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Morto il re della Thailandia, un anno di lutto nazionale

Il sovrano più longevo del mondo si è spento all’età di 88 anni. Era venerato dal suo popolo come un semidio

Bangkok – E’ morto a 88 anni il re thailandese Bhumibol Adulyadej, il monarca da più tempo sul trono. Il decano dei monarchi del mondo, sette decenni sul trono, era considerato dai thailandesi un semidio, l’unico sovrano che la maggioranza del suo popolo ha conosciuto, simbolo dell’unità della Nazione. Negli ultimi mesi era stato colpito da una infezione polmonare e da problemi cardiaci, ma già dal 2009 aveva trascorso gran parte della sua vita in ospedale. Le condizioni di salute sono un tema tabù in un Paese in cui vige la lesa maestà, che blinda la casa reale contro ogni tipo di accuse o commenti. La sua ultima apparizione in pubblico risaliva allo scorso gennaio, quando aveva visitato per alcune ore il Palazzo reale di Chitralada. La Thailandia è governata da una giunta militare dopo il golpe incruento del 2014, che mise fine a settimane di proteste popolari.
DAGLI STUDI IN SVIZZERA ALL’INCONTRO CON LA FUTURA MOGLIE A PARIGI
Il re nacque il 5 dicembre 1927 negli Usa, secondo figlio maschio del principe di Songkla, Mahidol Adulyadej, e della principessa Srinagarindra, Mom Sawal, di sangue plebeo. La famiglia tornò in Thailandia nel 1929 e un anno dopo il padre morì. Dopo un breve periodo trascorso nel collegio cattolico Mater Dei e all’età di 6 anni, andò in Svizzera dove, fatta eccezione per un breve rientro, restò fino alla fine della Seconda guerra mondiale. In quel periodo (1935) Ananda Mahidol, fratello maggiore di Bhumibol, fu dichiarato erede al trono dopo l’abdicazione di suo zio Rama VII. Ma il regno di Ananda fu breve: tornato in Thailandia nel 1945, morì l’anno dopo in circostanze mai chiarite dopo essere apparso nel Palazzo reale ferito da un colpo d’arma da fuoco. Bhumibol fu allora nominato successore e durante la reggenza dello zio Rangsit, principe di Chainat, tornò in Svizzera. Fu in quel periodo che durante un viaggio a Parigi conobbe la futura moglie Sirikit Kitiyara Rajawongse, 15enne lontana cugina e figlia dell’allora ambasciatore thailandese in Francia, che sposò il 28 aprile 1950 in Thailandia. Sette anni dopo Bhumibol fu incoronato.
LA ‘DISCESA’ IN POLITICA
Il giovane re mostrò interesse per i progetti di sviluppo e benessere sociale negli anni ’50 e ’60, quando si successero nel Paese governi militari. Dal 1963, dopo la morte del generale Sarit Thanarat, iniziò a inserire commenti politici nelle sue allocuzioni pubbliche. Nel 1973 fornì la prima prova di autorità e abilità politica opponendosi al massacro di studenti che protestavano contro il governo militare e mettendo fine agli scontri con l’esercito che causarono più di 100 vittime. L’esilio del primo ministro, generale Thanon Kittikachorn, aprì le porte ad un periodo democratico, che tuttavia non durò molto: un golpe ‘protetto’ dal re nel 1976 mise fine all’esperimento, in un momento in cui il comunismo si stabiliva in Vietnam, Cambogia e Laos. Cominciò così un lungo periodo di golpe: 1977, 1980, 1981, 1985 e 1991.
Il 1992 fu segnato da un altro suo storico intervento: seduto sul divano con ai suoi piedi, in ginocchio sul tappeto, il premier Suchinda Kraprayoon e il leader della protesta Chamlong Srimuang, arrestato e liberato su richiesta del sovrano per partecipare al colloquio, Rama IX ordinò al capo del governo e al leader dei manifestanti di interrompere immediatamente le violenze e trovare una soluzione. Bhumibol stabilì che la Costituzione dovesse essere emendata per consentire al primo ministro di essere um membro eletto del Parlamento: era la richiesta dei manifestanti, che portò quindi alle dimissioni di Suchinda (che non era membro del Parlamento) e alla scarcerazione definitiva di Chamlong.
Altro momento topico del suo regno è datato 1997, nel pieno della crisi finanziaria asiatica, quando si pronunciò in pubblico contro l’enesimo golpe militare. Il re celebrò il suo 60esimo anniversario al trono nel 2006, anno del golpe militare che rovesciò il magnate Thaksin Sinawatra.
LA PASSIONE PER IL JAZZ E IL CLARINETTO
Operato due volte nel 1995 per problemi cardiovascolari trascorse gran parte della vita in ospedale tra il 2009 e il 2013. Parlava inglese e francese fluenti, i suoi amori più grandi furono l’ingegneria civile e la musica, il jazz in particolare, che ispirò varie sue melodie eseguite con clarinetto e sassofono. Appassionato di pittura e fotografia, autore di vari libri e traduzioni, tra cui quella della biografia del maresciallo Tito scritta da Phillis Auty e di “A Man called Intrepid”, di Willian Stevenson. “Il Grande”, così come era soprannominato, incarnò i dieci principi morali dei re dell’ideale buddista: carità verso i poveri, moralità, sacrificio degli interessi personali, onestà, cortesia, dominio di se stesso, temperamento tranquillo, non violenza, pazienza e imparzialità, secondo la sua biografia ufficiale “Il re Bhumibol. Forza della Nazione”.

LO SCETTRO PASSA AL PRINCIPE MAHA
Il principe ereditario Maha Vajiralongkorn, 64 anni, succederà sul trono
 della Thailandia, come annunciato il capo della giunta militare thailandese Prayut Chan-O-Cha.  Il generale ha spiegato che “il governo procederà alla successione” in favore del principe. Il generale ha invitato il popolo siamese a un anno di lutto ufficiale per la scomparsa del sovrano. (AGI)

Sorgente: Morto il re della Thailandia, un anno di lutto nazionale

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