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Istanbul: provenivano da Uzbekistan, Kirghizistan e Cecenia i tre kamikaze dell’aeroporto Ataturk – Rai News

La mente dell’attentato sarebbe Ahmet Chatayev, terrorista ceceno che in precedenza faceva parte della cerchia ristretta del comandante della guerriglia cecena Doku Umarov che si era proclamato “emiro” dell’Emirato Islamico Ceceno. Secondo la polizia turca, il comando dei terroristi ha preso in affitto un appartamento nel quartiere storico di Fatih a Istanbul 32 giorni prima dell’attacco, utilizzandolo come base operativa

I 3 kamikaze dell’aeroporto Ataturk di Istanbul provenivano da Uzbekistan, Kirghizistan e della repubblica russa del Daghestan. Lo scrive l’agenzia di stampa Dogan, sostenendo che l’informazione è stata tratta direttamente dai loro passaporti, ritrovati nell’abitazione che avevano affittato e usato come base operativa nel quartiere storico di Fatih. In precedenza, altri media avevano indicato la provenienza dal Tagikistan, sempre nell’Asia centrale. Un altro media, Haberturk, indica che uno dei 3 kamikaze sarebbe stato identificato con le iniziali O.V., giunto in Turchia dalla roccaforte dell’Isis di Raqqa in Siria. Il cittadino russo di origine cecena Osman Vadinov si è fatto esplodere per primo dopo aver sparato alcune raffiche di Kalashnikov all’entrata all’aeroporto. La mente dell’attentato sarebbe Ahmet Chatayev, terrorista ceceno che in precedenza faceva parte della cerchia ristretta del comandante della guerriglia cecena Doku Umarov che si era proclamato “emiro” dell’Emirato Islamico Ceceno. Dopo la morte di Umarov, Ahmet Chatayev, tra il 2013 e 2014, ha raggiunto l’ISIS in Siria. Secondo alcune informazioni in possesso dell’intelligence turca, ora Chatayev si troverebbe a Raqqa in Siria. Secondo la polizia turca, il comando dei terroristi ha preso in affitto un appartamento nel quartiere storico di Fatih a Istanbul 32 giorni prima dell’attacco, utilizzandolo come base operativa. La zona, una delle più conservatrici della città e con un alto tasso di rifugiati siriani, sarebbe stata scelta grazie ad appoggi logistici e perché avrebbe garantito maggiori possibilità di passare inosservati. Gli investigatori stanno effettuando il test del DNA sui resti degli attentatori che, se dovessero confermare le loro identità, sarebbero i primi ceceni e jihadisti dell’Asia centrale ad aver compiuto un attentato contro obiettivi stranieri per conto dello Stato Islamico. Intanto sarà estradato il jihadista tunisino detenuto in Turchia che martedì sera, nell’attentato all’aeroporto di Istanbul, ha perso il padre, Fathi Bayodh medico tunisino di un ospedale militare, che era giunto nel Paese per ottenere il suo rilascio. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tap, citando una fonte anonima del ministro degli Esteri tunisino, secondo la quale le autorità di Ankara hanno accettato di estradare l’uomo, un foreign fighter che ha combattuto in Siria sotto le insegne del sedicente Stato islamico. “La Tunisia ha fatto un grande lavoro per permettere al figlio di ritornare nel Paese al più presto”, ha dichiarato la fonte tunisina, mentre dalla Turchia non sono ancora arrivati commenti sulla vicenda. Intanto un altro ferito è morto in ospedale. Lo riferisce l’agenzia statale Anadolu. Il bilancio delle vittime sale così a 44. Tra loro ci sono tre i palestinesi uccisi, tra cui un bambino. Lo dice il ministero degli Esteri palestinese – riportato dall’agenzia Wafa – che cita l’ambasciatore palestinese in Turchia Faed Mustafa.

Sorgente: Istanbul: provenivano da Uzbekistan, Kirghizistan e Cecenia i tre kamikaze dell’aeroporto Ataturk – Rai News

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