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Duello Renzi-Zagrebelsky su referendum. Il costituzionalista: “Svolta oligarchica”. Il premier: “Offensivo verso gli italiani” – Repubblica.it

repubblica.it – Duello Renzi-Zagrebelsky su referendum. Il costituzionalista: “Svolta oligarchica”. Il premier: “Offensivo verso gli italiani”. Scontro in tv a “Sì o no”, condotta da Mentana su La 7

Duello tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il giurista Gustavo Zagrebelsky a “Si o No” su La7 condotto da Enrico Mentana, sul referendum per la riforma costituzionale. Nel confronto in prima serata, dopo il botta e risposta su “gufi” e “parrucconi”, Renzi e Zagrebelsky dibattono sui “rischi padronali”. “Lei ha firmato un appello in cui dice che in questa riforma ci sono dei rischi padronali. Mi dice quale articolo configura questo rischio?”, chiede il premier. “Rischio di concentrazione dei poteri – precisa il costituzionalista – per cui rischiamo di passare dalla democrazia all’oligarchia”.

Referendum, Renzi a Zagrebelsky: “Riforme … – Repubblica Tv

“Il giudizio del professore secondo il quale questa riforma avrebbe in sé un rischio autoritario è offensivo nei confronti degli italiani“, insiste Renzi. “Io la stimo, ho studiato sui suoi libri, mi dica quale articolo configura questo rischio…”.

video. Referendum, Renzi a Zagrebelsky: “Riforme autoritarie? Un’offesa agli italiani”

Gustavo Zagrebelsky punta sulla presunta “svolta autoritaria” determinata dal combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale. “Lei ha firmato un appello in cui si paventa la svolta autoritaria. E’ gravissimo. La svolta autoritaria c’è nei paesi dove arrivano i dittatori, non dove si abolisce il Cnel e si tagliano un po’ di poltrone… E i poteri del premier non si toccano”, chiede conto Renzi al professore schierato col no al referendum.

Per il giurista invece “c’è un rischio di concentrazione al vertice, col rischio di passare dalla democrazia alla oligarchia. E’ vero che non si toccano i poteri del premier, ma la resa delle istituzioni non dipende soltanto dai testi ma da una serie di elementi dentro i quali le istituzioni sono calate. La costituzione di bokassa è molto simile alla costituzione americana, ma la resa è molto diversa… Il contesto in cui si colloca la riforma – prosegue Zagrebelsky – è legato alla legge elettorale. Non sono due cose diverse, sono nate in un unico progetto. Il porcellum ha prodotto questo parlamento che lo ha sostituito con lItalicum, che ha elementi molto simili. Il mantra è: la sera prima si sa chi governerà per 5 anni. Non mi sembra democrazia. Ricorda Rousseau, gli inglesi credono di essere liberi ma lo sono solo quando mettono la scheda nell’urna. Poi sono servi di chi li comanderà. In cinque anni si può rovinare un paese. E’ un potere che rischia di essere illimitato”.

Argomentazione cui Renzi ribatte citando un’intervista dello stesso Zagrebelsky, del 27 agosto 2013, a ‘Repubblica’, in cui “proponeva un premio di maggioranza, col ballottaggio. Ora mi lascia perplesso. Deve fare pace con se stesso. Mi si dica che la riforma non va bene, non che è antidemocratica”. In ogni caso, ha ribadito il premier, “siccome la Costituzione è per il futuro dei miei figli, ho detto che prenderemo un’iniziativa per togliere ogni dubbio: la legge elettorale si può cambiare, ma come si fa ad assimilare l’Italia ad un anti-democrazia…”. Il sistema dei “capilista” bloccati “non piace neanche a me. Ed è una delle cose che vorrei cambiare”, ha sottolineato il premier.

Per Zagrebelsky “la riforma collegata con l’Italicum o con un sistema con premio di maggioranza (che in realtà è un premio di minoranza perché si dà al partito che non riesce ad avere la maggioranza) elimina ogni ostacolo al prepotere di colui che ha vinto le elezioni” e sottolinea: “Con la modifica dell’Italicum, sostituito da una legge proporzionale -cosa che potrebbe andare bene un po’ a tutti – sulla riforma le mie obiezioni è che non funzionerà, creerà ulteriori complicazioni: o il Senato non conterà nulla o creerà molte più difficoltà al governo di quanto non faccia adesso”.

E alle critiche del professore che assimilava la riforma di Renzi a quella di Berlusconi, il presidente del Consiglio ribatte: “La riforma costituzionale di Berlusconi dava al premier il potere di sciogliere le Camere, io al massimo sciolgo i lacci delle scarpe. La riforma di Berlusconi, cui ho votato no come Zagrebelsky, dava al presidente del Consiglio un eccesso di poteri e consentiva un presidente della Repubblica eletto dalla maggioranza. La riforma di oggi non è così”. Per Renzi “abbiamo un sistema arzigogolato”, con questa riforma “il Senato diventa come in Francia e in Germania: sono più bravi di noi ad organizzare il paese”.

Zagrebelsky continua a battere sulla svolta oligarchica. “Il significato di queste riforme è conservativo, servono a blindare un sistema sempre più oligarchico”. I fautori del no pensano che le vere riforme si fanno sul corpo, ovvero sulla classe politica, perché “riformi se stessa”.

Renzi parla anche del tanto discusso ponte sullo Stretto di Messina: “Il tema del Ponte di Messina è talmente tanto competenza statale che si è già deciso di farlo e se si decide di non farlo, bisogna pagare delle penali alle aziende che io non voglio pagare”.

Referendum, duello tv Renzi-Zagrebelsky su “gufi” e “parrucconi

Sorgente: Duello Renzi-Zagrebelsky su referendum. Il costituzionalista: “Svolta oligarchica”. Il premier: “Offensivo verso gli italiani” – Repubblica.it

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