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Un superfondo per aiutare le banche Mossa del governo per Piazza Affari – Corriere.it

corriere.it – Un superfondo per aiutare le banche. Mossa del governo per Piazza Affari. Dalle garanzie sui bond alle ipotesi di ingresso nel capitale. Il governo chiede alla Ue di allentare i vincoli sugli aiuti delle banche in difficoltà. Il problema del Fondo Juncker.  – di Mario Sensini

Il nervosismo dei mercati dopo la Brexit continua a tenere in apprensione il governo e le autorità monetarie. Il già debole sistema bancario italiano, che ieri ha avuto un’altra giornata campale in Borsa, rischia di subire un colpo pesantissimo dalla nuova ondata di sfiducia che attraversa i mercati.
Il governo è determinato a sostenere in tutti i modi il credito e il risparmio, ha messo a punto un piano di intervento a sostegno delle banche in caso di peggioramento della situazione e avviato un forte pressing sulla Commissione Ue perché allenti i vincoli sugli aiuti di Stato.
C’è preoccupazione, ma non allarme: la stabilità del sistema è considerata prioritaria, ma il fronte è delicato e l’esecutivo, per evitare di offrire segnali negativi, si sta muovendo con i piedi di piombo.
Un ruolo per Cdp

Il piano “B” per sostenere gli istituti di credito in eventuale difficoltà, emerso già sabato, trova nuove conferme, ovviamente solo ufficiose. Contemplerebbe la possibilità di un intervento diretto nel capitale degli istituti in difficoltà, l’approntamento di un sistema di garanzie pubbliche da offrire a prezzi di mercato, ma anche la creazione di nuovi “veicoli” per intervenire nella ricapitalizzazione delle banche o acquistare i loro crediti deteriorati, migliorando la qualità degli attivi.

Si sarebbe ipotizzato anche l’uso, in questo senso, della Cassa Depositi e Prestiti, o di una sua filiazione.

Soluzioni autonome e unilaterali, tuttavia, vengono considerate come ipotesi estreme alle quali ricorrere. Prima di tutto il governo, che ieri ha chiesto la fiducia alla Camera sul decreto che accelera il recupero delle sofferenze bancarie e prevede il rimborso dei piccoli risparmiatori scottati dalle crisi degli istituti di credito, vuole percorrere la strada europea. E così ha avviato già da qualche giorno i contatti con i partner e la Commissione di Bruxelles.

L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, è la linea di Renzi e Padoan, è un evento eccezionale, ovviamente fuori dalla portata del nostro governo. E rappresenta una di quelle circostanze in cui gli aiuti di Stato, come potrebbe essere l’ingresso del Tesoro nel capitale di una banca, poterebbe essere consentito.

Meno vincoli

Esattamente come accadde nel 2008 dopo la crisi della banca Lehman, quando la Commissione, con una comunicazione, allentò moltissimo i vincoli sugli aiuti di Stato per consentire ai governi europei di intervenire nelle banche che stavano crollando. Per il momento non è questo il caso, ma le avvisaglie non sono affatto buone. Dopo aver perso circa il 20% del proprio valore nella giornata di venerdì, le banche italiane hanno lasciato ieri sul terreno intorno all’8% del proprio capitale.

Banche come Monte dei Paschi hanno raggiunto una capitalizzazione di Borsa, ai prezzi correnti, molto preoccupante. Fin qui gli istituti di credito italiani sono stati in buona compagnia. Come loro hanno perso tutte le principali banche europee, per non parlare di quelle britanniche. Oggi è un problema comune e l’Italia vorrebbe una soluzione comunitaria in tempi rapidi, perché il timore è quello di rimanere vittima isolata della speculazione.

Londra e la borsa

Renzi è convinto di poterla trovare, ma nel frattempo prepara il suo piano d’emergenza ed insiste perché l’uscita dei britannici decretata dal referendum avvenga nel più breve tempo possibile. Non solo perché l’incertezza legata ad un negoziato già di per sé difficilissimo rischia di accentuare l’instabilità dei mercati.

Al governo, ad esempio, non va giù che la Gran Bretagna abbia fatto incetta delle risorse appena messe a disposizione dal nuovo Fondo Juncker, e magari le spenda pure, dopo aver deciso di abbandonare l’Europa. Londra, dopo Parigi, è riuscita ad ottenere la fetta maggiore dei finanziamenti che si sono resi disponibili in questo primo anno di attività del Fondo, circa 2 miliardi di euro capaci di attivare una decina di miliardi di investimenti, superiore a quella dell’Italia.

Quello che invece Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia stanno considerando come un’opportunità, forse una delle poche offerte della Brexit, è il destino dei mercati finanziari europei.

Borsa Italiana, come Montetitoli e l’Mts, il mercato telematico dei titoli di Stato, fanno parte del gruppo Lse, la Borsa londinese, che rischia di trovarsi presto in territorio extra comunitario. Dove il suo punto di riferimento potrebbe essere proprio Piazza Affari, che per inciso utilizza la stessa piattaforma tecnologica. Come una porta attraverso la quale Londra potrebbe continuare ad operare sui mercati europei.

Sorgente: Un superfondo per aiutare le banche Mossa del governo per Piazza Affari – Corriere.it

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