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IL RITORNO DEI NAZIONALISMI

 A cura di Elio Notarbartolo

Il “continente vecchio” è veramente vecchio e non se ne accorge.

È vecchio per età media, dei suoi cittadini, è vecchio per il basso tasso di natalità che lo caratterizza, è vecchio perchè ha perso la capacità critica di capire di star assistendo al proprio omicidio democratico.

È vecchio soprattutto perchè sis ta facendo sovrastare dalla paura del “diverso”.

Si è affezionato al concetto, non rivistato criticamente, di “identità nazionale”e sta per essere sommerso da una pioggia di nuove identificazioni nazionali, risibilissime solo se si capisce l’insufficienza di questo concetto che sembrava gli Europei volessero superare abolendo i confini nazionali e riconoscendo dignità a tutti i linguaggi del loro territorio.

La Padania, la Catalogna, la Scozia, la Sardegna con i loro capi, molto poco dotati dal punto di vista dell’intelligenza e della cultura, stanno aprendo varchi nella insoddisfacente conduzione del concetto di Europa da parte principalmente di due Stati, la Germania e la Francia, che con i loro individualismi sono stati capaci in passato di devastare l’Europa e il mondo intero!

Ma qual è l’identità, per esempio, degli Italiani? La lingua? Non è vero! La cultura? Non è vero!

La storia? Non è vero! L’accordo che hanno trovato, volentieri o loro malgrado,  tanti uomini di governo: questo è vero, questa è l’Italia.

Che essa sia nata dritta o storta, le forze sociali stanno tentando di aggiustarla, contrastate e contrastando i gruppi di potere coalizzati dietro questo o quell’uomo politico assolutamente qualunquista, che si dichiari di Destra o di Sinistra. Sono questi gruppi che cercano di fare passare nella cultura popolare che si nutre solo di oroscopi, fobie, santi chef anno miracoli da baraccone, queste diversità non come valori ma come minacce all’identità nazionale, fomentando xenophobia e razzisma. La paura del “diverso”e dell’ “estraneo”sta gonfiando la Destra di tutta Europa senza che, finora, ci sia stata una risposta e una interpretazione razionale a tutto ciò che sta avvenendo.

Francia e Germania non sono in grado di trovare queste risposte, essendo la loro cultura fortemente intrisa del concetto (falso) d’identità nazionale.

Le “originalità”culturale di tutti i Paesi Europei son oil prodotto di infiniti contatti con culture estranee che sono avvenute nel corso dei secoli e che ancora oggi, anzi, proprio oggi che la tecnologia ha potenziato gli strumenti di comunicazione e di scambi commerciali, non si possono fermare. La Storia ha già superato il concetto di identità nazionale, e da tempo.

Certamente non per l’approdo contemporaneo sulle coste meridionali dell’Europa di tanti migranti Salvini e tanti suoi simili pare stiano già ridicolizzando questo concetto. Forse sentono che il malessere dovuto all’insufficiente conduzione politica dell’Europa possa dar significati a quelle mini nazioni che non hanno invece alcun senso.

E allora? E allora diamo in pasto all’ironia e alla satira questi Stati dell’isteria e dell’incultura, diamo una sferzata a queste guide inadeguate dell’Europa (come il premier Renzi ha fatto coraggiosamente ma inadeguatamente perchè anche lui inadeguato) e pensiamo ad una nuova democrazia capace di unificare chi vuol vivere su uno stesso suolo con un più largo concetto di Libertà capace di verificare e rafforzare la scelta di volersi riconoscere multiculturalmente in una società in grado di non negare le differenze, fatta di cittadini che sappiano trarre vantaggio vicendevolmente proprio da quelle differenze.

Sorgente: IL RITORNO DEI NAZIONALISMI | Il Confronto

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