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Uffizi: Schmidt, quale addio al celibato? Cena aziendale che pagherà restauri

“La cena di ieri nel cortile dell’Ammannati, avvenuta dopo la chiusura al pubblico, aiuta fortemente il museo: il canone prepagato (70.500 euro, più altri 13.000 euro circa per il personale e le varie occorrenze) sarà utilissimo per restauri e ammodernamenti”. Così Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, interviene sulle polemiche sorte intorno alle notizie di una presunta festa di “addio al celibato” a Palazzo Pitti. Schmidt chiarisce che non si è trattato di un addio al celibato (e quindi non si è verificata “nessuna delle goliardate che vengono di solito in mente quando ci si riferisce a quel tipo di festa, né balli o altro”) bensì di “una cena aziendale, come dichiarato sin dall’inizio da coloro che hanno chiesto lo spazio, ovvero la ditta Palazzi & Gas Srl di Roma”, durante la quale “c’è stato anche un augurio con battimani al presidente della compagnia” che si sposa oggi. “Tutto qui. E del resto il personale delle Gallerie aveva come sempre disposizione di interrompere e far evacuare gli spazi in caso la serata non corrispondesse ai termini previsti negli accordi”, sottolinea il direttore.

Vorrei calmare gli animi e smontare le inutili polemiche che si sono sollevate in questi ultimi due giorni”, dice Schmidt. “Innanzitutto, i fiorentini non devono dubitare della cura e della severità con cui pochi ma efficientissimi funzionari si occupano delle concessioni dei nostri begli spazi monumentali, e anche del fatto che per ognuno di questi eventi vi sono controlli di sicurezza in ogni fase della preparazione. Naturalmente vi è un dibattito sull’opportunità o meno di ammettere questo tipo di feste nei musei, come considerazione generale, d’altra parte se venissero a mancare gli introiti da esse garantiti, dovremmo alzare i prezzi dei biglietti, o rinunciare a restauri, o diminuire gli spazi aperti al pubblico”.

Quanto all’evento di ieri, “l’allestimento nel cortile -prosegue il direttore- è stato seguito passo passo dai tecnici e dagli architetti delle Gallerie degli Uffizi e da quelli dell’istituzione “gemella”, la Soprintendenza ai Monumenti, coinvolta paritariamente in ogni fase. Per le richieste di cambiamenti all’ultimo minuto, abbiamo applicato una maggiorazione del canone originariamente previsto, e rinforzato i controlli sui materiali portati e sulla struttura montata nel cortile – “bella” o “brutta” a seconda dei gusti, su quello si può dibattere: i palloni comparsi solo l’ultimo giorno sono serviti a sospendere da terra un mimo, che non aveva nulla di volgare o di eccessivo, con sottofondo di musica classica. Sorprende lo sdegno per un evento che è stato assolutamente in linea con quelli che si sono svolti questo stesso anno anche negli altri musei fiorentini e statali, come del resto è avvenuto nell’arco degli ultimi decenni”, conclude Schmidt.

Sorgente: Uffizi: Schmidt, quale addio al celibato? Cena aziendale che pagherà restauri

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