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MI SI PERDONI

sorry

 

di giandiego

Mi perdonino i tanti ch’io vedo , pavidi … perbene, impauriti d’un conservatorismo travestito di nuovo, ma ch’è quello di sempre. Lo stesso dei vostri padri che diprezzaste.

Mi perdonino i molti della mia età e della mia generazione che hanno scelto la tranquillità, la norma, che ammantando la propria delusione di sé stessi d’una rassegnazione vergognosa, che hanno dismesso la voglia vera di cambiare, indossando l’abito del progressista di maniera, del “democratico”, disincantato e pragmatico.

Davvero chiedo scusa … vi ho voluto ed ancora vi voglio bene, siete quelli che mi hanno accompagnato per un pezzo di strada davvero importante , i contemporanei, perdonatemi quindi, oggi del pensare a voi come al male del mondo.

Voi perbenisti di ritorno, moralisti per scelta, conservatori per convenienza… sì proprio voi, che il 4 Dicembre vi allineerete al richiamo di quello che oggi, purtroppo per voi, rappresenta il sistema ed il potere. Che voterete Sì turandovi il naso.

Svenduti per un piatto di pasta scondita… che le lenticchie di questi tempi tempi costano.

Disposti a rinnegarsi, a deridere il proprio passato, nel nome d’uno sgabello di seconda fila alla tavolata leterale dei potenti … là nell’angolo dove pasteggiano i maggiordomi, i servitori eleganti.

Perdonatemi, perchè oegni volta che penso a noi … sì anche a voi, in quesgli anni mi viene rabbia e voglia di prendervi a schiaffi.

Nemmeno traditori, siete, solamente asserviti, piegati messi in ginocchio dal sistema e dai suoi specchietti e collanine, piegati dal Wiskhy dell’uomo bianco e dalla sua potente droga mediatica … dall’illusione della continuità generazionale … voi che giuraste ch’avreste resistito, voi che menaste lezioni ad altri delle vostre dotte analisi e che ancor oggi avreste pretesa ad insegnare, con l’arroganza di sempre … pieni di supponenza.

Voi disposti, oggi, anche ad emarginare, ad isolare, a mettere alla gogna chi si ribella e parla troppo… proprio voi, che avete nutrito, allevato e partorito e che oggi segretamente allevate il mostro del qualunquismo-antipolitico che a parole avversate, ma nei fatti accarezzate, basta che non si parli più di socialismo.

Che umiliazione siate proprio voi, dovunque siate, annidati fra le braccia della nuova Democrazia Cristiana rivista e corretta, oppure nei micro-organismi monocellulari che le orbitano attorno difendendole i confini a sinistra travestiti da pseudo-rivoluzionari da operetta … Voi che vi appellate all’anti-fascismo, ma accettate l’idea di uccidere la democrazia per una dubbia governabilità.

Voi che parlate di stabilità, di ripresa, di crescita sapendo di mentire, di raccontare una favola drammatica e del tutto impossibile.

Voi che preferite stare dalla parte di chi seleziona … piuttosto che da quella di chi viene selezionato. Voi che oggi occupate la scuola, le cattedre dell’università … che pomposamente vi atteggiate ad intellettuali del Sistema.

Perdonatemi se io oggi vi disprezzo, proprio perchè vi ho amati così tanto. “Renzi si appella al suo zoccolo duro … gli ultra 55enni” e siamo noi ragazzi siete voi … io non sarò zoccolo duro per il Principe Rottamatore Fiorentino,

Io mi ricordo esattamente cosa dicevo , cosa facevo, non rinnego, non mi pento. Sono orgogliosamente e sempre lì

Sono a tutt’oggi convinto che avessimo ragione, non sono disposto a svendere, non sono disposto a morire … per ora, solo per fare posto a quella cosa mostruosa che voi chiamate nuovo che avanza.

Non sono disposto a dimenticare e nemmeno a volare sopra.

Oggi non parlerò dell’opposizione di comodo che vi siete inventati e che fingete sia il vero nemico, mentre fate in maniera che la casa da cui provenite venga bruciata.

Non parlerò qui del trucco dell’anti-politica e del qualunquismo dei super partes … della teoria che voi avete nutrito ed implementato del “Sono tutti uguali”, che vi fa gioco nella creazione del nuovo sistema medievale.

Oggi mi dedico a voi piddini e reggicoda, a voi fautori del Sì con il “naso turato”.

A voi conservatori vestiti della festa… voi falsi come l’Oro di Bologna. Perdonatemi perchè siete i miei contemporanei, la mia generazione … vi ho dedicato poesie, ma oggi io mi “tiro fuori” oggi ve lo ripeto “Non in mio nome”

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