia a consegnare la cannabis “di Stato”? «Siamo contenti e pensiamo sia una buona notizia soprattutto per i pazienti – risponde il dottor Luca Guizzon contitolare assieme alla mamma Marisa Rappo – , perché per loro ci sarà una sostanziosa riduzione dei costi da sostenere. Infatti per l’acquirente finale il prezzo medio della cannabis importata dall’Olanda oggi si aggira intorno ai 24 euro al grammo, Iva compresa, mentre quello praticato dallo Stato sarà sotto i 15 euro al grammo. La formulazione più economica di terapia che vediamo prescritta è in cartine. Una terapia di inizio di solito comprende 2 cartine al giorno da 25 milligrammi di cannabis, dunque 1 grammo e mezzo di sostanza al mese. Quindi con circa 30 euro il paziente fa la sua terapia». L’esperienza della farmacia Campedello con la cannabis terapeutica in realtà è iniziata già tre anni fa: «Abbiamo iniziato a dispensare la cannabis medica 3 anni fa tramite importazione attraverso i grossisti di materie prime che si facevano carico dell’intera procedura per l’importazione, Siamo partiti tra i primi a Vicenza e adesso riceviamo ordini per circa 20 ricette al mese, la maggior parte per patologie di carattere dolorose che non rispondono alle comuni terapie con oppiacei o analgesici e casi di spasticità o dovute a sclerosi o SLA che però non hanno i requisiti per ricevere il Sativex (il farmaco a base di cannabis già autorizzato in Italia). Nei mesi scorsi abbiamo ricevuto richieste anche per una forma d’asma, una per forma d’ansia e per nausea da chemioterapia. L’età media dei pazienti è fra i 50 e i 60 anni ,ma ce ne sono anche di 25 anni come di 80».

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Le varietà di canapa coltivata
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«I flaconcini arrivano in farmacia e la prima cosa che facciamo, contestualmente alla consegna, è aprire una pagina nuova del registro degli stupefacenti (obbligatorio per legge, ndr) per annotare che da quel giorno abbiamo in casa quel tipo di cannabis. Poi i flaconcini vengono conservati assieme all’altra cannabis in armadio chiuso e poi, a fronte di una ricetta medica sarà aperto il vasetto, controllata la quantità da utilizzare e poi ripartita in cartine, pesate una per una». Le cartine potranno poi essere utilizzate dai pazienti nelle due modalità di assunzione della cannabis approvate dal decreto ministeriale del novembre 2015: decotto o vaporizzazione. «Bisogna fare attenzione a non confondere infuso e decotto: la bollitura delle infiorescenze deve essere prolungata, 15-20 minuti, perché se si mette la bustina nell’acqua calda appena tolta dal fuoco non viene disperso nell’acqua nemmeno un microgrammo di principio attivo» spiega il colonnello Antonio Medica. Per quanto riguarda la vaporizzazione, invece, il problema è riuscire a scegliere un buon dispositivo, stando attenti al prezzo che, per alcuni modelli, raggiunge i 400-500 euro. «Ma ce ne sono altri – sottolinea il dottor Guizzon – che non costano tanto e consentono comunque un controllo della temperatura puntuale e questo è l’importante».

Nuove tipologie di sostanza e apertura all’uso nella ricerca

Nel  2017, grazie all’entrata a regime di altre quattro serre, la produzione dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze raggiungerà i 100-120 chilogrammi l’anno di cannabis a uso terapeutico. Ma sappiamo che non basterà e ci stiamo attrezzando per raggiungere i 300 chili di prodotto l’anno – puntualizza il colonnello Medica -. In questo modo dovremmo riuscire a saturare il 100 per cento delle richieste in Italia. Al momento però viene coltivato solo un tipo di cannabis, la “FM 2 “ che sta per “Farmaceutico militare 2” perché due sono i principi attivi contenuti: circa il 5-6% di Thc (tetraidro-cannabinolo) e altrettanto di Cbd (cannabidiolo). Si tratta di una varietà simile al “bediol” importato dall’Olanda. L’anno prossimo invece sarà standardizzata anche la produzione di un’altra varietà di cannabis che contiene solo Thc in elevata concentrazione, più indicata per alcune patologie. «Abbiamo a disposizione anche circa 100 grammi di cannabis che ci sono serviti per la sperimentazione – aggiunge il direttore dello Stabilimento – non utilizzabili sull’uomo ma per la ricerca. È un prodotto standardizzato e quindi con tutti i crismi. Possiamo distribuirli ai centri che ne facciano richiesta e in effetti i è già fatta avanti una Università di Torino».

In Veneto si chiede un produzione regionale

Il decreto Ministeriale del 2015 già prevede la possibilità di “allargare” la produzione anche a soggetti diversi dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, purché siano rispettati i criteri di fabbricazione necessari alla salvaguardia della salute pubblica. Ma non è stato ancora esplicitato il come . In Veneto Intanto i consiglieri Graziano Azzalin, Piero Ruzzante e Andrea Zanoni del Pd, e Cristina Guarda della Lista Alessandra Moretti Presidente, hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale – passato all’unanimità – che impegna la Giunta a finanziare un progetto per la produzione di cannabis per uso medico che coinvolga, oltre la Regione, anche Veneto Agricoltura, lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e il Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo.

Sorgente: A gennaio arriva nelle farmacie la cannabis terapeutica di Stato – Corriere.it

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