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A cinque anni dalla strage fascista di Piazza Dalmazia. Noi non scordiamo Samb e Diop!-Firenze Antifascista

A cinque anni dalla strage fascista di Piazza Dalmazia.
Noi non scordiamo Samb e Diop!

BASTA STRAGI! CHIUDERE I COVI FASCISTI!

Il 13 dicembre 2011 si consumava la strage fascista in piazza Dalmazia nella quale furono uccisi due lavoratori senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, mentre altri tre furono feriti gravemente. Uno di questi, Moustapha Dieng, è rimasto paralizzato in conseguenza delle ferite ricevute. Strage compiuta da Gianluca Casseri, militante dell’organizzazione fascista CasaPound, che fu archiviata velocemente e comodamente da questura e giudici come il “gesto di un pazzo”. In realtà fu l’epilogo di una campagna di “caccia allo straniero” avviata proprio dall’amministrazione fiorentina, guidata allora da Renzi, anche con l’istituzione del “reparto antidegrado” della Polizia Municipale, che concretizzava la volontà di usare il pugno di ferro contro chi “danneggia” l’immagine della nostra città vetrina: dopo pestaggi ai danni dei senzatetto che dormivano alla stazione, inseguimenti e violenti arresti di venditori ambulanti per le vie del centro, si consumava il tragico evento con il gesto assassino del fascista Casseri.

È una data che a cinque anni di distanza non possiamo certo dimenticare, così come non dimentichiamo il 12 dicembre 1969: la strage di Stato per mano fascista. Le bombe di Piazza Fontana a Milano con 17 vittime e decine di feriti gravi segnarono l’inizio di una lunga stagione stragista. A seguire, Gioia Tauro 1970 (6 morti), Milano 1973 (4 morti e 45 feriti), Brescia 1974 (8 morti e 103 feriti), treno Italicus 1974 (13 morti e 48 feriti); fino all’orrore della bomba di Bologna (85 morti e 200 feriti). Questi furono gli episodi più efferati della cosiddetta “strategia della tensione”, intessuta dagli apparati dello Stato, della NATO e dai fascisti, che per i tribunali di questa repubblica non ebbe mai un colpevole.

Proprio per l’impunità di esecutori e mandanti è necessario ricordare queste vicende del recente passato, perché istituzioni e governi, con i vari mezzi d’informazione, vorrebbero farci intendere che quell’epoca è definitivamente chiusa, mentre non è così. Allora come oggi le istituzioni insabbiano e nascondono la verità, allora come oggi vogliono creare un clima di paura. Oggi questo clima è fomentato principalmente dalla campagna sulla presunta invasione degli immigrati che fomenta sentimenti xenofobi e razzisti, propagandando un’idea della “sicurezza” basata su forze di polizia ed esercito. Ne è triste esempio il nuovo modello di sicurezza partecipata proposto per il quartiere di San Lorenzo con l”ingaggio di guardie private che, coordinate dalle forze dell’ordine, dovrebbero vigilare le strade “”dalla deriva””. Ma quale deriva?

La deriva che questo paese ha già conosciuto è appunto quella brutale del fascismo. Ancora oggi le stesse istituzioni mandano a processo gli antifascisti ma concedono piena legittimità e protezione a organizzazioni come CasaPound, perché l”infima propaganda che portano avanti è strumentale al sistema capitalista in crisi. Facendo leva sulla creazione di un sentimento nazionalista i fascisti cercano consenso anche nei settori popolari (con l’uso di simboli apparentemente apolitici come il tricolore), lanciano campagne mediatiche su legalità, sicurezza e immigrazione cui rispondere con maggiore repressione e autoritarismo. Al “prima gli italiani” corrispondono i: prima gli svizzeri, gli inglesi, i francesi, gli ungheresi e via cosi, pronti a scagliare i popoli gli uni contro gli altri. Il sistema capitalista mostra sempre di più le proprie contraddizioni insanabili e i propri limiti: dopo anni di sfruttamento intensivo dei paesi poveri del mondo, in una concorrenza spietata per accaparrarsi materie prime e territori, portando solo fame, povertà e guerre locali, per uscire dalla crisi e rimanere al potere promuove l’opzione della guerra generale.

Pensiamo che sia all’ordine del giorno oggi come ieri combattere contro il fascismo, in tutte le sue manifestazioni, impedire l’apertura delle sedi anche se camuffate da circoli culturali e smascherare le loro menzogne tese a fomentare una lotta tra poveri. Sappiamo bene che disoccupazione, salari e pensioni basse, precariato e carovita, privatizzazione dei servizi pubblici e scuole per ricchi dipendono dai governi che difendono gli interessi del profitto dei capitalisti e non dagli immigrati. Per questo non ci facciamo ingannare: lottiamo contro il fascismo perché siamo lavoratori e vogliamo costruire un mondo migliore, un mondo libero dallo sfruttamento, dall’oppressione, dalla disoccupazione, dall’ingiustizia, dalla povertà.

FIRENZE ANTIFASCISTA

Sorgente: Facebook

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