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Piccole storie di ordinaria ingiustizia – nigrizia.it

nigrizia.it- Piccole storie di ordinaria ingiustizia – di Elianna Baldi

Ci sono giorni in cui si collezionano storie. E le storie diventano domande.

Vincent, il nostro guardiano di notte qui a Bangui (Centrafrica), è arrivato tutto arrabbiato e preoccupato: la sua prima moglie avrebbe complottato con i giudici del tribunale perché le vengano riconosciuti gli alimenti per un figlio che non è suo. Il cancelliere del tribunale, un giovane un po’ borioso, si presenta da noi ogni mese, a volte addirittura in anticipo sulla data di pagamento dei salari, per ritirare il denaro da rimettere alla donna; non vogliamo che venga lei stessa per evitare problemi con Vincent.

Un giorno, la giovane madre ci chiede di incontrarla. Si presenta con tre bambini, tutti fotocopia del nostro guardiano. Dice che va a ritirare il denaro ogni 2/3 mesi, ma che spesso il cancelliere le dice che non lo ha ancora ricevuto, obbligandola a tornare.

Che cosa farà il guardiano di giustizia con questo denaro non suo? Perché V. nega la paternità ed è così arrabbiato con la madre dei suoi figli?

Emilie è venuta a chiedere una raccomandazione per iscrivere la figlia alla scuola materna nello stesso complesso scolastico cattolico in cui studia il figlio più grande. I posti sono limitati e teme di non riuscirci per via normale. Di fronte al rifiuto, ha chiesto a sua sorella incinta di fingersi la madre. Arrivata qualche giorno prima dell’apertura delle iscrizioni, ha impietosito il portinaio raccontando di venire dalla campagna e di essere troppo provata dalla gravidanza a termine per poter tornare ancora. Davanti alla suora direttrice, ha poi raccontato di avere tre figli da iscrivere, con il marito lontano per lavoro, riuscendo così a far entrare la figlia di Emilie e i gemelli di un’altra coppia amica. Quanti genitori avranno fatto la stessa cosa? Mentire è dunque un male minore e necessario per sopravvivere?

La stessa Emilie ha lavorato un anno intero praticamente gratis in una scuola aperta da un militare, modo comune oggi per un guadagno facile e veloce. I bambini pagavano l’iscrizione, ma il militare proprietario delle scuola intascava tutto ma, dopo i primi tre mesi, non ha più pagato nessuno. Il personale, piuttosto che stare a casa senza far nulla, lavora gratis. Ognuno pensa che domani sarà diverso. Alla mia domanda del perché non hanno mai scioperato, ho avuto come risposta solo due alzate di spalle e un sorriso.

Théophile è un avvocato appassionato di giustizia e verità. Quando era presidente dell’Associazione dei consumatori, denunciava le operazioni dei libanesi, che hanno il monopolio del commercio di generi alimentari, per immettere nel mercato prodotti scaduti o mal conservati, invece di eliminarli. Era minacciato, ma riusciva sempre a far ritirare i prodotti. Animatore di una trasmissione radiofonica, informava la popolazione sul contenuto delle leggi. Una puntata sui diritti dei detenuti, ha provocato una sommossa nella prigione centrale per reclamare il cibo per cui settimanalmente venivano stanziati i fondi, ma che mai arrivava ai prigionieri.

Si è fatto quattro mesi di prigione sotto stretta sorveglianza per minaccia alla sicurezza pubblica. Adesso modera una trasmissione settimanale di lettura dell’attualità in un’altra radio e riceve minacce e telefonate notturne da grandi personalità, persino da responsabili della Minusca (Missione Onu in Centrafrica), semplicemente perché ha il coraggio di dire la verità e svegliare le coscienze. Perché le autorità sono tanto veloci a intervenire contro i difensori della giustizia, mentre i grandi assassini circolano tranquillamente alla luce del sole?

P.S: i nomi citati nella rubrica sono frutto di fantasia per tutelare le persone che vivono a Bangui.

Sorgente: Piccole storie di ordinaria ingiustizia – nigrizia.it

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