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Ma la Rai fa parte o no della Pubblica Amministrazione? – Wired

wired.it – Ma la Rai fa parte o no della Pubblica Amministrazione? Una mossa obbligata dell’Istat potrebbe mettere a rischio lo status giuridico dell’azienda di Stato. Riconducendola alla stregua di un ministero a 22 anni dal referendum sulla privatizzazione  –  di Simone Cosimi  Giornalista

La Rai farà la fine di un ministero?

Per molti, specialmente quelli che ne conoscono nel dettaglio dinamiche, lentezze, sacche di inefficienza e burocrazia, oltre all’incessante risiko politico, già lo è da tempo se non da sempre.

Non serviva insomma l’ultimissima mossa dell’Istat che l’ha inserita nel carrello delle “amministrazioni pubbliche” su pressione dell’omologa europea, l’Eurostat, per decretarne quella considerazione collettiva.Eppure non è così, visto che – ancora di più dopo la riforma dello scorso anno, la legge 220/2015 – si tratta di una società a pressoché totale controllo pubblico (il 99,56% delle azioni è del ministero del Tesoro, lo 0,44% della Siae) ma autorizzata a seguire una disciplina privatistica. Il famoso ircocervo della società privata a controllo pubblico.

Su invito dell’Ue, invece, la radiotv pubblica è finita – almeno statisticamente – nel mazzo degli enti che, dalle Asl ai ministeri fino alle scuole, possono produrre deficit e debito sui conti generali dello Stato.

Il timore di molti è che possa essere un primo passo verso il ridimensionamento dell’autonomia, con la conseguente applicazione di tutte le strategie e gli obblighi di contenimento della spesa tipici della Pa.

Si tratta di uno status, quello attuale, che, specialmente dopo i margini di manovra allargati dalla riforma passata lo scorso dicembre, consente all’azienda di viale Mazzini di muoversi con più autonomia nel complicato mercato dei media. Dall’acquisto dei materiali ai contratti, le scelte passano attraverso il consiglio d’amministrazione e seguendo le procedure di fornitura stabilite ma con numerose deroghe al Codice dei contratti pubblici e fuori dalla stretta sorveglianza di enti come la Consip, la società in-house del ministero del Tesoro che sovrintende agli acquisti della pubblica amministrazione.

Rimanere in parte svincolata è insomma fondamentale per consentirle di competere a testa alta nell’arena delle emittenti televisive e soprattutto per farle fare quel salto verso una natura resa necessaria dall’innovazione tecnologica, quella di media company a tutto tondo.

Basti pensare ad esempio all’assunzione di dirigenti non di prima fascia e dei giornalisti, dei contratti fino a 10 milioni di euro in capo all’amministratore delegato (oltre quella soglia deve intervenire il cda), alla riservatezza degli accordi con gli artisti, alle risorse esterne e soprattutto agli appalti, con la possibilità di sollevarsi dal decreto legislativo 163 del 2006, il già citato Codice dei contratti pubblici. Insomma, servirebbe un ulteriore passo della presidenza del Consiglio per tirare fuori la Rai dalle secche prodotte dalla mossa dell’Istat e che rischiano di investire la veste giuridica dell’azienda di Stato.

Al netto degli arzigogoli giuridici, la situazione sarebbe stata in fondo evitabile, per esempio se fosse stato rispettato il referendum del 1995 che aboliva la proprietà pubblica dell’azienda aprendo dunque a una privatizzazione mai arrivata.

Una privatizzazione che si sarebbe dovuta mettere in campo ovviamente in modo ragionato, mantenendo una partecipazione pubblica e stabilendo tutela delle risorse e della mission.

Ora l’Eurostat prevede che, all’interno del computo di crediti e debiti del sistema Paese, vengano inseriti anche i servizi di radiotv pubblica quando sono a controllo statale o quando non riescano a ripagare più della metà dei costi d’esercizio con le attività commerciali.

Viale Mazzini rientra in entrambi i perimetri e dunque il suo upgrade (o downgrade?) a Pa era “statisticamente” doveroso. Certo una decisione che profuma di beffa: dalla privatizzazione a un potenziale ministero, almeno per gli uffici dell’Istat, nel giro di 22 anni.

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Sorgente: Ma la Rai fa parte o no della Pubblica Amministrazione? – Wired

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