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Luoghi di culto, flop del bando Pioggia di denunce per abusi edilizi – Corriere.it

milano.corriere.it/ – Svolta nei rapporti tra Comune ed enti islamici: cinque contenziosi aperti. «Problema politico». «Le associazioni hanno immobili non a norma per cui scattano multe e il divieto di pregare»  – di Gianni Santucci

Via Zambelli è una strada silenziosa e poco trafficata, che per un breve tratto costeggia la ferrovia e sfocia in via Pellegrino Rossi, tra i quartieri di Dergano e Affori. Alla fine di via Zambelli, oltre un anno fa, alcuni operai erano al lavoro all’interno di un vecchio laboratorio. Li aveva incaricati l’associazione «Shah Jalal», che riunisce la comunità bengalese di religione islamica in quei quartieri a Nord di Milano.

I muratori non stavano stravolgendo pianta e caratteristiche di quel laboratorio: avevano chiuso una finestra, dietro la quale stavano realizzando un bagno per i disabili; per il resto, quando è arrivata l’ispezione dei vigili, stavano per concludere la manutenzione straordinaria dell’impianto elettrico, per metterlo a norma.

Se considerati insieme al fatto che durante il sopralluogo vennero «scoperte» alcune persone che pregavano, la costruzione del bagno e la manutenzione dell’impianto sono confluiti in una denuncia per abuso edilizio a carico del presidente dell’associazione: la denuncia ha portato a un’inchiesta, chiusa con la citazione diretta a giudizio dello scorso giugno, dunque un processo, nel quale il Comune si è da poco costituito parte civile.

La vicenda che ha preso origine da quel bagno per disabili potrebbe restare confinata all’ex laboratorio di via Zambelli, se non fosse l’ultima riproposizione di percorsi giudiziari analoghi (penali o amministrativi) che hanno riguardato e riguardano almeno altre quattro «moschee di fatto» in città.

Si tratta degli stabili in via Maderna (zona Mecenate, associazione «Milli Gorus»), via Carissimi (zona Melchiorre Gioia, associazione «Al Nur»), via Cavalcanti (zona stazione Centrale, associazione «Bangladesh cultural & welfare association»), via Sibari (zona Ripamonti, associazione «Bangladesh islamic center»).

La ripetitività di queste vicende apre dunque una questione chiave per la giunta nei prossimi anni: se il rapporto tra i luoghi di culto «spontanei» di religione islamica e il Comune rimbalza con tale costanza nei Tribunali civili o amministrativi, vuol dire che il tema è politico. La giunta Pisapia ha portato avanti per cinque anni un percorso concluso con il bando per l’assegnazione delle aree destinate alla costruzione di moschee «regolari»: alla fine quel bando è stato revocato.

Un nuovo percorso, con pochissime certezze, è stato aperto dalla giunta Sala. Oggi, dunque, lo stato di fatto è questo: nessuna chiarezza sul percorso con le associazioni, restano le denunce e le azioni penali.

Proprio su questo scenario si concentra Davide Piccardo, coordinatore del Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano (Caim): «Il discorso in qualche modo è banale: io associazione ho un immobile, ma l’amministrazione mi nega l’autorizzazione per pregare e non mi offre percorsi certi per “mettermi in regola”, nel frattempo manda di continuo i controlli.

Sono stati rilevati alcuni abusi edilizi e su questo non si può dire nulla, scattano le sanzioni o le denunce. La forma è corretta e non contestabile, ma il problema resta politico e aperto». Il coordinatore del Caim (che non raccoglie tutte le associazioni milanesi) indica due paradossi: «Alcuni immobili delle nostre associazioni hanno standard edilizi superiori rispetto a molti uffici pubblici, non a norma per le prescrizioni attuali».

E soprattutto: «La vecchia giunta ha istituito un albo delle religioni e l’iscrizione a quell’albo era la pre-condizione per dialogare con il Comune; oggi, quando si contestano i cambi di destinazione “abusivi” alle associazioni, l’iscrizione all’albo viene utilizzata come “prova a carico”».

È accaduto, ad esempio, con il laboratorio/moschea di via Carissimi.

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Sorgente: Luoghi di culto, flop del bando Pioggia di denunce per abusi edilizi – Corriere.it

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