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Gianni Cuperlo alla festa dell’unità per dire che ? – Di Antonella Golinelli

0 Cuperlo

E anche stasera Bologna. Ormai prendo la residenza. anche se per me continua a risultare strano andare ad una Festa de l’unità e non andare a lavorarci.

Vabbè. Così va il mondo. Detto questo, sala piena di compagni attentissimi. Del resto ascoltare Gianni Cuperlo è sempre interessante ed è sempre un piacere. Si impara sempre qualcosa. il che non fa mai male.

Si parte dall’Europa. Una lunga disamina della situazione con citazioni colte e raffinate estremamente appropriate per dire in sostanza che la situazione è difficile. Anzi difficilissima. Come dice lui “il potere della parola è importante”. Si è importantissimo. Non volava una mosca. Mica contestazioni ed urla come l’altra sera.

Critiche alla riforma nel metodo e nel merito. Le stesse che muovono tutti. la mancanza della condivisione, il senato spurio, l’art. 70, ecc. ecc. insomma tutto il repertorio ormai classico. La legge elettorale con i suoi premi stravaganti ecc. insomma le cose che dicono tutti. É talmente signore che non ha nemmeno ricordato di essere stato sostituito in prima commissione.

Io la porto ancora come una ferita sanguinante. Lui evidentemente no. O la maschera bene. Vado a concludere (non sono mai stata molto brava a riassumere vere e proprie lezioni di politica. Mi perdonerete): i) l’italicum deve essere cambiato. Su può cominciare lunedì quando si riunisce la camera; ii) sono in ballo le regole e il partito. É dovere della sinistra salvaguardare le une e le altre; iii) c’è il giorno dopo e il giorno dopo deve restare in piedi il partito e il paese; iv) bisogna evitare a tutti i costi di creare un precedente che autorizzi chiunque a compiere modifiche costituzionali con il minimo di maggioranza; v) di fatto al momento è un sì se si cambia la legge elettorale.

Compreso il fatto di come si eleggono i senatori. Ha ricordato i suoi tempi da studente del dams. Ecco, io ero dall’altra parte di via Zamboni. Un altra facoltà. Forse è per questo che stavolta non sono d’accordo con lui. E questo mi spiace molto. Aggiungo le mie considerazioni di ignorantona agricola (no, non facevo agraria): i) capisco bene la formazione da segretario che ha. Conosco la capacità di tenere unito un partito che ha più volte espresso. Ha una formazione solida. É responsabile. Anche troppo; ii) quello che non ho è la capacità per capire come mai si tenta di tenere assieme i cocci di un partito che il segretario è lanciato, lancia in resta, a dividere ancora di più. a parcellizzare.

Dimenticando di richiamare in servizio attivo tutti quelli che questo partito, in questa forma e in questa sostanza ha allontanato. iscritti ed elettori. Mi sento dimenticata. Credo ci sentiamo in tanti così; iii) lo so bene che il giorno dopo c’è da tenere il colpo. Tenere assieme quel che c’è di questo partito. Un partito che è ormai di eletti ed amministratori. Io come andrà a finire non lo so.

Non sono una strolga. presumo non sarà una vittoria governativa. non sarà facile far convivere chi ha votato si e chi ha votato no. In ogni caso; iv) drammatizzare non aiuta. So anche questo. Ma non può essere solo nostro il problema lasciando libere praterie in cui gli esaltati possono scorrazzare a piacimento. Ho visto due confronti. In sintesi l’importante non è argomentare ma sminuire l’avversario, aizzare gli animi, cercare la baruffa. Con una pretesa superiorità che è stupefacente. In sintesi: speriamo ci ripensi

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