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La Boschi e le adozioni. Oltre le treccine, niente

Famiglie non rimborsate dal 2011, Commissione non convocata da oltre due anni e dati mai stati così negativi. Finito il tempo degli spot, Maria Elena Boschi è chiamata a risolvere la drammatica situazione delle adozioni internazionali.

Sono passati più di due anni dal volo che portò in Italia 31 bambini congolesi adottati da famiglie italiane e bloccati per mesi nel paese africano da problemi burocratici. Del lieto fine di quella vicenda si ricorda soprattutto l’immagine di Maria Elena Boschi intenta a farsi fare una treccia sui capelli da una bambina durante il viaggio di ritorno da Kinshasa. Affidandola al ministro delle Riforme, cioè il membro più mediatico dell’esecutivo ma senza titoli nel campo delle adozioni, Renzi volle attribuire all’operazione una chiara natura propagandistica dal momento che, in rappresentanza del governo, sarebbe stato naturale scegliere Federica Mogherini, a capo del ministero a cui andava il merito di aver risolto l’annosa questione.

A distanza di due anni dal fiabesco sbarco di Ciampino, la Boschi- che in quell’occasione ebbe l’esclusivo merito di farsi fare una treccina e di prendere in braccio un bambino con lo zaino rosa è stata nominata presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali dal Consiglio dei Ministri del 10 Maggio 2016. La scelta di attribuirle la delega sulle adozioni internazionali è stata dettata dalla situazione di stallo in cui si trova da due anni l’istituzione che è chiamata a presiedere. Una situazione nata dal braccio di ferro tra l’ex presidente – ed attuale vicepresidente – Silvia Della Monica ed una  parte degli enti autorizzati e delle associazioni di familiari. Da una parte, l’attuale vicepresidente che denuncia un problema di trasparenza e legalità in molti degli enti autorizzati, dall’altra gli enti che  la accusano di aver attuato “una violenta rivoluzione della norma giuridica“,  trasformando la commissione in un organo “monocratico”.

Il risultato è che la commissione non viene convocata dal 27 giugno 2014: gli ultimi comunicati sul sito internet sono risalenti al 2012 ed il numero delle adozioni è precipitato dalle 4.130 del 2010 alle 2.211 del 2015 (vedi dati). Persino la nomina della Boschi alla presidenza, ufficializzata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso Luglio, non è stata ancora riportata sul sito internet della Cai. Parlando per la prima volta da presidente, la Boschi ci ha tenuto a far capire che la sua nomina si pone nel segno della discontinuità rispetto alla gestione  precedente contrassegnata, secondo il ministro, da “disfunzioni e carenze organizzative “. Una presentazione che stride con la conferma della sua predecessora all’incarico centrale di vicepresidente.  Calandosi nella maschera decisionista tipica del renzismo, il ministro delle Riforme ha annunciato che avrebbe convocato la Commissione a Settembre. Ma, evidentemente, troppo impegnata nel tour elettorale per il “Si” in Sudamerica, ad Ottobre non risulta ancora nessuna convocazione.

La conseguenza più pesante dello stallo della Cai  sono i mancati rimborsi alle famiglie delle spese sostenute per le adozioni. Le ultime famiglie ad esser state rimborsate sono quelle che hanno adottato nel lontano 2011 e nemmeno tutte. La Boschi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, ha assicurato che ci sono 20 milioni di euro destinati ai rimborsi, 12,5 milioni provenienti da fondo apposito previsto nella legge di stabilità e 7,5 milioni “derivanti dai riporti relativi alle annualità precedenti”. Le dichiarazioni del ministro e neopresidente Cai sull’esistenza di questi 7,5 milioni di euro contraddicono, però, quelle fatte a “Repubblica” dalla vicepresidente Della Monica secondo cui le famiglie sarebbero rimaste senza rimborsi a causa delle “gestioni precedenti [che] hanno usato in modo scriteriato i fondi della Commissione”. Dove sta la verità?

Intanto, il caos sui rimborsi e gli eccessivi tempi burocratici hanno avuto un peso rilevante nella spirale negativa imboccata dalle adozioni internazionali in Italia negli ultimi anni. Nel frattempo la Boschi ed il suo governo, anziché lanciare un programma di semplificazione per le pratiche ed assicurare un impegno ad agevolarle in materia fiscale al fine di determinare un’inversione di rotta del trend, rischiano di rendere ancora più problematica la strada delle famiglie adottive con la proposta di agganciare i rimborsi futuri al valore dell’ISEE, che potrebbe costituire un ulteriore disincentivo.

Sorgente: La Boschi e le adozioni. Oltre le treccine, niente

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