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 Grillo a Palermo: « Il capo sono di nuovo io». Sul palco Di Battista e Di Maio e debutta Casaleggio jr

Il leader nel capoluogo siciliano, per Italia 5 Stelle: «Il passo di lato? Non posso più. Voglio stare con il Movimento fino alle elezioni e vincerle». Il ricordo di Casaleggio

«Ebbene sì, sono rientrato. Avevo fatto un piccolo passo indietro ma sì, sono rientrato»: Beppe Grillo l’ha gridato alla platea della festa nazionale dei Cinque Stelle, archiviando il suo “passo di lato”. Chiudendo il suo intervento introduttivo dal palco centrale ha urlato: «Gianroberto Casaleggio ci manca ma io sono rientrato».

Grillo chiude il raduno

È tornato sul tema del suo ritorno in chiusura di giornata, Grillo, quando ha salutato la folla con il suo intervento conclusivo: «Vi ricordate quando ho fatto un passo di lato? Io non ci ho mai proprio veramente creduto. Ho cercato di dividere il politico dal comico perché voi, la stampa, volevate quella cosa lì», ha aggiunto. Parlando di Renzi lo ha definito: «Questo menomato morale che abbiamo al governo». Ha intonato un blues prima di parlare, poi ha ripercorso, ma in tono più giocoso tutti i temi già affrontati durante la giornata, ricordando spesso Gianroberto Casaleggio che prima sentiva 4-5 volte al giorno, «lo facevo ridere» racconta «e ora lo sento tutti i giorni con sedute spiritiche». «Volevo fare un passo di lato ma la scomparsa di Gianroberto mi pone di nuovo qua. E ho di nuovo entusiasmo. Mi sto allenando per fare a nuoto da Malta a Palermo», ha concluso Beppe Grillo la prima giornata di “Italia 5 stelle” a Palermo.

Gli interventi finali dei leader

La chiusura della manifestazione nazionale a Palermo è stata affidata in ordine ad Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Davide Casaleggio prima del comico genovese. «Noi possiamo anche sbagliare – non siamo perfetti, siamo umani – ma non mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini. Avremo un unico lobbista: il popolo italiano», ha detto Di Battista dal palco e ha ricordato che per il M5S «Renzi è il berlusconismo 2.0». Di Maio ha invece lanciato «un’agenda per il futuro del Pese che vogliamo a medio e lungo termine. E lo faremo con la partecipazione» indicando un periodo di 15 anni per gli obiettivi. «A Renzi diciamo di non perdere tempo a cambiare le leggi elettorali: il problema sei tu. Sei tu che devi cambiare, gli italiani non si fidano di più di te», ha aggiunto. Ai siciliani Di Maio ha promesso: «Spero di trovarvi qui tra poco più di un anno per festeggiare» la vittoria alle regionali in Sicilia «e poi tutti insieme in marcia verso la sfida del 2018 non solo per vincere le elezioni nazionali ma per cambiare il paese». Sul palco prima di Grillo anche Davide Casaleggio che ha subito esordito: «Non sono qua a sostituire mio padre, sono qua a ricordarlo, ricordare il suo sogno, portare avanti il suo progetto».

«Una sana sobrietà»

Grillo era partito in mattinata facendo anche alcune raccomandazioni agli attivisti: «Adesso noi siamo stati topi da laboratorio, e voglio che ripensiate a come ci sentivamo dentro con il primo vaffa…, con la prima raccolta firme. Era un spirito straordinario, e quelli che arrivano adesso non lo possono sapere. E noi dobbiamo ripristinare quel sentimento lì». Con la voce roca ha poi aggiunto: «Alla fine parleremo di programma, di megawatt, di economia di efficienza, di sobrietà, dobbiamo tornare a una sana sobrietà».

Da Ballarò: «La gente ci sprona ad andare avanti»

«Siamo in una fase meravigliosa. Adesso uscirà un regolamento che sarà votato prossima settimana e in tv parlerà chiunque parlerà di un argomento del nostro programma»: così Grillo a Palermo. Il leader del Movimento ha anche commentato: «Ora che possiamo dare una botta stanno facendo qualsiasi cosa per bloccare il sistema di elezioni, la legge elettorale. Modifiche ad hoc per non farci vincere…». Beppe Grillo ha parlato quindi delle modifiche all’Italicum tra le bancarelle di Ballarò. Il leader del M5S, nel popolare mercato del centro storico, si è fermato a parlare e a scattare foto con i commercianti e i cittadini: «Pensavo che la gente ci urlasse contro qui — ha detto —. Sono sorpreso. Invece la gente ci sprona ad andare avanti. Passato lo spavento iniziale adesso ho capito. Venisse qui Renzi a fare due passi…».

La leadership

All’ipotesi di farsi da parte per lasciare il campo a un altro leader, Grillo ha risposto di no: «Io farò il capo politico, prenderò delle decisioni, perché alla fine qualcuno deve prendere delle decisioni, prima le prendeva Casaleggio e le prendevamo insieme, era diverso. Adesso sono da solo. Ci sono a tempo pieno, non farò nessun passo di lato. Voglio stare con il Movimento fino alle elezioni e vincerle. Vogliamo dimostrare che possiamo governare Torino, Roma, Palermo, Genova, Livorno anche con gli sbagli che abbiamo fatto. Questa storia ci serve e ci dà degli anticorpi». Poi, sulle tensioni degli ultimi mesi nel direttorio: «È chiaro che la politica logora dopo un po’. I miei forse sono un po’ stanchi ma non sono affascinati dal potere. Il direttorio è una parola che avete inventato voi. Sono cinque persone che io e Gianroberto abbiamo scelto perché il Movimento sta diventando enorme. Abbiamo cominciato in due senza soldi, abbiamo iniziato così dodici anni fa».

Il ricordo di Gianroberto Casaleggio

Grillo ha ricordato anche la figura di Gianroberto Casaleggio, scomparso il 12 aprile 2016: «Il fatto che non ci sia più è un vuoto. Per me era una sicurezza, un conforto. A volte ci sono stati dei contrasti ma siamo stati insieme dieci anni. Mi rimane un vuoto enorme».

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Palermo a Cinque Stelle con il ritorno di Grillo
Il direttorio e la stampa

Ai cronisti che chiedevano a Grillo se ci sono gelosie nel direttorio del Movimento 5 Stelle nei confronti di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, anche perché vanno più spesso degli altri in televisione, il comico genovese ha replicato: «Gelosie? Sì, forse ci saranno pure, è normale. Ma del resto la tv è immagine e c’è chi è più bravo e chi invece è troppo alto per andare…». Non è mancato, poi, il consueto attacco alla stampa: «Voi non siete giornalisti, siete feticisti. Siamo noi che andiamo nei talk show e vi tiriamo su gli ascolti e siamo noi che vi guardiamo da casa guardando le cose che facciamo noi. Giriamo su noi stessi. Questo circolo sarà spezzato questa sera. Vi rendete conto che noi con tutto il battage che fate, contrario, perdiamo due o tre punti? Sarei molto preoccupato se calassimo del 100 per cento. Ma se non succede così vuol dire che anche gli stupidi non vi seguono più. Il dubbio che il M5S esplodesse mi è venuto e, per carità, forse ce la siamo cercata un po’, ma nonostante la campagna che ci avete fatto contro abbiamo perso solo lo zero virgola».

Il rilancio del Movimento

Arrivando poi alla kermesse, Grillo ha parlato della sua speranza di rilancio del Movimento: «Ricompatteremo tutto. Siamo di fronte alla seconda ondata di questo esperimento che parte oggi. Siamo stati i topi di esperimento della prima fase, siamo entrati nel labirinto, abbiamo trovato il formaggio, lo abbiamo solo assaggiato, adesso abbiamo davanti questa nuova fase. C’è stato un entusiasmo, una esplosione di emozioni — ha proseguito — che i giovani che entrano adesso non conoscono. Bisogna ricreare quella emozione lì. È il nostro momento. Stanno cambiando le leggi regionali, la Costituzione, proprio perché esistiamo noi». Ai suoi l’invito: «Dobbiamo riunire le forze, dall’ultimo attivista siciliano al primo attivista di Bolzano, al primo parlamentare europeo. Dobbiamo ricompattarci assolutamente, parlare di una nuova economia, di una nuova società. Facciamo presto. Facciamo presto, facciamo presto!».

Le Olimpiadi e la giunta Raggi

Sulle Olimpiadi, ha voluto chiarire Grillo, «ha deciso Virginia Raggi. Mettevi bene in testa questo: abbiamo avuto un po’ di impreparazione, è una città complicata. Torino va benissimo ma fa 900mila abitanti. Un po’ di assestamento ci vuole, adesso ci stiamo assestando, si stanno assestando ma le decisioni le prende la signora. Lei è in grado di prendere qualsiasi decisione».

Sorgente: Corriere della Sera

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