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Tsipras a Bratislava: Le regole Tsipras a Bratislava: Le regole fiscali non sono i dieci comandamenti di Mosè – Argyrios Argiris

Tsipras a Bratislava: Le regole fiscali non sono i dieci comandamenti di Mosè
di Argiris Panagopoulos

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Alexis Tsipras ha dichiarato che è “cautamente ottimista che qualcoso possa cambiare” dopo la fine del Consiglio europeo di Bratislava considerando che “dobbiamo riparlare dunque per l’acquis sociale europeo, per allargare la protezione sociale e di smettere di credere che le regole sono i dieci comandamenti di Mosè”, sostenendo che il Patto di Stabilità e di Crescita dovrebbe essere certamente anche per lo sviluppo.
Il primo ministro greco ha sottolineato che l’Europa deve lanciare il messaggio che ha una nuova visione per ispirare ancora una volta i suoi cittadini sostenendo che lui ha capito a Bratislava che la maggior parte dei 27 ormai paesi hanno capito che se non cambiano le condizioni della crisi in cui ci troviamo, questa diventerà esistenziale e che può portare l’UE in una strada senza uscita.
“No, non me ne vado più ottimista, vado via cautamente ottimista che qualcosa può essere cambiato”, ha detto Tsipras osservando che rimangono sul tavolo le differenze in merito alle misure da prendere, considerando che si tratta di un piccolo passo, anche nella direzione dell’agenda sociale che l’UE deve continuare a muoversi.
Egli ha sottolineato che la prospettiva del vertice di Atene e la Dichiarazione di Atene è arrivata molto rapidamente a Bruxelles, riferendosi alle posizioni espresse Mercoledì da Juncker al Parlamento europeo.

Tsipras contro il sonnambulismo sbagliato

“Tsipras chiede un cambio di rotta per l’Europa sociale”, ha sottolineato da Bratislava l’Agenzia di Notizie Austriaca APA, riportando che il primo ministro greco ha detto che “quello che oggi ha bisogno l’Europa è una nuova visione e una agenda specifica per il cambiamento” considerando che “abbiamo bisogno di un’ Europa sociale con crescita, occupazione e prosperità per tutti i suoi cittadini”.
“Tsipras richiede il cambio di rotta per un’Europa sociale” è il titolo del telegramma dell’agenzia di stampa austriaca (APA) del Consiglio europeo informale di Bratislava, che si riferisce alle dichiarazioni del primo ministro greco prima dell’apertura del vertice dei leader 27 paesi – membri dell’UE.
Secondo APA il primo ministro greco, ha osservato che “abbiamo bisogno di un’ Europa in grado di gestire efficacemente e umanamente l’immigrazione. Questo, che l’Europa non può fare, è continuare il sonnambulismo nella direzione sbagliata”.

La dichiarazione intera di Alexis Tsipras
“Penso che oggi è diventato chiaro che la maggior parte dei 27 paesi hanno ormai capito che siamo in una grave crisi e che, se non cambiamo, la crisi diventerà esistenziale e può portare a gravi situazioni di stallo l’Unione Europea.
Credo che sia stata una valutazione congiunta che i cittadini non sono più ispirati dalla visione di integrazione europea. Pertanto, l’Europa deve acquisire una nuova visione per ripresentarsi ai suoi cittadini.
Tuttavia, le differenze rimangono, e le diverse valutazioni sulle misure specifiche da adottare. Inoltre, anche con modo vergognoso, entra sul tavolo l’agenda sociale.
Alle nostre considerazioni comuni abbiamo riportato e salutato con favore l’intervento del presidente Juncker, l’altro ieri nel Parlamento europeo. E penso che è importante, perché questo primo intervento mette la priorità su obiettivi sociali specifici. Parla di disoccupazione, della disuguaglianza. Parla di coesione sociale. Concetti assolutamente dimenticati dalle dichiarazioni congiunte dei vertici dell’UE dei 28 tutti gli anni passati.
In questo senso, credo che si fa un passo, anche se piccolo, non finito, e dobbiamo continuare in questa direzione. Dobbiamo anche renderci conto che le persone non sono ispirate dall’Europa, principalmente a causa del fatto che la loro vita in questi ultimi anni è peggiorata a causa del fatto che le disuguaglianze si stanno ampliando sia all’interno degli Stati membri, ma anche tra i paesi del Nord, del Sud, del Centro, della Periferia e naturalmente per il fatto che, se non sono disoccupati, molti di loro sono certamente precari.
Quindi abbiamo bisogno di parlare di nuovo per l’acquis sociale europeo, per ampliare la protezione sociale e di smettere di credere che le regole sono i “dieci comandamenti di Mosè” scritti sulla pietra. Le regole sono buone, ma ogni regola per funzione dovrebbe avere delle eccezioni. E, naturalmente, il Patto di Stabilità e di Crescita deve essere anche “per lo Sviluppo”, e non solo la disciplina fiscale. E gli strumenti per lo sviluppo devono essere specifici e non allargare le disuguaglianze. Allora, si dovrebbe dare priorità ai paesi colpiti dalla crisi.
E, infine, si dovrebbe affrontare le sfide attuali, come le sfide di sicurezza o la crisi dell’immigrazione – non con la logica che non è nel mio cortile, quindi non è la mia preoccupazione. Se non “abbracciamo di nuovo” il senso della solidarietà e di condivisione delle responsabilità, non possiamo uscire da questa crisi. E non potremo ispirare di nuovo i popoli d’Europa.
In generale poi, penso che oggi sono state aperte questioni cruciali, che dovevano essere aperi tanti anni fa. Leggermente cambiano gli equilibri, con timidi passi si rimmettono sulla scena obiettivi che purtroppo erano dimenticati”.

Le domande dei giornalisti

K. Laskaratos della radiotelevisione pubblica greca ERT: Signor Presidente, la prospettiva mediterranea è entrata nell’agenda europea dopo le mosse che ha fatto?

A. Tsipras: Sì, penso che il punto di vista del vertice di Atene e la nostra Dichiarazione è stata arrivata molto rapidamente da Atene a Bruxelles. Perché penso che il discorso di Juncker ha avuto riferimenti importanti. Ma oggi, non solo dai paesi Mediterranei, ma anche da una serie di altri paesi [sono sentiti questi riferimenti]. Naturalmente, rimangono i diversi punti di vista, con un certo numero di rappresentanti di Stato e di governo che non condividono queste opinioni.
Allora l’ Europa deve cercare di creare consenso. Ma il fatto stesso che questi punti di vista stanno cominciando di farsi sentire, non in modo marginale e come alcune eccezioni isolate, ma si sentono da numerosi paesi e dai principali paesi, credo che è una cosa importante.

N. Lionakis dell’Agenzia di Stampa Greca ANA-MPA): Signor Presidente, va via più ottimista o più pessimista dopo i risultati della riunione di oggi?

A. Tsipras: No, non posso dire che me ne vado pessimista, anzi è stato un paio di mesi fa, quando avevo messo per prima volta la necessità di parlare di un’Europa sociale, e la maggior parte chiedevano che cosa significava questo. Avevano dimenticato il concetto di “agenda sociale”. No, non sto lasciando [Bratislava] più pessimista; la lascio cautamente ottimista sul fatto che qualcosa può essere cambiato.

Sorgente: (48) Tsipras a Bratislava: Le regole fiscali non sono… – Argyrios Argiris Panagopoulos

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