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Siria, polemiche intorno al raid sul convoglio Onu. Gli Usa accusano Mosca – Rai News

Russia e Stati Uniti dovrebbero garantire la tenuta del cessate il fuoco in Siria – ha dichiarato il capo della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini – al fine di rendere possibile la fornitura di aiuti umanitari e la soluzione politica nel paese devastato dalla guerra

Gli Stati Uniti sono giunti alla conclusione preliminare che siano stati aerei russi a colpire il convoglio di aiuti umanitari della Mezzaluna Rossa nell’area di Urum al Kubra in Siria. Lo si apprende da fonti ufficiali dell’intelligence Usa, citate dalla Cnn. L’attacco ha causato circa 20 morti tra volontari e autisti dei 18 camion colpiti. Nuovi combattimenti sul terreno Le forze fedeli al regime di Bashar al-Assad, con l’appoggio dell’aviazione militare russa, hanno respinto un attacco sferrato da Jabhat Fatah al-Sham (Il Fronte per la Conquista del Levante), nuovo nome di Jabhat al-Nusra dopo l’annuncio della sua uscita dalla rete di al-Qaeda, nel quartiere di al-Shokaief, nella zona nord di Aleppo, uccidendo 40 militanti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa russa Sputnik, citando il Centro di coordinamento russo per la riconciliazione delle parti in conflitto. “Il risultato dei pesanti combattimenti è che stamane le forze governative siriane hanno respinto un attacco terrorista nel distretto di al-Shokaief e ne hanno ripreso il controllo della zona meridionale. In precedenza gli uomini di Jabhat Fatah al-Nusra avevano spinto l’esercito fuori dalla zona”, si legge nella nota. “Durante gli scontri l’esercito siriano ha distrutto quattro veicoli militari, sette pick up con armi automatiche e ucciso 40 militanti”, si aggiunge. La notizia dei nuovi scontri arriva all’indomani dell’annuncio della fine della tregua nel Paese ad opera dell’esercito siriano. L’Onu sospende le attività umanitarie in Siria L’Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu ha annunciato la sospensione di tutte le operazioni umanitarie in Siria, dopo l’attacco ad Aleppo contro un convoglio che trasportava aiuti. “Al momento non abbiamo una visione completa di quello che è successo, ma abbiamo preso la decisione di sospendere tutte le operazioni umanitarie dei convogli sul terreno”, ha spiegato un portavoce in una nota. La Russia intanto definisce infondate – tramite il portavoce Dmitri Peskov – le accuse di aver attaccato il convoglio. L’Onu ha confermato che 18 camion sono stati colpiti, ma non è in grado di verificare la notizia della morte di 12 persone, in gran parte autisti, e un membro della mezzaluna siriana, riferita dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. Palazzo di Vetro non si pronuncia sui responsabili dell’attacco, mentre Washington punta il dito contro la Russia e chiede a Mosca di “dimostrare rapidamente e significativamente” di essere ancora impegnata per la tregua. L’attacco è stato un “bombardamento” delle forze russe o del regime siriano e ci sono seri dubbi sulla volontà di Mosca di fare la sua parte affinchè sia rispettato il cessate il fuoco, ha detto un alto funzionario del governo americano dietro garanzia di anonimato. “Abbiamo prove evidenti, non sono nostre ma anche dell’Onu e della Croce Rossa, che si sia trattato di un attacco aereo”, ha spiegato. “Non sappiamo al momento se si sia trattato di un raid russo o siriano, ma in qualunque caso i russi sono responsabili di questo tipo di attacchi”, ha aggiunto la fonte. In un comunicato, un portavoce del Dipartimento di Stato ha assicurato che sia i russi che i siriani erano a conoscenza della destinazione del convoglio. Damasco smentisce Il governo siriano smentisce che la sua aviazione abbia colpito il convoglio umanitario dell’Onu e della Mezzaluna rossa siriana (Sarc) nella regione di Aleppo. Lo si apprende da un comunicato dell’agenzia siriana Sana attribuito a una non meglio precisata “fonte militare” che definisce “non corretta” la notizia diffusa da media arabi e internazionali secondo cui raid aerei russi o governativi siriani hanno preso di mira nella notte un convoglio di automezzi con aiuti dell’Onu e della Sarc a sud-ovest di Aleppo. Anche la Russia ha smentito ogni coinvolgimento. Mogherini: Russia e Stati Uniti dovrebbero garantire la tenuta del cessate il fuoco Russia e Stati Uniti dovrebbero garantire la tenuta del cessate il fuoco in Siria, al fine di rendere possibile la fornitura di aiuti umanitari e la soluzione politica nel paese devastato dalla guerra. Lo ha dichiarato il capo della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. “Prima di tutto, abbiamo assolutamente bisogno che la Federazione russa e gli Stati Uniti d’America garantiscano il cessate il fuoco e poi riusciremo a portare avanti il lavoro umanitario e politico, una priorità per noi e anche una priorità per il popolo siriano”, ha detto Mogherini ai giornalisti. Il 9 settembre, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il Segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry hanno annunciato un nuovo piano di pace per risolvere il conflitto in Siria. Il regime di cessate il fuoco è entrato in vigore il 12 settembre, tuttavia l’esercito siriano ha dichiarato la fine del regime di cessate il fuoco accusando i militanti per le numerose violazioni.

Sorgente: Siria, polemiche intorno al raid sul convoglio Onu. Gli Usa accusano Mosca – Rai News

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