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Sam Millar. Vita, romanzi e avventure di un fuorilegge irlandeseWords in Freedom | Magazine di cultura e società

Sam Millar. Vita, romanzi e avventure di un fuorilegge irlandese

di Giulia Caruso-

Immaginate un ragazzino  nelle  strade della Belfast  incendiaria degli anni 60. Seguitelo mentre si arrampica sul tetto della scuola per fantasticare di fumetti e avventure, braccato dalla polizia che gli urla di scendere .   Lo ritrovate  giovane ribelle  nelle file dell’Ira  e poi prigioniero nel terribile carcere di Long Kesh, a lottare fianco di Bobby Sands. E  lo rivedrete finalmente libero, sbarcare avventurosamente a New York e lavorare come croupier in un casinò. E alla  fine,  il ragazzo di Belfast riapparirà come protagonista di una delle più’ colossali rapine della storia americana, bottino quasi 7 milioni di dollari nel 1993. Particolare non trascurabile, l’uso di pistole di plastica…

Il resto ce lo racconta direttamente lui, Sam Millar,  oggi acclamato scrittore di crime story,  che dopo esser stato graziato da Bill Cinton alla fine degli anni 90,  e’ ritornato nella sua Belfast dove lo abbiamo incontrato.     On the Brinks, la sua soprendente autobiografia,  e’ stata    recentemente pubblicata anche in Italia con il titolo Memorie di un irriducibile irlandese, dalla casa editrice Milieu

 

Sam Millar (per gentile concessione)

Sam Millar (per gentile concessione)

“Se fosse un romanzo sarebbe un eccellente thriller ma e’ una storia  vera, sostenuta da una scrittura formidabile”. Così ha scritto Rolling Stone a proposito di On The Brinks. Anche lei sembra  uscito direttamente da una fiction.  Ma chi è veramente Sam Millar?

Mi piace pensare a me stesso come una persona comune che ha combattuto per la sua gente, per la liberazione dell’ Irlanda del Nord. Ho trascorso la maggior parte della mia adolescenza in carcere come prigioniero politico, sottoposto a torture fisiche e psicologiche spesso umilianti   Ma sono  anche un padre di famiglia, che ama i gatti e   i fumetti americani.  Insomma, una persona assolutamente normale.

 Nato e cresciuto a Belfast, Lancaster Street,  che ha definito  come la più  grande strada  d’Irlanda, se non del mondo intero. Suo nonno era protestante,  addirittura membro dellOrange Order,  ma suo padre e il resto della famiglia erano cattolici e nazionalisti.  Ha avuto un’infanzia difficile e poi la terribile esperienza del carcere di Long Kesh, il famigerato “Maze”.  Come è riuscito a trasformare una simile esperienza di vita  in una fonte  ispirativa così potente? 

Da quando ero ragazzino ho sempre sognato di diventare  uno scrittore  ma mi sembrava impossibile per uno che come me proviene dalla working class.  Si dice che si dovrebbe scrivere ciò  che si conosce veramente ed e’ quello che io ho sempre fatto! Per esempio, gli anni trascorsi in carcere,  in Irlanda e in America,  mi sono stati utili per scriver On The Brinks. E’ stato proprio grazie alle mia esperienza  di vita che i miei romanzi risultano così’ autentici  tanto da essere apprezzati  dalla critica di tutto  il mondo, ottenendo  traduzioni in diverse lingue, oltre a vincere numerosi premi letterari.

On The Brinks,  oltre adessere un racconto mozzafiato,  rivela che lei è anche una persona molto colta. Ogni capitolo contiene citazioni di autori classici quali Virgilio, Platone, Euripide, e naturalmente, Shakespeare, Oscar Wilde, Nietzsche e molti altri. Come ha potuto, un ex ragazzo di strada, raggiungere un tale livello culturale?

Ho avuto la fortuna, da bambino  di avere la biblioteca di quartiere proprio dietro l’angolo .   Dopo la morte di mia madre,  passavo lì le mie giornate per dimenticare il dolore che si respirava in casa. Come molti ragazzi del mio ambiente, non ho ricevuto una grande formazione scolastica ma mi salvavo   sognando a occhi aperti e perdendomi nei libri di avventure. Poi tutto è cambiato quando gli inglesi mi hanno imprigionato. A Long Kesh ho  incontrato   insegnanti e professori che mi hanno aiutato a farmi una cultura. Leggevo tutto quello  trovavo nella biblioteca del carcere, non rendendomi  conto  che ne avrei fatto buon uso, molti anni dopo, come scrittore.

 Lei è anche appassionato di musica . Potrebbe dire come Wim Wenders, che il rock and roll le ha salvato la vita ?

La musica ha certamente giocato un ruolo importante nella mia vita,  in particolare la musica della Motown. Ogni volta che mi sentivo depresso avrei voluto ascoltare senza smettere, Smokey Robison, Marvin Gaye, Gladys Knight,  ma soprattutto Otis Redding. Sì,  posso proprio dire che musica e fumetti  mi hanno salvato la vita!

 Parlare di irishness,  di identità irlandese che senso ha oggi, per lei ?

Il mio essere irlandese significa soprattutto  non “lasciarsi vivere” sotto il dominio inglese . Se questo concetto  significa combattere per riconquistare la libertà, allora così sia. Non potrei mai vivere come uno schiavo. Preferirei morire, piuttosto.

New York è stata la sua città  di adozione ma è anche la città che l’ha  vista all’opera come “cervello”della rapina al Brinks  Armoured Depot.  Che tipo di percorso  esistenziale l’ha  portata a  una scelta del genere?

Nella vita non sempre facciamo la scelta giusta, Io per esempio, ho commesso un sacco di errori ma li ho sempre pagati . Oggi so che non avrei mai dovuto rapinare la Brinks. L’America è sempre stata buona con me e io non avrei mai dovuto ricambiare  la sua gentilezza  con una simile azione . Tuttavia, ancora una volta, l’America si e’ dimostrata generosa  quando il presidente Clinton mi ha concesso la grazia rimandandomi a casa,  a Belfast. Nessun altro paese al mondo lo avrebbe fatto.

 Karl Kane, il detective, protagonista della trilogia, Bloodstorm, The Dark Place e  Dead of Winter, è forse una specie di alter ego?

Magari! Mi piacerebbe davvero. Piuttosto mi sono ispirato a Big Sam, cioe’ mio padre . Era molto generoso, un vero socialista, sempre pronto a difendere  i più deboli.  Uno che  quando si trattava di combattere l’ingiustizia, non si tirava mai indietro.

 Pensa  che il Brexit possa influenzare il Processo di Pace in Irlanda del Nord?

Penso che non abbiamo mai avuto un Peace Process ma piuttosto un British Process . Penso  che  Brexit colpirà i più poveri. I miliardari che hanno creato quella che io considero  una vera e propria follia, non ne saranno minimamente toccati. Come sempre.

Alla fine di On the Brinks, ha scritto “Temo i Greci, anche se portano doni, (Timeo Danaos et dona ferentes. dall’Eneide di Virgilio).  E poi ha concluso “La verità verrà fuori un giorno”. Cosa significa?

I prigionieri politici irlandesi e soprattutto, gli Hunger Strikers sono stati traditi da politicanti senza scrupoli che si definiscono repubblicani. Questo è ciò che intendo quando dico: Timeo Danaos et dona ferentes. Ma lentamente si sta facendo luce su ciò che realmente è accaduto durante gli scioperi della fame nel 1981.   Sono sicuro che un giorno la verità verrà fuori . Nessuno potra’ impedirlo.

bammbino attacca  carrarmato inglese in una strada di Belfast negli anni 70. Foto F.Hoare

bambino attacca carrarmato inglese in una strada di Belfast negli anni 70. Foto F.Hoare

Sorgente: Sam Millar. Vita, romanzi e avventure di un fuorilegge irlandeseWords in Freedom | Magazine di cultura e società

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