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L’inchiesta – Tangenti in Africa in cambio di appalti: due imprenditori genovesi nei guai | Il Secolo XIX

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Genova – Nelle foto in bella vista sul sito Internet, il capo dell’azienda viene affettuosamente chiamato “Papà Bernardini” dai bimbi di Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo dove di tanto in tanto le sue donazioni servivano a rimettere in sesto una scuola . E però in questi giorni la Procura ne tratteggia un ritratto (molto) diverso: dice infatti il pm Francesco Pinto che Franco e Massimo Bernardini, padre e figlio genovesi, vertici della società d’intermediazione Frabemar, hanno pagato tangenti in cambio di appalti a ex ministri e politici assortiti di Congo, Niger e Benin; che hanno mascherato le mazzette con un giro di mediazioni fasulle e che il denaro si è spostato da un conto aperto nel capoluogo ligure verso Montecarlo, Londra e le Isole Mauritius. E che in alcuni casi ancora i Bernardini, specie quando le trattative intercontinentali assumevano connotati da retrobottega, se la sono cavata con un’auto di grossa cilindrata e altre mance.

Verso il processo

L’inchiesta, rivelata nella primavera dell’anno scorso dal Secolo XIX, ha registrato in questi giorni una svolta decisiva. Il pubblico ministero ha infatti inviato ai titolari di Frabemar il cosiddetto «avviso di conclusione delle indagini preliminari», in pratica il preludio della richiesta di rinvio a giudizio. A entrambi viene contestato il reato di corruzione internazionale – è la prima volta in Liguria perlomeno negli ultimi vent’anni – alla luce di quelle che il pm stesso e i finanzieri del nucleo di polizia tributaria definiscono prove «oggettive».

Sorgente: L’inchiesta – Tangenti in Africa in cambio di appalti: due imprenditori genovesi nei guai | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

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