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Immunità e baby-senatori L’altra metà della riforma – corriere.it

corriere.it –Immunità e baby-senatori L’altra metà della riforma. Dai limiti di età a chi sarà la seconda carica dello Stato. «Dietro» il testo, domande e risposte  – di Renato Benedetto

1. La riforma: il diciottenne può diventare consigliere-senatore
È nell’assemblea degli anziani, per richiamare l’etimologia di Senato, che potrebbero sedere i parlamentari più giovani. Se oggi per essere eletti a Palazzo Madama serve un’età maggiore rispetto a Montecitorio (40 anni contro 25), con la riforma potrebbe bastare la maggiore età. Nel testo Renzi-Boschi — su cui si voterà il 4 dicembre — insieme all’elezione diretta dei senatori alle Politiche sono stati cancellati anche i limiti anagrafici. Restano solo per la Camera. Così un diciottenne potrebbe diventare consigliere-senatore.
È uno degli aspetti «a margine» della riforma.
Dettagli che restano spesso fuori dal dibattito sui grandi impianti del bicameralismo non più paritario e del federalismo riformato. E, per questo, sono spesso soggetti a dubbi, anche quando si conoscono le basi del testo, dal nuovo Senato all’iter delle leggi. Prima del voto, allora, può essere utile metterne qualcuno sotto la lente: ecco cosa prevede la riforma.
2. La riforma: si dovrà lavorare?
Lo dicono già oggi i regolamenti. Ma, adesso, sarà direttamente la Carta fondamentale a sancirlo: «I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’assemblea ai lavori delle commissioni». Vale per i deputati, a tempo pieno. E per i senatori, che sono anche sindaci o consiglieri regionali. L’assenteismo sarà incostituzionale.
3. La riforma: è prevista l’immunità parlamentare?
Sì, anche per i nuovi senatori: servirà il sì dell’Aula per arresti, perquisizioni e intercettazioni. Non percepiranno, però, compensi aggiuntivi oltre allo stipendio da sindaco o consigliere.
4. La riforma: che fine fanno i senatori a vita?
Quelli attuali resteranno in carica anche dopo la riforma. E continueranno a percepire le indennità. A differenza dei cinque senatori che possono essere nominati dal capo dello Stato, per sette anni, per alti meriti: per loro non è previsto stipendio. In ogni caso, i senatori a vita già nominati (non ex presidenti) e quelli scelti per sette anni dal Colle non possono, nel complesso, essere in numero maggiore di cinque. Gli ex presidenti della Repubblica continueranno e essere automaticamente senatori a vita dopo l’incarico al Quirinale. Anche loro manterranno l’indennità
5. La riforma: chi sarà la seconda carica dello Stato?
Il presidente della Camera e non, come oggi, del Senato: sarà lui a supplire il capo dello Stato in caso di impedimento o dimissioni.
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