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Renzi-Smuraglia: Cronaca di straordinaria politica – Di Antonella Golinelli

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Cronache di straordinaria politica.

Bologna 15 settembre 2016 Il confronto Renzi-Smuraglia è secondo me l’evento dell’estate. Anzi L’EVENTO. Tutto maiuscolo.

Tenuto a Bologna alla Festa de l’unità ha un significato tutto particolare. Peccato che l’organizzazione non sia più quella di una volta. Ancora non ho capito se chi organizza fisicamente questi eventi, straordinari già di per sé, non ne capisce l’importanza, la portata, l’impatto, che hanno sul popolo di sinistra.

Quelli come me per intenderci. Tutto questo per dire che il luogo non era adeguato, le sedie nemmeno lontanamente sufficienti, la disposizione del palco completamente sbagliata. Già l’ingresso al luogo (una struttura metallica aperta) divisa per “appartenenti PD e altri” fa un po’ ridere. Come se gli iscritti anpi fossero altri… ma vabbè.

I controlli invece ci stavano. Borse aperte ecc. certo è sempre il Presidente del consiglio che parla. Tappi di bottiglia requisiti. Regole da stadio. Ci sta. Peccato che dentro ci fossero 2 punti ristoro che vendevano bottiglie chiuse….. ma va bene anche così. Aperte mica si possono vendere. Andiamo al sodo.

L’introduzione di Gad Lerner è stata ineccepibile. Un professionista. Richiesta di calma e di evitare le mosse da tifoseria. Appello giustissimo quanto inutile. Se dividi per zone i partecipanti va da se che un po’ succede. Il presidente Smuraglia ha dimostrato di essere un politico di spessore, competente, serio, assolutamente refrattario alle provocazioni.

Ha argomentato con puntualità le criticità della riforma della Costituzione e della legge elettorale. Entrando nel merito delle scelte. La frase “il Presidente del consiglio non ci riguarda. Non –non ci interessa- non ci riguarda” è un capolavoro.

Disinnescare in questo modo le ipotetiche conseguenze governative di una vittoria del NO al referendum sgombra il campo da qualsiasi speculazione utilitaristica. Del resto c’è il precedente del 2006. Il Segretario Renzi non era altrettanto sereno. Chiaramente percepibile il nervosismo. Attaccato al cellulare, agitato, con le mani tremolanti. Certo è un confronto difficile.

Ma sei il Segretario del partito e Presidente del consiglio da due anni e mezzo. Un po’ il callo dovresti averlo fatto. Provo a metterla così:

Rispondere ogni volta con una pretesa polemica, parlando per slogan, cercando di vincere buttandola in caciara, ad un certo punto s’è rischiato persino il contraddittorio con la platea, non va benissimo. Soprattutto quando hai davanti una platea che è politicamente e storicamente preparata. Anche i giovani.

Quando hai davanti un popolo, che dovrebbe essere il tuo, che già alle regionali (come ha ricordato Lerner) non è andata a votare dovresti evitare di vantarti delle conquiste. Per quanto possano essere importanti non sono sufficienti. E’ sotto gli occhi di tutti. Qualche dettaglio: i) dalla platea sono partiti fischi e contestazioni varie a più riprese. Prendere la parola per affermare accigliato “non permetto si fischi Smuraglia” con Lerner che dice “nessuno ha fischiato Smuraglia” e il presidente stesso che molto tranquillamente risponde “che facciano pure. Non mi zittisce nessuno” è un mezzuccio che ha del ridicolo.

Lo so che in streaming non si sentivano le contestazioni. Ma ci sono state eccome; ii) definire l’Italicum “una bellissima legge perché fatta sul modello di quella dei Sindaci” è, permettetemi, una boiata. Dal pubblico si è sentito “è una porcata”. È partito un applauso. Era una pubblico interattivo; iii) attaccare D’alema e il suo comitato è un errore tattico.

È vero che D’alema non piace a tutti. È anche vero che il suo spessore, la capacità politica e tutto il resto non è nemmeno paragonabile alla sua. Sono convinta che prima del referendum ci sarà il confronto. Temo sia inevitabile (vi immaginate gli ascolti televisivi?).

Credo sarà un momento difficile, diciamo; iv) rifarsi alla tradizione comunista a Bologna, alla festa, avrebbe un senso se la discendenza fosse lineare. Il Segretario dimentica di essere alla guida del PD che ha ascendenze anche altre. Pare abbia rinnegato le sue personali ascendenze.

Non si è ricordato di tutto il percorso dell’ulivo e di tutta quella parte della DC che ha aderito al progetto. Misteri; v) l’atteggiamento grillino scopiazzato fa tenerezza. Non si possono usare caricature di questo genere. Non servono a nessuno; vi) l’affermazione “la battaglia di Marzabotto” non la metto da nessuna parte.

Da uno che è stato Sindaco di Firenze e Presidente della Provincia non lo accetto. Davanti alla platea piena di iscritti ANPI? vii) La frase finale “meno politici più politica” è semplicemente agghiacciante.

È proprio la gente che non vuole fra i piedi. Considerazioni finali, poi la smetto. Si son viste solo le bandiere PD schierate a favore di inquadratura. C’è un motivo. Solo loro potevano entrare con le aste. L’ANPI no. Solo una bandiera s’è vista sventolare infilata in un manico di scopa. Dove l’avrà trovato non lo so. Sospetto però connivenze col nemico

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