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A cosa serve il carcere minorile? – Comune-info

Gli istituti di pena per ragazzi nascono per far odiare la società.

Qualche settimana fa, una protesta di alcuni giovani detenuti in un carcere minorile del sud Italia, è stata definita dai media, con molta fantasia, “rivolta”. Per la cronaca la popolazione detenuta è prevalentemente giovane. Ma il nodo che ci rifiutiamo di affrontare, nel clima di indifferenza e repressione sempre più diffuso, resta un altro. Carmelo Musumeci lo spiega così: “Personalmente, ho conosciuto il carcere minorile all’età di quindici anni e adesso che ne ho sessanta quando vedo giovani detenuti in prigione non posso fare a meno di pensare che una società che li punisce con il carcere farà di loro dei criminali ancora più incalliti. Proprio l’altro giorno è rientrato in galera un giovane che era uscito da circa un mese. Appena l’ho visto di nuovo nel cortile a fare avanti e indietro ho pensato che non c’è nulla da fare”

di Carmelo Musumeci*

Con la carcerazione che ho fatto da minorenne e da giovane adulto ho espiato quasi trentacinque anni, su sessantuno anni che ho compiuto quest’anno. Si può dire che sono una creatura del carcere. Forse per questo sono così cattivo.

Qualche settimana fa, dopo la protesta di alcuni giovani detenuti in un carcere minorile del sud Italia (Ansa), chiamata (con molta fantasia) “rivolta”, mi hanno colpito le dichiarazioni di alcuni addetti ai lavori, che non condivido. E, dati alla mano, innanzitutto desidero informare che la popolazione detenuta è prevalentemente giovane. Infatti, secondo i dati riportati nel XII Rapporto Nazionale sulle condizioni di detenzione, fornito dall’Associazione Antigone, aggiornato al 31 marzo 2016, 4.100 detenuti hanno meno di venticinque anni, la maggioranza della popolazione detenuta ha meno di quarantaquattro anni (66,4 per cento) e quasi la metà si colloca nella fascia compresa tra i trenta e i quarantaquattro anni (45,78 per cento). La percentuale si alza ancor di più se si parla di stranieri.

I detenuti presenti negli Istituti Penali per Minorenni, al 28 febbraio 2015, erano 407, dei quali 168 stranieri (41,3 per cento). Di questi giovani, il 43 per cento non aveva ancora ricevuto una sentenza definitiva. Negli ultimi due anni, gli ingressi di questi Istituti sono diminuiti dai 1.252 del 2012 ai 992 del 2014. A parità di reato, i minori immigrati ricevono più frequentemente misure cautelari detentive, restando in carcere per un tempo maggiore rispetto agli italiani e, con meno frequenza, sono destinati a misure  alternative, come il trasferimento in comunità. La maggior parte degli adolescenti entra in carcere per reati contro il patrimonio.

Sorgente: A cosa serve il carcere minorile? – Comune-info

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