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#FertilityDay e la locandina con le cattive “abitudini” associate alla “razza” – Al di là del Buco

abbattoimuri. – #FertilityDay e la locandina con le cattive “abitudini” associate alla “razza”

Ricordate il Fertility Day con la sua propaganda da ventennio fascista?

Il Ministero ci riprova, con un logo patriottico e alcune immagini scontate, tra le quali una, in particolare, un po’ razzista e classista.

Nel sito continuano a parlare di iniziative, al plurale, in Italia, anche se in molte città italiane, invece, si faranno, domani, iniziative che vanno dal Fertility Gay, al Fertility Mai, Felicity Day, e via di questo passo.

Manifestazione principale a Roma, davanti al ministero, e poi a Milano, Padova, Napoli, Imola, e Vicenza, e altre news le trovate qui. – pagina facebook

L’analisi del contenuto del Piano di Fertilità Nazionale la trovate qui, nel dettaglio. Non è cambiato nulla, ovviamente, salvo la copertina che, come dicevo, si presenta con un nodo rosso, patriottico, e immagini di propaganda che mettono in primo piano coppie etero, bianche, di bell’aspetto, contro persone – definite, mi pare, non a caso, “compagni” – nere, ricce, bad girls, che fumano marijuana o non so, nel più classico degli stereotipi razzisti e destrorsi. Il bianco puro e lo scuro impuro, gente perbene e gente per male.

A parte il fatto che io adoro i “cattivi compagni”, il punto è che non abbiamo bisogno di nessun Piano di Fertilità per dare figli alla patria, quando i figli dei migranti vengono lasciati a morire nel mar mediterraneo. Quello di cui abbiamo bisogno, casomai, è di un piano economico che ci renda possibile una scelta: fare o non fare un figlio a quel punto non diventa un obbligo, un privilegio, ma un desiderio plausibilmente realizzato solo se ve ne sono le condizioni.

Quello che va fatto è ritirare quell’orrendo piano di fertilità e ragionare di sanità che si occupi delle donne, per esempio, che nelle sale parto ancora subiscono taglietti e compressione dell’addome, durante i dolorosi parti. Donne che soffrono di endometriosi senza che essa sia considerata una patologia grave con la quale le donne hanno a che fare. Donne che non vogliono fare un figlio ma non per questo, parlando di economia, non hanno diritto a un reddito e a una assistenza sanitaria che si occupi dell’aspetto ginecologico, includendo contraccettivi di emergenza o aborto.

Le donne non sono uteri di Stato controllati da chi ci vorrebbe produttive per il bene della nazione. Le donne sono persone e prima di redigere qualunque piano la ministra avrebbe dovuto chiedere a tutte noi di cosa abbiamo bisogno. Questo, ovviamente, se fossimo considerate persone autodeterminate.

Così non è, e un piano che orienta le politiche sanitarie per indurci a fare figli per la patria va definito per quello che è: una violenza. E’ violenza di genere.

Ps: la locandina razzista non è un fake. QUI la fonte ufficiale. – salute.gov.it/pdf

mahUpdate: aggiungo che un’altra immagine, contenuta tra le descrizioni delle “cattive abitudini”, alimenta grassofobia, body shaming, con pretesto salutista. L’immagine presenta una ragazza forse un po’ sovrappeso come fosse obesa, gravemente malata. E se lei si piacesse così? Da quando un ministero della salute promuove il digiuno in nome della “fertilità”?

 

—>>>Secondo un articolo dell’huffington post che sottolinea le nostre osservazioni il ministero avrebbe così commentato: “‘Il razzismo e’ negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione”. E mi pare l’esatta risposta che viene data quando becchiamo manifesti sessisti. Il sessismo è negli occhi di chi guarda. Disaccordo totale con il ministero. Il razzismo è in quell’accostamento e nella definizione di cattive compagnie dedicata a neri, capelloni, donne cattive, e gente che fuma marija.

Rassegna stampa: dopo la nostra denuncia ne parla Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Corriere

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Sorgente: #FertilityDay e la locandina con le cattive “abitudini” associate alla “razza” – Al di là del Buco

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