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Il Benignicum, un sistema di assegnazione dei seggi in Parlamento in base a quanti inni alla gloria si innalzano a Renzi. Prc: “Un segno del degrado” – ControLaCrisi.org

controlacrisi – Il Benignicum, un sistema di assegnazione dei seggi in Parlamento in base a quanti inni alla gloria si innalzano a Renzi. Prc: “Un segno del degrado”  – Autore: fabio sebastiani

Dice Benigni che se vincessero i No ‘il morale’ andrebbe ‘a terra’. Peggio della Brexit, dice Benigni, ripetendo frasi affermate poi smentite poi riaffermate da molti esponenti dell’attuale governo. Insomma, dopo Boschi che ha sottolineato le proprietà taumaturgichce del “Sì” ecco l’immancabile giullarata di Benigni.

Non è la prima volta. A questo punto viene da pensare che il legame del comico con Benigni vada ben al di là della semplice amicizia.

E sinceramentenon se ne sentiva il bisogno di questa uscita. Cosa dobbiamo aspettarci in prossimità del quattro dicembre?

Un paese spaccato in due come la mela non può davvero permettersi argomentazioni abborracciate e “televisive”. Questo Beninigni lo sa benissimo, e fa spallucce. Dai Roberto che qualche bell’affaruccio per le tue case di produzione esce fuori. Impegnati però! E mica puoi pensare che basta dire “quattro stronzate in croce” per cavarsela! Almeno non dire falsità!

Se vince il No, non si cambiera’ piu’ la Costituzione? “E perche’ mai?”, risponde Pippo Civati.  “La Costituzione e’ stata cambiata per l’articolo 81 subito dopo la bocciatura del cambiamento proposto da Berlusconi del 2006.

E questa stessa modifica, ampia quasi quanto quella del 2006 (anche quella per il superamento del bicameralismo perfetto), e’ stata portata a conclusione dalle Camere nonostante quel NO.

Cosa vuol dire che se si vota no non si potra’ piu’ cambiare la Costituzione? È un assoluto non senso.

Se vince il no rimangono intatti i procedimenti di revisione, che hanno gia’ consentito di cambiare molte volte articoli o parti della Costituzione.

Peraltro, Benigni sa che se passasse la ‘riforma’ proposta gli improbabili  senatori parteciperebbero a pieno titolo alla revisionecostituzionale?

E che affidare la riforma a un Senato dopolavoristico rischia di renderla piu’ difficile, proprio quella riforma? Il rischio e’ in effetti proprio opposto: sara’ molto difficile cambiare se vince il si’. Quello sarebbe un si’ conservatore. O meglio autoconservatore.

Caro Benigni, ti vogliamo bene, ma non basta il tuo si’ per convincerci.  Soprattutto se le motivazioni attengono il morale, l’asteroide tipo Brexit e la futura revisione costituzionale”.

Per Paolo Ferrero, segretario del Prc, “chi ha declamato la bellezza e la bontà della Costituzione italiana nata dalla Resistenza paragoni il mantenimento della Carta a una catastrofe, dicendo che la vittoria del NO sarebbe peggio della Brexit, è francamente un segno di degrado.

Perchè mai se vincesse il no il morale del Paese dovrebbe crollare? Non rilancerebbe l’impegno per attuare oltre che per mantenere la più bella Costituzione del mondo?

Pensavo che Benigni fosse un intellettuale di sinistra che sapeva recitare e fare il comico, mentre in questa situazione dimostra purtroppo di essere solo un giullare di corte. Peccato!”

Sorgente: Il Benignicum, un sistema di assegnazione dei seggi in Parlamento in base a quanti inni alla gloria si innalzano a Renzi. Prc: “Un segno del degrado” – ControLaCrisi.org

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