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Il Fondo monetario internazionale: crescita italiana nel 2016 allo 0,8%, nel 2017 0,9% – La Stampa

La previsione è un decimale sotto l’obiettivo del governo per il prossimo anno. L’area euro cresce di un decimale sopra le stime di quest’anno mentre peggiora lo scenario dell’economia degli Stati Uniti

alessandro barbera
Inviato a Washington

Gli appassionati di zero virgola sono serviti: l’ultimo rapporto del Fondo monetario sull’economia mondiale stima che l’Italia crescerà dello 0,8 per cento quest’anno, dello 0,9 nel 2017. Siamo un decimale sotto la cifra indicata del governo, ma sopra la media delle previsioni – fra lo 0,6 e lo 0,7 per cento – con cui l’Ufficio parlamentare di bilancio ha bocciato i numeri del governo.

 

«Fare stime non è come scommettere», diceva stamattina in Parlamento Pier Carlo Padoan . Di fronte a scarti così ridotti è difficile dire se il Tesoro abbia davvero gonfiato le stime. Una cosa è certa: il Fondo monetario fa suo il maggior ottimismo del governo, con una postilla. È nell’appendice statistica, pagina 225: «Le stime dello staff sono basate sulla manovra di bilancio per il 2016 e sul Documento di economia e finanza di aprile». Una precisazione che va letta in entrambi i sensi: il Fondo ha costruito le previsioni su dati della scorsa primavera ma non tiene conto dell’effetto positivo della manovra con la quale Renzi spera di spingere all’insù la crescita. Gli economisti del Fondo calcolano per l’anno prossimo il deficit al 2,2 per cento, esattamente a metà fra il 2 promesso all’Europa e il 2,4 che il governo conta di ottenere con le spese per terremoto e immigrazione.

 

È bene in ogni caso allargare lo sguardo: il Fondo monetario conferma che nel 2017 per la gran parte delle econome avanzate non c’è da attendersi balzi maoisti. Restano sostanzialmente invariate le stime per l’economia mondiale (al 3,1 per cento quest’anno, al 3,4 nel 2017) e quelle dei Paesi ricchi (+1,6 quest’anno dall’1,8 di luglio e +1,8 nel 2017). L’area euro cresce di un decimale sopra le stime quest’anno e il prossimo, mentre peggiora – e non poco – lo scenario dell’economia americana: appena +1,6 quest’anno e 2,2 nel 2017, rispettivamente sei e tre decimali sotto i calcoli più recenti. Le note positive sono per le grandi malate degli ultimi due anni, il Brasile e la Russia.

 

«Sono vicine all’uscita dalla recessione», dice il Rapporto. Vladimir Putin può brindare a vodka: dal -3,7 per cento dell’anno scorso l’economia della ex repubblica sovietica chiuderà quest’anno a -0,8 cento e tornerà alla crescita (+1,1 per cento) il prossimo. Il balzo dell’economia carioca sarà ancora più forte: dal -3,3 del 2016 il Fondo prevede +0,5 nel 2017.

 

Al netto dell’enigma cinese (confermati +6,6 nel 2016 e +6,2 nel 2017) le incognite che pesano sui mesi a venire sono due: il «fragile» stato di salute delle banche e la Brexit. O meglio, «il lungo e incerto protrarsi dell’incertezza dei rapporti fra Gran Bretagna e Unione europea». Più dei numeri (+1,8 quest’anno, +1,1 il prossimo) gli esperti del Fondo sono preoccupati di ciò che quel voto significa in prospettiva: non solo «il sintomo del franare del sostegno ai benefici dell’integrazione economica», ma il «catalizzatore» per aspiranti economie autarchiche. I noti corsi e ricorsi della Storia.

 

Sorgente: Il Fondo monetario internazionale: crescita italiana nel 2016 allo 0,8%, nel 2017 0,9% – La Stampa

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