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Savona – Hotel, il 50% rispetto agli anni Sessanta sono ora case. E fiorisce il mercato nero degli affitti | Il Secolo XIX

Savona – Il boom di richieste di svincolo degli alberghi rallenta. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze: quasi la metà la metà delle strutture ricettive fiorite negli anni Sessanta e Settanta è già stata trasformata in case. Inoltre il mercato immobiliare non garantisce più un margine di guadagno appetibile. E ora, di fronte a operazioni divenute poco redditizie e, anzi, magari un po’ rischiose, gli albergatori rimasti si aggrappano alla “ripresina” vista quest’estate e sperano di tornare a lavorare con un buon flusso di turisti, spinti di nuovo verso il mare da una stagione in cui il meteo si è dimostrato assai generoso. Resta l’incognita degli affittacamere “in nero”, un fenomeno in crescita rappresentato oggi soprattutto da privati che, attraverso siti internet dedicati, mettono le stanze o addirittura la propria casa a disposizione dei turisti senza i costi di gestione di una struttura e senza spese di intermediazione, ma anche senza garanzie di professionalità.

Pur con alcune eccezioni, soprattutto dove la richiesta di appartamenti vista mare è ancora sostenuta (si veda servizio sotto), nella maggior parte della provincia le richieste di svincolo sono in calo. Lo conferma Giuseppe Cerminara, presidente provinciale di Federalberghi dal 2009 all’ottobre scorso , che ha vissuto in prima persona gli anni del “boom” di richieste di svincolo: «Un fenomeno diffuso in tutta la provincia, stimiamo che negli ultimi anni sia svincolato almeno il 30% degli alberghi. Ora però il mercato immobiliare non tira, ristrutturare costa e rivendere non garantisce margine. In queste condizioni svincolare non è più un buon affare».

Due casi ai lati opposti della Riviera savonese: ad Alassio gli hotel erano più di cento, nel corso degli anni quasi la metà è stata trasformata in appartamenti, a Varazze i 123 hotel reclamizzati per anni dai cartelloni all’ingresso della cittadina si sono ridotti a meno di 65. Per chi ha mantenuto una struttura ricettiva restano però i problemi: «Alcuni hanno chiuso l’attività anche senza chiedere lo svincolo – spiega Cerminara -. A Varazze solo in via Garibaldi dieci anni fa lavoravano ben sette alberghi, ora sono rimasto solo io, l’hotel Miranda. Non ho chiuso perché negli anni buoni credevo ancora nell’investimento per andare avanti con l’albergo, ho precorso tempi con il primo sportello unico delle attività produttive, prima ancora di diventare assessore. Ho fatto investimenti sulla struttura che poi sono tornati utili, altrimenti oggi avrei chiuso anch’io. Inoltre i vincoli per concedere gli ampliamenti obbligano a continuare l’attività. Chi ha investito e ci ha creduto va avanti, chi invece era rimasto fermo ha chiuso ed ora non ha più i requisiti».

Sorgente: Savona – Hotel, il 50% rispetto agli anni Sessanta sono ora case. E fiorisce il mercato nero degli affitti | Liguria | Savona | Il Secolo XIX

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