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Accordi prematrimoniali: esiste una proposta di Legge – L’Indro

lindro.it – Accordi prematrimoniali: esiste una proposta di Legge. L’intervista a Roberto Cataldi, avvocato e direttore de la rivista giuridica ‘Studio Cataldi’

Un anno intenso per il Diritto di Famiglia, ad Aprile è stato approvato il divorzio breve, a maggio le Unioni Civili, e poi sarebbe toccato anche agli Accordi prematrimoniali o ‘prenuptial agreements’ (all’americana).

Parliamo della proposta di legge 2669, depositata alla Camera dei Deputati il 15 ottobre 2014 e firmata dai deputati Alessia Morani del Pd e Luca D’Alessandro di Ala (gli stessi che hanno fatto da relatori per il divorzio breve).

Il testo prevede che i futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio, possono stipulare, di fronte all’avvocato, accordi prematrimoniali volti a disciplinare i rapporti dipendenti dalleventuale separazione o cessazione degli effetti civili del matrimonio. In Italia questi agreements non sono riconosciuti, sono nulli, l’unica possibilità per i novelli sposi è la separazione dei beni, cosa ben diversa.

«Dal punto di vista comparatistico, poi, è sin troppo noto il successo che negli Stati Uniti riscuotono ormai da svariati anni i prenuptial agreements in contemplation of divorce. Al di là dei confini States, analoga evoluzione in senso favorevole alla validità delle intese in discorso s’è manifestata in svariati altri ordinamenti di common law.

Così in Gran Bretagna -ove peraltro già nei primi anni del XIX secolo una celebre monografia dedicata ai rapporti tra coniugi non esitava a dichiarare sustainable e suscettibile di riconoscimento in our court of justice ogni ‘agreement entered into in contemplation of a future separation’- sembrano ormai definitivamente superate le difficoltà emerse nel corso del XX secolo, collegate all’idea che tali contratti, in quanto diretti in qualche modo a favorire il divorzio, fossero ‘agaist public policy and void’» (‘I PATTI PREMATRIMONIALI (PRENUPTIAL AGREEMENTS)’ di Gian Ettore Gassani)

Il fatto è che al momento il Ddl è in stand by, questo vuol dire che è fermo in Commissione Giustizia. Perché? Abbiamo provato a parlare con i due Onorevoli depositari e relatori della legge ma non ci siamo riusciti.
Le risposte ce le ha fornite Roberto Cataldi, avvocato e direttore della rivista telematica ‘Studio Cataldiuno dei principali portali di informazione giuridica in Italia.

In Italia gli accordi prematrimoniali sono illegali. Perchè? 

Al momento in Italia non c’è una disciplina normativa degli accordi prematrimoniali, c’è solo un disegno di legge presentato nel 2014 assegnato alla Camera per l’approvazione. Questo non significa però che questi accordi siano sempre e comunque contra legem. Diciamo che nella maggior parte dei casi sono nulli. La stessa Corte di Cassazione nel 2012 (sentenza n. 23713) ha avuto modo di occuparsi del caso di una coppia che aveva concordato che in caso di fine della loro unione, un immobile della moglie sarebbe stato trasferito al marito.

Gli Ermellini hanno ritenuto valido quell’accordo considerandolo un ‘contratto atipico’ con una ‘condizione sospensiva’ lecita. Attenzione però, bisogna sempre tenere conto della singola fattispecie.
In quella stessa sentenza la Corte ha infatti ricordato che non sempre gli accordi prematrimoniali sono validi. Anzi generalmente sono nulli per illiceità della causa perché si pongono in contrasto con i principi di indisponibilità di alcuni diritti come quello all’assegno divorzile.

La sentenza della Corte del 2012 ribalta dunque la situazione? Almeno nel caso specifico? Non potrebbe essere un buon punto di partenza?

La sentenza al momento risolve poco. Stabilisce solo entro quali limiti c’è la possibilità di stipulare un accordo valido ma l’obiettivo del disegno di legge è ben più ampio. Sta di fatto che senza un intervento normativo, tutto sarebbe rimesso ad interpretazioni giurisprudenziali con evidente discapito per la certezza del diritto. La giurisprudenza può solo trovare soluzioni a singole fattispecie ma entro i limiti consentiti dal diritto vigente.

Con la sentenza del 2012, la Cassazione non ha potuto  rimuovere i limiti all’utilizzo di questi accordi, ed ha infatti chiarito che soltanto un accordo prematrimoniale che non riguarda diritti indisponibili può risultare valido. Oltretutto nella fattispecie il trasferimento del bene al marito era stato previsto a titolo di corrispettivo per le spese che l’uomo aveva affrontato per ristrutturare un altro immobile di proprietà della futura moglie.

Sorgente: Accordi prematrimoniali: esiste una proposta di Legge – L’Indro

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