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Gideon Levy :non ci sarà pace fino a quando Israele non si assumerà la responsabilità della Nakba

Sintesi personale

Il governo di Israele conferma ancora una volta: crimini di guerra sono stati commessi nel 1947-1948; ci sono stati atti di macellazione, c’è stata l’espulsione dei palestinesi.   Il governo è in procinto di estendere la riservatezza ai file dell’Archivio delle Forze di Difesa di Israele per quanto concerne il problema dei rifugiati palestinesi. Sessantotto anni sono passati e Israele sta ancora nascondendo la verità. Ci  potrebbe essere una prova più chiara che ha qualcosa da nascondere? Un alto funzionario ha spiegato a Barak Ravid che solo quando ci sarà  la pace, sarà tolto il sigillo a questo materiale.

La pace non sta per arrivare e così  gli israeliani non possono conoscere  e capire come tutto è cominciato.

 La pace non sta per arrivare, così, Israele non si assume la responsabilità, non si scusa e non risarcisce. Non c’è pace senza questo. Forse la verità porterebbe alla riconciliazione come in Africa meridionale o al risarcimento come in Germania. Questo potrebbe configurarsi nel permettere il parziale ritorno del popolo palestinese e nel concedere una parziale compensazione per le proprietà rubate dal 1948 a oggi.

La pace non è ostacolata perché i palestinesi insistono sul diritto al ritorno. La pace è impedita perché Israele non è disposto a interiorizzare il punto di partenza storico: un popolo senza un paese è venuto in un paese con un popolo e la gente ha sperimentato una terribile tragedia che continua ancora  oggi.

La gente non dimentica. Israele disprezza i negazionisti.  In Israele la gente è arrabbiata con la Polonia che ha vietato di menzionare, tramite legge, la sua responsabilità nella shoah. L’Austria, che non ha mai affrontato correttamente il suo passato, è meritevole di condanna.

Il mondo ebraico chiede un risarcimento per le  proprietà che è stato  costretto a lasciare nell’Europa orientale e nei paesi arabi. Gli ebrei sono autorizzati a tornare nelle proprietà ebraiche in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Leggi diverse e con doppio standard sono applicate a noi, popolo eletto – Quello che è nascosto negli archivi, è testimoniato nei campi profughi e nei villaggi in rovina, ma  è lontano da noi.

 E’ possibile in anticipo conoscere quanto si dirà: non c’è paragone con l’Olocausto, ma ci sono disastri nazionali che non sono un olocausto e tuttavia sono disastri. Un terribile disastro è accaduto al popolo palestinese e Israele nega il disastro e la sua responsabilità. Non è stato come  la Shoah, ma è stato un disastro terribile. La negazione della Nakba batte la negazione dell’Olocausto.

Ciò che è successo al popolo palestinese nel 1948 ed è continuato dopo la costituzione dello Stato, non può essere represso  per sempre. Se Israele ritiene di essere nel  giusto e nella legalità, apra gli archivi e lo dimostri.

Basta guardare la fotografia che accompagna il report di Haaretz per confutare la propaganda sionista: due arabi a Haifa nel maggio del 1948 spingono un carrello carico di oggetti appartenenti a loro, un vecchio con il bastone li segue faticosamente. Tre uomini di Haganah li accompagnano con i fucili. Questo è la documentazione della “fuga volontaria” e questa, naturalmente, non è l’immagine più sconvolgente dell’espulsione.

Il senso di colpa è pesante, non solo per l’espulsione, ma ancor di più per aver impedito il ritorno alle case quando i combattimenti erano cessati. La giustizia assoluta non prevarrà qui e la colpa è non solo  di Israele.  E’ giunto il momento di guardare alla verità e giungere all’ovvia conclusione: Israele ha sovraccaricato  di sofferenza il   popolo palestinese molto tempo fa. Tanto tempo fa.

Sorgente: Gideon Levy :non ci sarà pace fino a quando Israele non si assumerà la responsabilità della Nakba | bocchescucite

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