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Quindici anni fa la tragedia dell’aeroporto di Linate – corriere.it

corriere.it – Quindici anni fa la tragedia dell’aeroporto di Linate. 118 vittime e un solo superstite nell’impatto fatale tra il volo SAS e un jet privato sulle piste dell’aeroporto milanese –  di Leda Balzarotti e Barbara Miccolu

1.- Linate 8 ottobre 2001

Sono da poco passate le 8 del mattino e nel scalo milanese il volo SK686 della compagnia Scandinavian Airlines diretto a Copenaghen sta iniziando il decollo su una pista avvolta in una nebbia fittissima. A poca distanza è in movimento il jet Cessna Citation, un aereo privato diretto a Parigi con a bordo quattro persone, tra cui l’imprenditore Luca Fossati, presidente dell’industria alimentare Star. Per un errore fatale il piccolo velivolo si dirige verso un raccordo sbagliato ed entra contromano nella pista da cui sta per decollare il Boing scandinavo, tratto in inganno dalla nebbia e da una segnaletica fuori norma.

Foto

L’impatto tra i due velivoli diventa inevitabile ed è violentissimo: spezza in più parti l’aereo privato e interrompe il decollo del Boeing, che perde un motore e la parte destra del carrello, schiantandosi alla velocità di 270 km orari contro un capannone adibito a deposito bagagli, dove poco dopo si scatenerà un terribile incendio (Ap Photo/Luca Bruno)

2. – Un bilancio terribile
Lo scenario apocalittico che si presenta ai soccorritori è quello del peggior incidente nella storia dell’aviazione civile italiana, in cui perdono la vita 118 persone, tra cui i passeggeri dei due aerei e quattro dipendenti della società Sea al lavoro presso il deposito bagagli, mentre un quinto collega, Pasquale Padovano, riuscirà a salvarsi riportando però ferite gravissime.

3. – La dinamica
Quella mattina il volo scandinavo era previsto per le ore 07:35, ma le complesse condizioni meteo provocarono ritardi a catena per tutti i voli, facendo slittare la partenza per Copenaghen a dopo le 8 e avvicinandola pericolosamente a quella del piccolo velivolo privato in partenza dallo scalo Vip.
Complici la scarsa visibilità, la segnaletica sbiadita e comunicazioni sbagliate tra il Cessna e la torre di controllo, i due voli si ritrovarono sulla stessa pista uno contro l’altro, mentre l’aereo Sas era in piena fase di decollo: i quattro passeggeri del jet privato morirono nell’impatto mentre il pilota dell’aereo scandinavo, Joakim Gustafsson, fece un tentativo disperato di alzarsi in volo, riuscendoci solo per pochi secondi, costretto a ripiegare su una manovra estrema di atterraggio, che in seguito sarebbe stata inserita nei manuali tecnici della compagnia scandinava.

Con l’aereo ormai ingovernabile non bastarono gli inversori di spinta e i freni, e la tragica corsa proseguì oltre la pista fino a schiantarsi a velocità fortissima contro il fabbricato del deposito bagagli. Nell’urto e nell’incendio scaturito morirono tutti i passeggeri, insieme a quattro addetti della Sea, imprigionati nelle fiamme (Ap Photo/Luca Bruno)
4. – Una fatale «catena di eventi»

Solo poche settimane prima il mondo era stato sconvolto dagli attentati alle Torri Gemelle e il giorno precedente era iniziato l’attacco americano contro l’Afghanistan: condizioni tali da far ritenere inizialmente che dietro il disastro aereo di Linate vi fosse una matrice terroristica, smentita poi dalle indagini, che ne appurarono la natura incidentale, imputandola a una terribile «catena di eventi».

Un mix fatale di concorse a provocare il disastro, aprendo un velo sull’arretratezza generale dello scalo milanese, non nuovo, peraltro, a questo tipo di pericoli, se solo il giorno prima della tragedia si era evitato per un soffio un incidente con la stessa dinamica (Fotogramma/Gussoni)
5. – Un aeroporto con gravissime carenze
l rapporto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo indicherà come «causa effettiva» dell’incidente l’immissione del Cessna sulla pista del Boing, a cui aggiungere, però, lo stato di generale arretratezza dello scalo milanese e l’inadeguatezza delle procedure di sicurezza. L’errore umano, poi, avrebbe potuto esser evitato se non ci fosse stata una nebbia così fitta, perché i controllori di volo avrebbero potuto vedere il Cessna sulla pista sbagliata e quindi fermarlo, ma soprattutto se fosse stato in funzione il radar di terra – strumento essenziale per i controllori di volo in condizioni di scarsa visibilità – presente nello scalo al momento dei fatti, ma in attesa di attivazione per una questione di permessi.
Tutti elementi cruciali nella dinamica del disastro che porteranno in seguito a una completa revisione dei sistemi di sicurezza e navigazione all’interno dell’aeroporto di Linate

Sorgente: Corriere della Sera

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