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Banche usuraie? Ecco come portarle in Tribunale – L’Indro

lindro.it – Azioni legali. Banche usuraie? Ecco come portarle in Tribunale. Intervista a Emanuele Crozza, avvocato penalista

Da oggi dovrebbero iniziare i primi rimborsi per i circa 12mila obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti, che a novembre 2015, si sono visti azzerare i bond subordinati per coprire parte delle perdite delle 4 banche. I rimborsi riguarderanno solo un terzo dei soggetti coinvolti.

Sul fronte delle sofferenze bancarie. A luglio hanno sfondato quota 198 miliardi di euro, contro i 197 di giugno. Lo comunica tristemente il ‘Supplemento Moneta e Banche’ curato da Bankitalia. Notizie contrastanti sul fronte dei prestiti, con aumenti dei prestiti alle famiglie e diminuzione di quelli concessi alle imprese.

Un dato che emerge raramente è quello relativo agli illeciti finanziari delle banche. Fenomeno ben poco indagato e sul quale non esistono dati certi e definitivi. La Fondazione SDL, centro studi di Brescia, nei mesi scorsi hanno diffuso i dati di alcune loro ricerche in proposito: su circa 150 mila prodotti bancari, SDL ha rilevato nel 71 per cento dei casi la presenza di usura oggettiva ai sensi del codice penale.

E sulle 19 mila pratiche giudiziarie intentate finora contro le banche, SDL  afferma di aver ottenuto per i propri clienti, quasi sempre tramite transazioni, diverse decine di milioni di euro. Sul 99% dei quasi 47 mila conti correnti aziendali analizzati sono state rilevate anomalie finanziarie: in particolare usura oggettiva (nel 71% dei casi i tassi di interesse passivi erano superiori al tasso soglia fissato trimestralmente dalla Banca d’Italia), usura soggettiva (nel 74% dei casi sono state applicate condizioni particolarmente gravose, considerata la situazione di difficoltà economico-finanziaria dell’azienda) o anatocismo (calcolo di interessi su interessi, 71 volte su 100).

Dunque si può portare le banche davanti a un Tribunale. Ma, operativamente, quali gli strumenti a disposizione del cittadino e consumatore per tutelare i propri diritti nelle aule di Tribunale contro gli istituti di credito?  Lo abbiamo chiesto a Emanuele Crozza, avvocato penalista, esperto in cause alle banche, referente dello sportello per le vertenze bancarie e le vittime di reato dell’Unione Nazionale Consumatori.

Avvocato Crozza, intanto ci spieghi, come si pone il legislatore nei confronti delle banche?

I contratti di conto corrente devono essere sottoscritti da entrambe le parti, gli interessi ultralegali devono essere pattuiti, i costi che oltrepassano il tasso soglia sono sempre usurari: se sono convenuti questi ultimi la clausola è nulla, e non sono dovuti pertanto interessi. Vi è inoltre una disciplina particolare che “dovrebbe” tutelare il correntista, ma che all’attuale stato dell’arte rischia di essere insufficiente.

Che cosa è necessario per citare una banca?

Occorre avere a disposizione la dovuta documentazione, alias il contratto di conto corrente corredato di relativi estratti conto, e farla periziare da consulenti seri. Le cause non sono tutte uguali.

Ma quindi si può vincere contro gli istituti di credito?

Sono molteplici i provvedimenti dei giudici che hanno rigettato le richieste delle banche, addirittura bloccando le aste immobiliari in corso. Molti correntisti hanno ottenuto la condanna della banca alla restituzione degli interessi. Purtroppo non sono cause facili, e tutto dipende dal corretto esame della documentazione.

Quindi, chi è titolare di un conto corrente ha dunque chances di ottenere giustizia?

Le prime pratiche di tal genere risalgono agli anni Novanta, quando ha iniziato a prendere piede tutta una serie di problematiche legali quali la pattuizione degli interessi, l’anatocismo, commissioni di massimo scoperto e così via. Insomma, sono molteplici i punti sui quali è opportuno verificare la regolarità dei rapporti, e in non pochi casi il saldo dev’essere rettificato a favore del correntista.

Sorgente: Banche usuraie? Ecco come portarle in Tribunale – L’Indro

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