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Africa, quale sviluppo? – nigrizia.it

nigrizia.it – L’Analisi del McKinsey institute. Africa, quale sviluppo?

E’ un continente con una crescita economica a due velocità quello fotografato in un recente studio del McKinsey global institute, centro di ricerca dell’omonima, potente società statunitense di consulenza. Uno studio che solleva qualche perplessità.  – di Marco Cochi

La crescita dell’economia africana nasconde una marcata divergenza, che un nuovo rapporto intitolato Lions on the move II: Realizing the potential of Africa’s economies, evidenzia sulla base di numerosi dati e comparazioni.

Lo studio è stato realizzato dal McKinsey global institute (Mgi), centro di ricerca dell’omonima società di consulenza aziendale considerata una delle più influenti e potenti al mondo, che lo scorso giugno è stata al centro di un’inchiesta del Financial Times per conflitto d’interesse nella gestione di hedge fund.

L’analisi individua quali sono quei paesi dell’Africa dove i progressi economici hanno registrato una battuta d’arresto, partendo dalla constatazione che cinque anni fa, la crescita stava accelerando in 27 delle 30 maggiori economie della regione, mentre le ultime stime indicate nella relazione fotografano una situazione ben diversa, con quasi la metà delle economie africane in crescita e tutte le altre in fase di rallentamento.

Una regressione confermata dal dato sul Prodotto interno lordo (Pil) globale africano, che tra il 2010 e il 2015 ha registrato una crescita media annua del 3,3%, nettamente inferiore al 4,9% rilevato tra il 2000 e il 2008.

Una performance economica molto meno incisiva che divide le economie dell’area in due gruppi. Il primo è quello dei paesi che hanno subìto un netto calo della crescita media, legato in prima istanza alla drastica diminuzione dei prezzi del petrolio e alle turbolenze politiche della primavera araba, che hanno interessato soprattutto Egitto, Libia e Tunisia.

Previsioni di crescita

Per i restanti paesi, nel 2010-2015, la crescita media è salita al 4,4% rispetto al 4,1% del periodo 2000-2010. Inoltre, i fondamentali a lungo termine sono solidi e ci sono notevoli opportunità di mercato e di investimento.

Lo sviluppo futuro di questi paesi dovrebbe essere sostenuto da vari fattori, tra cui spiccano il più elevato tasso di urbanizzazione del mondo e l’impetuosa crescita della popolazione in età lavorativa, che nel 2034 si calcola supererà quella della Cina e dell’India.

Oltre a ciò, le abbondanti risorse naturali continueranno a trainare l’economia nel continente, mentre ulteriori stimoli arriveranno dall’accelerazione dell’innovazione tecnologica, che sta creando nuove e interessanti opportunità per i consumatori e le imprese. È sulla base di tutti questi elementi, che il Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede che l’Africa sarà la seconda regione con la più rapida crescita al mondo, fino al 2020.

Nonostante i recenti shock finanziari e le turbolenze politiche, la spesa da parte dei consumatori e delle imprese interne ha raggiunto i 4 miliardi di dollari annui e continua a lievitare rapidamente. Entro il 2025, i consumi delle famiglie benestanti dovrebbero continuare a crescere del 3,8% l’anno per un totale di 2,1 miliardi di dollari, mentre le imprese vantano un potenziale di spesa ancora più promettente, che dai 2,6 miliardi di dollari del 2015 dovrebbe arrivare a 3,5 miliardi entro il 2025.

Inoltre, mettendo in atto politiche economiche mirate, l’Africa nel 2025 potrebbe quasi raddoppiare la produzione industriale, dagli attuali 500 miliardi di dollari a 930.

Tutta questa serie di dati contenuti nel rapporto, evidenzia l’elevato potenziale offerto dall’Africa e dalle sue aziende, che a livello mondiale stanno crescendo più velocemente e sono più redditizie rispetto ai loro competitor.

Resta però da capire se il continente sarà in grado di sfruttare i mezzi di cui dispone. A riguardo, i ricercatori del Mgi concludono che i governi dovranno stimolare la produttività del continente e guidare la crescita, concentrandosi su sei priorità: mobilitare maggiormente le risorse interne, diversificare al massimo le economie, accelerare lo sviluppo delle infrastrutture, aumentare l’integrazione regionale, formare nuovi talenti e garantire una buona qualità dell’urbanizzazione.

All’Africa il petrolio avvelenato – di Marco Simoncelli

Sorgente: Africa, quale sviluppo? – nigrizia.it

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