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Cinquantamila in marcia per la pace da tutta Italia per la Perugia-Assisi: «Basta indifferenza» | Umbria24.it

umbria24.it – Cinquantamila in marcia per la pace da tutta Italia per la Perugia-Assisi: «Basta indifferenza»Il corteo lunghissimo ha invaso le strade. Anche studenti di Amatrice e giovani rifugiati. All’avvio il monito forte: «Non siamo per fare una passeggiata ma per denunciare tutte le ingiustizie»

di Ivano Porfiri

La primissima stima degli organizzatori parla di cinquantamila persone, per il Sacro convento nel pomeriggio sarebbero addirittura centomila. I numeri si accavallano nel corso della giornata, fatto sta che una Marcia della pace Perugia-Assisi come quella partita dai giardini del Frontone poco dopo le 9 di stamattina non si vedeva da molti anni. Oltre un’ora per scorrere sotto l’arco di Porta San Pietro e stesso copione per l’arrivo ad Assisi con centinaia di persone che si sono unite durante il tragitto.

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VIDEO: VOCI DAL CORTEO

Popolo di pace Da tutta Italia un popolo colorato si è mosso per dire sì alla pace e basta a chi, di fronte ai problemi, si gira dall’altra parte. Lo striscione di testa recitava proprio: «Vincere l’indifferenza». Un pezzo di cuore qui e un altro dall’altra parte del Mediterraneo. Le foto dei migranti che lo attraversano e di chi sta morendo sotto le bombe di Aleppo, mostrate all’avvio, sono un pugno nello stomaco: «La marcia non è per le anime belle, non è una passeggiata.

È un monito e una riflessione sulle ingiustizie del mondo».

Tra i tanti in marcia, gruppi di rifugiati richiedenti asilo, come quelli ospitati dall’Arci di Perugia, che hanno dato vita all’associazione «Save the youth action group”. Arci presente anche con la presidente nazionale Francesca Chiavacci.

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Tutte le religioni Tante le testimonianze al via. «Chi costruisce la pace – ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – vuole costruire la giustizia, togliere – come dice il Papa – l’iniquità cioè tutte le differenze e questo diventa la spinta verso la pace».

Presente anche la comunità musulmana. «La pace – ha sostenuto l’imam di Perugia, Abdel Qader – è desiderata da tutti, ma noi vogliamo la vera pace che viene da coscienze vere e moralità vera per questo siamo contro tutte le guerre e contro la produzione di armi in tutto il mondo».

Secondo padre Enzo Fortunato, del Sacro convento di Assisi «quella di oggi è una marcia doppiamente francescana per i valori di pace e fraternità. San Francesco è un esempio concreto, ci insegna gesti concreti di pace e non solo slogan, a cominciare dall’aiuto al nostro vicino di pianerottolo».

VIDEO: INTERVISTA CHIAVACCI (ARCI)

Amatrice e femminicidio Alla marcia anche una delegazione di insegnanti e giovani studenti di Amatrice, colpita dal terremoto. «Il nostro cammino è iniziato il 13 settembre, primo giorno di scuola – hanno detto -. Noi camminiamo finché non riavremo la nostra scuola, finché non riavremo la comunità di Amatrice, quindi speriamo che le luci non si spengano su queste nostre città colpite dal terremoto e ce la faremo con l’aiuto di tutta la comunità civile italiana».

Dal palco hanno dato la loro testimonianza contro il femminicidio i parenti di Raffaella Presta, uccisa barbaramente dal marito, nella loro casa di Perugia, il 25 novembre dello scorso anno. «Il nostro – ha ribadito la sorella – è un messaggio non solo per il nostro caso, ma contro tutte le forme di violenza di genere».

TAMIAZZO: PACIFISMO NON È PER ANIME BELLE

Zanotelli e Don Ciotti Tra i big del popolo della Pace, oltre al presidente della Tavola della Pace, Flavio Lotti e ai massimi esponenti della Rete della Pace, immancabili le presenze di Alex Zanotelli e Don Luigi Ciotti di Libera: «Dobbiamo osare di più – ha detto don Ciotti -, avere più coraggio. Se c’è una malattia mortale è la rassegnazione e l’indifferenza».

Marini: «Europa sia all’altezza» La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha ricordato il coraggio di Capitini e gli altri «intellettuali di Perugia» che vollero creare un evento come la marcia della pace. «Oggi – ha poi sostenuto – l’Europa deve essere all’altezza del compito che la storia gli assegna e dei suoi valori costitutivi, di difendere valori profondi quali quelli legati ai diritti civili e a quelli umani, la dignità delle persone.

Oggi l’Europa è chiamata a esercitare fino in fondo i suoi valori costituitivi più profondi nell’accoglienza ai migranti e ai civili che scappano dalla guerra in Siri. Perugia, Assisi e l’Umbria sono al centro di questo processo di integrazione. Questa regione ha dimostrato che si può gestire il fenomeno migratorio rispettando i diritti umani e la dignita’ delle persone, gestendola in un rapporto civile e di solidarietà».

Boldrini «Nei giorni dell’orrore di Aleppo, nei giorni in cui il mondo – Europa compresa – assiste con distratta impotenza alla immane tragedia siriana, la vostra testimonianza di pace assume un valore ancora più grande. È un saluto e insieme un ringraziamento quello che invio ai partecipanti alla Perugia – Assisi». Così la presidente della Camera Laura Boldrini nel messaggio inviato ai partecipanti alla marcia della pace Perugia-Assisi.

In cammino «donne e uomini, giovani e meno giovani, in marcia contro la rassegnazione, il cinismo, l’indifferenza per ricordare alle istituzioni sovranazionali e nazionali, ai governi e ai parlamenti, che non si possono chiudere gli occhi sui troppi conflitti che insanguinano il pianeta e che concorrono a provocare le migrazioni forzate di decine di milioni di persone disperate».

I sindaci di Perugia e Assisi Il primo cittadino di Perugia, Andrea Romizi, ha affermato come «oggi più che mai ognu di noi deve rimettersi in movimento per riaffermare i principi di pace e solidarietà. Perugia è una città accogliente e cerca di dare una mano a chi ne ha bisogno». Anche la sua collega Stefania Proietti ribadisce come «Assisi non può non essere protagonista alla Marcia della Pace. È un onore essere la destinazione, la tappa finale, della Marcia della Pace che quest’anno più che mai si riempie di significato. Il mondo oggi è colpito da una guerra a pezzi: c’è guerra per il dominio dei popoli, c’è guerra per le risorse della natura, c’è guerra fuori e dentro le nostre case.

Occorre reagire a tanta violenza e devastazione, ma soprattutto occorre combattere l’indifferenza, e la Marcia non è una parata ma l’impegno di ciascuno verso nuovi e concreti percorsi di Pace. Assisi non può che esserne protagonista».

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Sorgente: Cinquantamila in marcia per la pace da tutta Italia per la Perugia-Assisi: «Basta indifferenza» | Umbria24.it

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