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Strage Viareggio, conto alla rovescia per le richieste dei pm – Repubblica.it

Slitta la conclusione della requisitoria. Il disastro ferroviario del 2009 costò la vita a 32 persone

LUCCA – È ripresa lunedì 19 settembre, la requisitoria dei pubblici ministeri Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino al processo per il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone. La lunga requisitoria, durata già cinque udienze, è proseguita fino a tarda sera. I pm hanno rinviato a domani, martedì, le richieste di condanna o di assoluzione dei 33 imputati, fra cui l’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti. L’udienza, come sempre, è stata seguita dai familiari delle vittime. E su 32 sedie erano appoggiate le magliette con le immagini dei 32 uomini, donne e bambini divorati dalle fiamme.

In avvio di udienza il pm Amodeo ha affrontato la questione della causa della rottura della cisterna che trasportava gpl. La procura di Lucca attribuisce lo squarcio all’impatto con un picchetto di regolazione delle curve, un oggetto sostituibile con tecnologie più moderne e meno pericolose. I consulenti di Ferrovie sostengono invece che lo squarcio fu causato dall’impatto della cisterna con un elemento fisso dello scambio, la piegata a zampa di lepre. E a questa tesi hanno aderito i periti del gip. Il pm Amodeo ha ricordato però che un ente terzo come la Direzione generale delle investigazioni ferroviarie del Ministero delle infrastrutture ha concluso come la procura: ha infatti scritto che l’ipotesi con il più alto grado di probabilità fra gli undici scenari di impatto esaminati è l’ipotesi di urto della cisterna con il picchetto 24. Di conseguenza ha raccomandato a Rfi di rimuovere i picchetti.
Strage di Viareggio, gli striscioni con i volti delle vittime

Nel corso del processo vari testimoni della difesa hanno sostenuto che i picchetti sono “birilli” del tutto inadeguati a squarciare il mantello di acciaio di una cisterna e hanno spiegato che la rimozione generalizzata dei picchetti avrebbe costi rilevanti. “Ecco – ha detto il pm Amodeo – arriviamo al Sancta Sanctorum che ha condotto Rfi a individuare nella zampa di lepre l’elemento che ha squarciato la cisterna”. I picchetti sono ostacoli e sono sostituibili. Ma sostituirli costa. Il pm ha ricordato che il 19 agosto 2009, poche settimane dopo il disastro di Viareggio, l’allora ministro delle infrastrutture Altero Matteoli inviò una nota molto eloquente all’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti. Dopo aver ricordato che lo Stato finanzia ingenti investimenti per tecnologia e sicurezza del trasporto ferroviario e che era stato necessario richiamare più volte Fs al rispetto degli impegni, il ministro avvertiva che ogni atto non coerente alle direttive del Governo si sarebbe configurato come inadempienza contrattuale, specie in materia di sicurezza della rete e dei rotabili. Nonostante ciò – nota il pm Amodeo – nel 2013 Rete ferroviaria italiana ha contestato la raccomandazione di procedere alla rimozione generalizzata dei picchetti. “È stato un atto di ribellione e di inottemperanza del concessionario – ha detto il pm – a fronte della quale il Ministero avrebbe potuto revocare la concessione o avviare una causa civile. Ma ciò non è accaduto”.

Proseguendo nell’analisi delle falle nei sistemi di controllo e di valutazione dei rischi all’interno delle aziende del gruppo Ferrovie, i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino hanno ricordato anche che, se fossero state rispettate le regole sul cabotaggio e sulla ammissione del materiale rotabile (locomotori e carri) impiegato per i trasporti sulla rete nazionale, il semplice controllo dei documenti della cisterna poi deragliata a Viareggio
avrebbe permesso a Trenitalia e a Rfi di accorgersi che in Italia viaggiavano carri di cui nessuno sapeva nulla. Sul ruolo di una semplice barriera antirumore, come quella invano richiesta dagli abitanti di via Ponchielli, nel limitare gli effetti devastanti della dispersione del gpl, i pm hanno ricordato che sul lato di via Burlamacchi, dove c’era un muro, non accadde “niente di paragonabile all’inferno, all’autentico inferno che si scatenò in via Ponchielli”.

Sorgente: Strage Viareggio, conto alla rovescia per le richieste dei pm – Repubblica.it

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