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LETTERA APERTA AI COMPAGNI SOCIALISTI DELL’AREA

pennarossa

di giandiego

È una lettera difficile, questa che mi appresto a scrivere, difficile perchè è storia vecchia di cui s’è parlato sin troppe volte, ed il rischio concreto è la retorica … il già detto. Il trito che si ritrita.

Eppure mi sento il dovere di scriverla … l’ho già fatto a suo tempo, appellandomi alla sinistra che non c’era e da lì in poi ho accompagnato l’arcipelago rosso nelle sue numerose convulsioni.

L’ho fatto persino nelle mie escursioni alla ricerca perenne d’un luogo dal quale poter contribuire fattivamente al cambiamento che stiamo , tutti, auspicando. Sempre però da socialista rivoluzionario, radicale e libertario.

Oggi lo faccio da un piccolo partito socialista Convergenza Socialista, piccolo ma verace e con un grande futuro, che spero crescerà perchè lo meriterebbe e perchè, per come lo vedo io, rischierebbe persino di non infettarsi con la vicinanza al potere, ma non è di questo che vi voglio parlare in questa mia, anche se è importante dire da dove vi scrivo … anche perchè è anche questa picolla appartenenza che mi porta a farlo.

Cara Area Socialista,

Anche tu, come l’arcipelago rosso, sei dispersa, frammentata … anche da te sin troppi si svegliano una mattina decidendo di avventurarsi al tuo recupero … anche dalle tue parti ogni gruppo di lavoro pensa di avere la “verità rivelata” e si arrocca nel suo piccolo castello di cristallo definendosi l’unico portatore sano di socialismo verace.

Eppure, così come invitai allora l’arcipelago a costruire ponti ed a scavare canoe, oggi chiedo a te, alle donne ed agli uomini che ti compongono, di ricordarti chi sei.

T’hanno portato in giro un poco dovunque, da destra a manca, distribuendoti al centro. Io mi ricordo di te, però, attaccata al tuo straccio rosso, vagare per i campi e nelle fabbriche del primo novecento, impegnandoti nelle scuole domenicali, nelle cooperative, nelle associazioni di mutuo soccorso, inventarti il Sindacato, l’organizzazione dei lavoratori … mi ricordo dov’eri quando sei nata e perchè nascesti proprio da lì. Sai il luogo di nascita è importante, fondamentale, ti caratterizza … ti segna.

Io credo però che quello sia il tuo posto … non ostante le tentazioni che tante volte ti hanno attraversata e che soprattutto hanno attrversato ed attraversano coloro che si definirono e si definiscono i tuoi leader. … Io credo, però che tu appartenga a quell’origine e che lì tu debba tornare, perchè senza il rispetto di quell’origine, semplicemente non saresti più tu, ma diverresti altro.

Purtroppo ne vediamo sin troppo di quest’altro che richiamando il tuo nome fa interessi ed opera laddove non è il suo posto, rappresentando in nome di strane idee di “governabilità” parti sociali che non sono mai state nel tuo “glorioso” bagaglio. Essere pronti a guidare il paese non significa divenire parte del Potere che lo ha retto sin qui … significa cambiarlo questo paese è questa la tua vocazione.

Oh certo questa è una mia convinzione ed il mondo si è globalizzato, modificandosi, ma credo che anche tu abbia in te l’embrione per essere globale se nza diveniore diverso da quello che, umilmente e forse ingenuamente ho descitto sin qui.

Vedi io sono dove sono dopo un lungo travaglio e credo in quel che faccio, ma non posso esimermi da un appello.

L’Area Socialista ha un vantaggio, grandissimo rispetto agli arcipelaghi di vario tipo che, fra l’altro dovrebbero essere contenuti in lei è avvezza al federalismo … l’ha inventato, sa perfettamente cosa sia. Non dovrebbe mai dimenticarlo.

Oggi io vedo mille fiori nascere e mille scuole crescere … ma “il socialismo” è uno ed è un pensiero comune, condiviso … e condivisibile.

Ognuno è convito, io credo, di agire per il meglio, negli interessi della classe (fa sorridere dirlo nel 2016, ma ha molto senso), ognuno deve essere libero di crederlo.

Non appartiene a noi il mito del “centralismo democratico”, non appartiene a noi la “cosa partito” immanente e omnicomprensiva, non appartiene a noi il Bipolarismo forzato che tutto ammorba. omogenizza e colora di un grigio plumbeo ed uniforme.

Non appartiene a noi il mito dell’egemonia e della segreteria plenipotenziaria. Non appartiene a noi la leggenda del Leader carismatico e quasi onnipotente … non abbiamo Grandi Padri della Patria nel nostro bagaglio a mano.

Sicuramente non appartiene a noi questo sistema … questo coacervo di alleanze forzate ed omicide … questa barzelletta della vocazione maggioritaria. La nostra vocazione è rappresentativa e diffusa e partecipata se qualcuno potrà mai praticare l’orizzontalità e la circolarità saremo noi. L’invenzione del socialismo partecipato alla sudamericana quella sì che ci appartiene.

Così come il federalismo non dimentichiamolo, davvero, non vorrei offendere, non vorrei ledere, non vorrei mancare di rispetto … ma non possiamo andare avanti così alla spicciolata e non mi va di pensare che il più forte ed il più degno sopravviverà mangiandosi il resto … non mi appartiene questa logica e non mi interessa. Così come non mi affascinano i gruppi di tifosi o coloro che sono convinti di “possedere la verità” … Mi spaventano i Savanarola e gli Stalin... se devo scegliere sto con Giordano Bruno, con il Che, con Allende e Pertini, con Josè Mujica e con il moovement hippy, con il socialismo libertario

Non dimentichiamolo, quindi, che noi sappiamo lavorare insieme, federarci, questo io chiedo ai compagni che ti compongono.

Lo faccio umilmente, dalla mia posizione e da dentro il mio piccolo partito, convinto che solo con un reale spirito unitario e ponendo la necessità assoluta dell’Area al primo posto, abbia qualche senso andare avanti.

Noi non lo abbiamo il difetto di di non sapere ascoltare , il pluralismo non ci spaventa, la ricchezza di posizioni è parte del nostro DNA.

Non dimentichiamolo mai e non dimentichiamo che frammentati non siamo nulla … o molto poco. Non so, non ho chiesto al mio partito prima di scrivere questa lettera che mi viene da dentro e dalla pancia, la invierò anche a loro, e se è quel che credo ed io credo che sia così la accetterà con gioia e partecipazione.

Compagni csocialisti io non vi chiedo di non lavorare con i vostri gruppi di lavoro, nemmeno se vi piace chiamarli partiti … Noi, per esempio abbiamo scelto, e non a caso, di dimorare nella “Sinistra Europea” piuttosto che nel PSE, abbiamo deciso per il NO al referendum istituzionale e questi potrebbero essere i primi mattocini di una discussione salvifica e di un nuovo racconto che ci riporti ad essere quello che siamo, in fondo

#perche socialismo è una splendida idea#

#perchè socialismo è una bella parola#

Un abbraccio solidale socialista e circolare

Marigo Giandiego

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