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Usa, rivolta dei democratici al Congresso: basta armi facili

Sulle armi da fuoco è battaglia al Congresso americano, dove i deputati democratici hanno inscenato una vera e propria rivolta, dando vita a un sit-in senza precedenti in aula, bloccando di fatto i lavori della Camera dei Rappresentanti. La rabbia tra le file dem è montata dopo che, all’indomani della strage di Orlando, a Capitol Hill i repubblicani hanno respinto altre quattro proposte di legge che prevedevano una stretta sulla diffusione di pistole e fucili, a partire da maggiori controlli sugli acquirenti e dal bando delle armi più micidiali.

Nelle prime ore dopo la mezzanotte, i repubblicani hanno aggiornato con un voto la sessione fino al 5 luglio, in un tentativo di mettere fine al sit-in senza precedenti inscenato dai democratici per esprimere la loro frustrazione e rabbia per la mancata stretta sulle ‘armi facilì dopo la strage di Orlando. I democratici, riferisce la Cnn, hanno tuttavia promesso di continuare la loro protesta, anche senza telecamere, luci o sessione legislativa. Dopo le tre del mattino, l’attività è notevolmente rallentata, ma circa 25 esponenti democratici, riferisce il Washington Post, sono rimasti in aula, avvolti in coperte.

«Solo perché se ne sono andati non vuol dire che dobbiamo accettare il no come risposta», ha affermato la leader
democratica alla Camera, Nancy Pelosi, che è rimasta con loro. «I democratici possono continuare a parlare, ma la realtà è che non hanno una strategia per chiudere la partita», ha affermato dal canto suo AshLee Strong, portavoce dello speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan. «Il Senato – ha aggiunto – ha già respinto le misure che
chiedono (i democratici). La Camera è concentrata sull’eliminazione dei terroristi, e non dei diritti costituzionali
dei cittadini che rispettano la legge».

Il deputato afroamericano John Lewis, 76 anni, da sempre uno dei leader e icona del movimento per la difesa dei diritti civili fin dagli anni ’60, quando guidò la marcia di Selma e fu al fianco di Martin Luther King, ha affermato che la protesta gli ricorda proprio i primi anni della lotta per mettere fine alla segregazione. «Continueremo a stare seduti e continueremo il sit-in», perché, ha aggiunto, «facendo il sit-in e stando seduti ci solleviamo».

«Quella dei democratici alla Camera è una iniziativa straordinaria», ha commentato la Casa Bianca, mentre il
presidente Barack Obama – frustrato dall’essere stato incapace di varare in questi otto anni una riforma – su Twitter ringrazia per la forte azione di sostegno alla causa. Con Lewis – che Obama ha sempre indicato come uno dei suoi
eori – seduti a terra e con le gambe incrociate nell’aula della Camera ci sono decine di altri deputati che urlanbo lo slogan «No bill, No break», senza una legge sulle armi niente sospensione dei lavori.

«Siamo stati calmi troppo a lungo – ha tuonato Lewis – ed ora siamo stufi. È arrivato il momento di fare un po’ di rumore, di battere i nostri piedi, di dire qualcosa e fare qualcosa di straordinario. Questo è il momento di agire, non staremo più in silenzio», ha aggiunto. I repubblicani hanno provato invano a fermare la protesta, sollecitando i democratici ad alzarsi e ad abbandonare l’aula. Anche lo speaker Paul Ryan ha dichiarato sospesi i lavori, ma i deputati ribelli si sono rifiutati di interrompere il sit-in.

«Non ci muoveremo», ha annunciato Kathy Castor, democratica della Florida. Parole accolte da applausi e canti. Anche una preghiera recitata da Jim Clyburn, deputato della North Carolina, mentre gli altri deputati che si tenevano per mano. Si spera in una svolta, ancora possibile grazie a un testo bipartisan che si sta facendo largo in Senato, grazie all’azione di due senatrici, una repubblicana e una democratica. Il disegno di legge si chiama ‘No fly – No buy’. «Pensiamo che se una persona è troppo pericolosa per salire su un aereo, è troppo pericolosa anche per comprare una pistola», hanno spiegato le due rappresentanti del Congresso.

Sorgente: Usa, rivolta dei democratici al Congresso: basta armi facili

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