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Evasione record da un miliardo con il giro dell’arte, rampollo milanese arrestato ad Abu Dhabi

“Gran fiuto per gli affari e per il crimine”. Anton Giulio Alberico Cetti Serbelloni discende da una nobile famiglia che vanta anche un Papa. Era stato arrestato nel 2007 dopo aver messo in piedi un giro di fatture false per un valore di oltre 700 milioni di euro

L’imprenditore milanese Anton Giulio Alberico Cetti Serbelloni è stato arrestato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, su mandato di cattura internazionale emesso dalla procura di Milano per una evasione fiscale di un miliardo di euro. Cetti Serbelloni, di 60 anni, è rampollo di una famiglia nobile di Milano e ha costruito un impero nel campo immobiliare e dell’arte. Appartiene a una antica famiglia milanese che può vantare anche un Papa, Pio IV, e il suo nome è noto nei circoli finanziari di Milano per le attività legate non solo al mondo dell’arte,ma anche di internet. Le indagini su di lui sono iniziate nel 2002 dopo un controllo della Guardia di Finanza e nel 2007 Cetti Serbelloni è stato arrestato per alcuni mesi. Successivamente è tornato in libertà e nel 2015, quando è arrivata la condanna definitiva, era già fuori dall’Italia.

I carabinieri della sezione “Catturandi” del comando provinciale di Milano sono riusciti a individuarlo negli Emirati seguendo le sue tracce lasciate a Forte dei Marmi, località che frequentava stabilmente e dove aveva progettato di costruire un resort di lusso. Deve scontare 8 anni e 8 mesi (pena passata in giudicato). Secondo la ricostruzione dei carabinieri è stato prima in Marocco e poi negli Emirati. Gli inquirenti ritengono che abbia trattenuto il 20 per cento della cifra evasa. Nell’ordinanza la procura ha sottolineato la “spiccata dote imprenditoriale” è altrettanto “spiccata dote criminale”. Ora è in attesa di estradizione.

Milanese, 57 anni, è stato editore di libri d’arte e titolare di una web publishing company (Gabrius) specializzata nel settore dell’arte contemporanea, e nel 2005 aveva anche siglato un accordo con il ministero della Cultura per l’accesso a una banca dati Artindex, in cui eran catalogate 600mila opere con le informazioni su tutte le compravendite realizzate dalle più importanti case d’asta del mondo. L’inchiesta che lo ha fatto finire in manette aveva svelato il giro di false fatturazioni nel settore delle opere d’arte tramite una serie di società appositamente costituite sia in Italia che

all’estero, in particolare in Svizzera, Usa, Danimarca e Lussemburgo. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il volume delle fatture false superava i 700 milioni di euro per una frode complessiva appunto superiore al miliardo di euro. Il flusso di denaro veniva poi stornato in larga misura su una società di diritto irlandese amministrata da un fiduciario svizzero che aveva investito tra l’altro nell’acquisto di un golf club a Marina di Pietrasanta finito sotto sequestro.

Sorgente: Evasione record da un miliardo con il giro dell’arte, rampollo milanese arrestato ad Abu Dhabi – Repubblica.it

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