Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Africa e jihad – nigrizia.it

nigrizia.it – Festival Internazionale di Ferrara – Africa e jihad.  L’estremismo islamico armato si diffonde nel continente trovando terreno fertile in una generazione di giovani senza prospettive di futuro che vivono in paesi in cui mancano servizi, strutture educative e democrazia.

La religione c’entra solo in parte, l’interesse principale è la conquista di nuovi territori in cui instaurare il proprio governo. Se ne è parlato al festival Internazionale di Ferrara.   – di Azzurra Meringolo

Il primo iconoclasta della storia condannato per crimini di guerra la settimana scorsa dalla Corte penale dell’Aia (Cpi) è un jihadista africano, assoldato da quanti hanno trovato nel Sahel Occidentale terreno fertile per reclutare trafficanti.

Il maliano Ahmad al Faqih al Mahdi era infatti una guida turistica, quando è stato assoldato dai jihadisti di Ansar Dine, sigla terroristica affiliata alla più famosa al Qaida nel Magreb islamico.

I suoi nuovi capi gli avevano chiesto di distruggere le moschee e i mausolei di Timbuctu, la città dei 33 santi simbolo di un islam aperto e pluralista, quindi invisa agli estremisti intolleranti che in questi anni stanno proliferando nel continente.

Un universo di diverse sigle sparse per l’Africa e troppo semplicisticamente catalogate da osservatori occidentali attratti dalla semplificazione di brand internazionali del terrore. Anche se hanno spesso una matrice religiosa e si muovono per conquistare territori e instaurare governi su una visione estremista dell’islam, «queste cellule non si possono comprendere fino in fondo se non sono analizzate nel contesto peculiare nel quale nascono ed agiscono.

I brand forti funzionano e tutti hanno quindi interessi a mostrarsi collegati tra di loro, ma ogni gruppo affonda le radici nella sua terra di origine» spiega Emilio Manfredi, giornalista e ricercatore con una lunga esperienza sul campo, che è intervenuto al convegno sull’Africa e il jihadismo che si è svolto al festival di Internazionale, tenutosi a Ferrara lo scorso fine settimana.

Oltre ai gruppi che si riconoscono in al Qaida, come quello a cui ha giurato fedeltà al Mahdi, ci sono quelli ora leali all’autoproclamatosi “stato islamico” e quelli nati dalla dissoluzione di paesi come Libia e Algeria, e da queste terre penetrati nel cuore del continente.

Gruppi più o meno noti per i rapimenti e per le stragi che portano la loro firma (si pensi a Boko Haram) che pur essendo riconosciuti per la violenza distruttrice, riescono a godere di un certo sostegno popolare. «Non sono solo religiose le motivazioni che spingono la gente a tifare per loro. Sono tanti i problemi tutt’ora irrisolti nei paesi dove queste sigle agiscono.

Dalla mancanza di governance e democrazia, al sottosviluppo. I problemi di questi paesi, in mano a leader spesso alleati dell’Occidente, sono così tanti che non è difficile capire perché un giovane trovi attraente il messaggio dei terroristi» puntualizza Confort Ero, direttrice dell’unità africana dell’International Crisis Group.

Anzi, non sono pochi i casi in cui l’arruolamento è motivato proprio da una rivolta generazionale. «In alcune circostanze, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione, l’arruolamento è il tentativo estremo di ribellarsi a governi che non sono riusciti a proporre prospettive di crescita» aggiunge Manfredi.

Considerando che nella regione circa il 60-70% della popolazione ha meno di 20 anni e non vede altro futuro oltre a quello dell’emigrazione, non è complesso capire come sia possibile che i giovani si radicalizzino. In alcuni casi, questo processo è rapidissimo.

Bastano quattro giorni per trasformare un sufi in un terrorista pronto a farsi esplodere in un mercato affollato. E in men che non si dica, il jihad al bordo del deserto diventa un fenomeno urbano che prende di mira resort e centri commerciali, proprio come avviene in Occidente.

Sorgente: Africa e jihad – nigrizia.it

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

.