Charlotte, 23 settembre 2016 – Nonostante il coprifuoco centinaia di persone hanno continuato a sfilare per le strade della città statunitense di Charlotte. Per la terza notte consecutiva i manifestanti hanno protestato per l’uccisione di un afroameriano da parte di un poliziotto.  Molti manifestanti sono rimasti nelle strade del centro della città del sudest Usa, sotto il controllo della Guardia nazionale.

La polizia la lanciato dei gas lacrimogeni per disperdere la folla che bloccava un’importante autostrada. Alcuni dei dimostranti si sono sdraiati a terra, mentre gli automobilisti facevano inversioni a “U” per tornare indietro in controsenso.

Nel centro di Charlotte la situazione appariva più calma. Centinaia di manifestanti hanno marciato verso il commissariato di polziia della città, innalzando cartelli che chiedevano: “Smettela di ucciderci”.

Esiste un video sulla morte di Keith Lamont Scott. Il filmato però per il momento è stato visionato soltanto dalle autorità e dai familiari di Scott, mentre i manifestanti ne chiedono la diffusione a gran voce. Lo scandiscono durante la marcia nella notte, lo ripetono ai media, lo scrivono su picchetti. Il punto è che dalle immagini, come ha confermato anche il capo della polizia di Charlotte, non si capisce se Scott stesse davvero puntando una pistola verso i poliziotti quando è stato colpito, ma finora questa era stata la versione ufficiale.

I fuoristrada militari Humvee erano dispiegati di fronte all’hotel Omni, dove già si erano verificati episodi di violenze alla vigilia.  Il sindaco Jennifer Roberts e la polizia hanno proclamato il coprifuoco dalla mezzanotte alle 6 del mattino (ore 12 in Italia). Questa misura sarà in vigore “finché ci sarà l’urgenza e finché non sarà ufficialmente revocato”, ha scritto la prima cittadina su Twitter.  ”

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Il presidente Usa Barack Obama ha chiesto moderazione ai dimostranti. “Il presidente crede profondamente al diritto delle persone di protestare. Ma la popolazione non deve utilizzare la scusa della contestazione per commettere atti di violenza o vandalismo”, ha detto Josh Earnest, portavoce della Casa bianca.

Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza, interpreta le violenze di Charlotte con l’abuso di stupefacenti. “La droga – ha detto – gioca un ruolo importantissimo in quello che vedete alla televisione”.

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TUSLA, INDAGATA POLIZIOTTA – Omicidio colposo di primo grado. Di tanto è stata accusata la poliziotta bianca di Tulsa, Oklahoma, che il 16 settembre scorso ha sparato contro un afroamericano disarmato, uccidendolo. L’agente si chiama Betty Shelby; la sua vittima, il 40enne Terence Crutcher.

Shelby stava rispondendo a una chiamata relativa a un Suv abbandonato in mezzo a una strada, a motore acceso, con la portiera del conducente aperta ma nessuno nel veicolo.

Gli eventi di quella sera sono stati immortalati dalle riprese video di un elicottero della polizia e di una dashboard camera, quelle che sono montate dentro un veicolo (in questo caso della polizia stessa).

Dai filmati si vede Crutcher alzare le mani al cielo, camminare verso l’auto e appogiarsi ad essa. Un agente, Tyler Turnbough, lo colpì con un Taser, un dissuasore elettrico. Poi Shelby gli ha sparato in modo fatale.  Stando al commissario Chuck Jordan, l’afroamericano era disarmato e all’interno della sua vettura non è stata rinvenuta alcuna arma da fuoco.

BALTIMORA, UN’ALTRA MORTE – E’ successo a Baltimora, dove Tawon Boyd, 21 anni, è deceduto dopo una colluttazione con cinque poliziotti che lo avevano immobilizzato a terra.

Erano giunti nel suo appartamento dopo una chiamata in cui si denunciavano “comportamenti strani” da parte del ragazzo, che era comunque disarmato.